IRAQ. Baghdad a caccia di acqua controllata dalla Turchia dichiara il Pkk organizzazione terroristica

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L’Iraq ha un bisogno disperato di acqua, quei fiumi che per secoli hanno fatto della Mesopotamia una delle terre più ricche del mondo conosciuto ora, nei tempi contemporanei, fanno dell’Iraq una terra maledetta, secca a tal punto che sta diventando un deserto. 

In realtà l’acqua ci sarebbe, ma è come dire controllata dalla Turchia. C’è infatti una fonte di tensione tra i due paesi che stanno cercando da anni di arrivare a una regolamentazione dell’uso dell’acqua, ma al momento non si arrivati a nulla. La Turchia continua a tenere per sé e a controllare il corso superiore dei fiumi Eufrate e Tigri, che sono vitali per l’agricoltura e l’economia irachena.

Nel frattempo regioni un tempo ricche da un punto di vista agricolo e della pescicoltura come Diyala sono diventare regioni di migrazione verso l’Europa perché le famiglie non hanno più di che vivere. Alla Turchia ci va aggiunta l’avidità di acqua anche dell’Iran che sta lasciando a secco le regioni meridionali dell’Iraq che necessitano dell’oro blu anche per far funzionare gli impianti petroliferi. 

Il 14 marzo l’Iraq ha cercato di dare vita all’ennesimo accordo con la Turchia. Come prima cosa ha deciso che il PKK definita organizzazione terroristica in Turchia, sia tale anche in Iraq e quindi tutti gli appartenenti al PKK iracheno da ora in poi saranno perseguitati nel nord dell’Iraq oltre che dai bombardamenti aerei turchi anche da truppe irachene, in cambio l’Iraq ha ottenuto che una delegazione turca di alto livello abbia visitato Baghdad per colloqui ufficiali con l’intento di dare vita alla visita ufficiale di Recep Tayyip Erdoğan  dopo le elezioni regionali della Turchia e quindi di avere l’acqua un bene che non dovrebbe essere gestito da nessuno visto che è un risultato della natura. 

Il ministro degli Esteri iracheno, Fuad Hussein, ha ricevuto quindi a Baghdad una delegazione turca di alto rango, tra cui il ministro degli Esteri Hakan Fidan, il ministro della Difesa Yashar Güler e il capo dell’agenzia di intelligence Ibrahim Kalin. E nell’occasione l’Iraq ha designato il Partito dei Lavoratori del Kurdistan come organizzazione vietata nel suo paese in una dichiarazione congiunta di Turchia e Iraq.

La visita di Fidan, si legge nei media iracheni, mira a preparare la prossima visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che avrà luogo alla fine di marzo. All’inizio di questo mese, Falah Mustafa, consigliere senior del presidente della regione del Kurdistan, ha detto che il presidente turco avrebbe dovuto visitare Baghdad ed Erbil dopo le elezioni municipali turche.

Maddalena Ingrao 

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