IRAQ. Tensioni elettorali 

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L’Iraq è in piena campagna elettorale. L’ente preposto alla registrazione dei partiti e candidati alla tornata elettorale ha fatto sapere che l’IHEC ha registrato 21 coalizioni e 167 partiti: tutti parteciperanno alle prossime elezioni irachene.

C’è però una grande incognita che in questi giorni aleggia sui cieli di Baghdad: si terranno le elezioni il 10 ottobre? 

Moqtada al Sadr mantiene la sua decisione di non candidarsi e ha intrapreso viaggi e spende molto tempo in telefonate per chiede ad altre forze politiche o singoli candidati di non candidarsi o ritirarsi dalla tornata elettorale. Alcuni hanno accettato altri hanno detto un secco no, come Mas’ud Balzani.

Una fonte all’interno della Commissione elettorale ha parlato al sito web di Al-Nahed affermando: Negli ultimi giorni sono arrivate decine di richieste di ritiro dalle elezioni, per motivi non ancora compresi, che indicano la presenza di minacce o vessazioni in alcuni aree, soprattutto quelle in cui la concorrenza è intensa. A quanto pare al momento il ritiro dalla corsa elettorale è più per minacce o vessazioni che non per adesione alle richieste del grande vecchio Moqtada al Sadr ma in realtà la confusione regna sovrana. 

Khaled Al-Obaidi è stato eletto capo del corpo politico della coalizione Azm. Mentre la coalizione Al-Fatah ha fatto sapere che comprenderà anche Movimento Asa’ib Ahl al-Haq, Badr Organisation. Hadi al Amiri ha già tenuto un discorso sul programma della Coalizione dove promettere un ritorno alla valutazione del dinaro a prima della svalutazione. In corsa e assolutamente favorevole alle elezioni al 10 ottobre, Nouri al Maliki, convinto che tornerà ad essere primo ministro. E ancora Mohammed al Habousi che ha iniziato la campagna elettorale a Ninivealcuni media hanno messo on line foto di porzioni monodose di alimenti per mensa dei poveri con sopra il volto dei candidati della sua lista. 

Chi non si candida è il premier Mustafa al Kazemi, che ha ribadito alla stampa di non essere interessato alla corsa elettorale. Per quando concerne Moqtada al Sadr, protagonista assoluto di tutti i dibattiti televisivi, anche se lui non è mai presente, nessuno sa dire con certezza quali sono le ragioni del ritiro si rileva però che Jeanine Antoinette Hennis-Plasschaert ha detto che forse sarebbe il caso di rinviare le elezioni, parole arrivate dopo la donazione economica del Giappone per dare vita al processo democratico delle urne. 

Graziella Giangiulio