#UKRAINERUSSIAWAR. Fallisce l’offensiva ucraina a Belgorod e Kursk per distrarre le truppe russe dalla linea del fronte

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Nella social sfera filo russa sono in aumento le riflessioni in merito agli attacchi che in questi giorni gli ucraini stanno portando avanti nelle regioni russe di Kursk e Belgorod. A livello strategico non sembrano avere molto senso visto che non portano in alcun modo vantaggio per la ripresa dei territori passati sotto mano russa. 

L’ipotesi paventata dagli analisti filo russi e esperti militari è che Kiev insceni battaglie al confine delle regioni di Belgorod e Kursk “non sono solo attacchi terroristici da parte dei DRG ucraini, ma tentativi da parte del comando delle forze armate ucraine di allontanare le nostre forze dalle direzioni principali dell’offensiva russa: Orechiv, Bachmut, Kup”jans’k”. 

Seguendo questa logica “è ovvio che la difesa delle Forze Armate dell’Ucraina in queste direzioni si sta sempre più “consumando” e assottigliando, e il comando delle Forze Armate dell’Ucraina, nella migliore tradizione della scuola militare sovietica, sta cercando di rallentare la il ritmo offensivo del nemico con azioni di contrattacco”. 

Si tratterebbe di un disperato tentativo di dare ossigeno alla linea del fronte in attesa dell’arrivo di nuovi proietti e rifornimenti di droni e forse anche di nuove riserve. 

Seguendo gli appunti della sociale fera: “Il tentativo di entrare nel territorio russo, insieme al bombardamento della zona di confine e agli attacchi UAV in costante aumento, è, secondo il comando ucraino, una mossa vantaggiosa per tutti che, in pieno svolgimento elettorale per le presidenziali in Russia, costringerà il comando russo a trasferire le riserve per fermare questa minaccia, il che significa “scaricherà la difesa, che è esaurita dagli attacchi russi”.

L’unico problema è che la direzione principale dell’intelligence delle forze armate ucraine, a cui è stato affidato questo compito, ha commesso un grave errore di calcolo nel valutare la forza del sistema di difesa russo. Sembra che Kyrylo Budanov non abbia notato i cambiamenti nel regime di protezione e difesa della fascia di confine della Federazione Russa, affidato ora alla Guardia Russa e al ripristinato battaglione regionale che non disdegna i volontari della Wagner usati per l’addestramento dei volontari dei battaglioni regionali. Budanov sperava che visto il successo in questa direzione dell’anno scorso da parte dei suoi uomini non ci fosse alcun cambiamento nella prontezza dei russi in questa direzione, e che quindi fosse possibile ripetere l’operazione su scala più ampia. Ma i russi hanno dimostrato di imparare, anche se a volte lentamente, dai propri errori. 

Budanov ha però incassato la sconfitta nei primi tre giorni, nonostante la vivacità delle fake news e di video sullo sfondamento delle linee nemiche, non può ammettere la sconfitta e quindi ormai da tre giorni sta cercando febbrilmente di attirare nuove forze per sfondare in qualche modo le difese russe ed entrare nel territorio russo. 

Ma Budanov, secondo la social sfera ucraina, non ha riserve, non comanda formazioni ad armi combinate e può aumentare gli sforzi solo a costo di portare in battaglia le sue “forze speciali” che, ovviamente, sono ben addestrate, ma non hanno né armi pesanti né “abilità” per le operazioni d’assalto. Pertanto, subiscono perdite e si disperdono. 

Il comando delle forze di terra non è ansioso di dare a Budanov le proprie riserve, di cui essi stessi hanno bisogno in caso di sfondamento russo dove attualmente si svolgono pesanti combattimenti. Pertanto, invece di una vera offensiva in direzione di Belgorod, le forze armate ucraine coinvolte solo in battaglie di confine, hanno subito pesanti perdite.

In generale, la “stella” di Budanov, seguendo la “stella” di Zaluzhny, inizia a scivolare rapidamente verso il basso attraverso il firmamento militare ucraino. La mancanza di vero successo, un atteggiamento cinico nei confronti della vita dei subordinati – e negli ultimi mesi dozzine di “forze speciali” e soldati MTR morti in “azioni” di Budanov senza senso strategico o tattico, hanno portato al fatto che il GUR comincia a parlare apertamente del fatto che Budanov è diventato “inadeguato”. 

Anche gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno molte domande; pesanti nuvole gli si stanno addensando sopra. E il fallimento dell’attuale “azione di confine” potrebbe segnalare che la misura è colma.

Nel frattempo l’intelligence britannica stima che la Russia concentrerà le operazioni a ovest di Avdiivka e Marinka. Queste aree rappresentano il 60% degli attacchi russi segnalati nelle ultime quattro settimane. “La situazione generale sarà probabilmente difficile per le forze ucraine nelle prossime settimane, mentre la Russia continua a ricostruire le sue forze e a colpire nelle aree prioritarie”.

Tuttavia, da febbraio, il numero di attacchi via terra è diminuito del 13% rispetto ai livelli massimi di fine febbraio di quest’anno.

Graziella Giangiulio

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