Hong Kong falla economico-sociale del sitema cinese

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CINA – Hong Kong. 01/06/13. Sono scesi in piazza in 500.000 contro il disegno di legge sulla sicurezza che all’art.23 prevede perquisizioni in casa senza mandato. Gli organizzatori non ne attendevano più di 100.000. Eppure a Hong Kong, l’ex perla d’oriente sono scesi in piazza, la manifestazione ha radici più profonde della legge sulla sicurezza. In 6 anni in fatti la città, passata dalla dominazione britannica alla Cina, ha visto spegnere i riflettori sulla sua immagine. Attualmente sta diventando una una città “opaca” ad alta densità di operazioni finanziarie.

Hong Kong è stata colpita recentemente da una serie di disastri, a partire dalla fine del 1990 la crisi finanziaria asiatica, seguita dalla crisi economica mondiale, così come i problemi di salute precedentemente sconosciuti a Hong Kong, come l’influenza aviaria, la febbre dengue, e, più di recente, l’epidemia di SARS.

La disoccupazione è attualmente pari a un record di 8,7 per cento. I prezzi degli immobili sono scesi del 70 per cento. La deflazione ha devastato l’economia per cinque anni. Il segretario capo popolare, la signora Anson Chan, si è dimessa nel 2001 a causa dell’avversione nei suoi confronti del Partito Comunista Cinese, le sue idee, secondo i giornali di Hong Kong, erano troppo progressiste. 

Le persone scese in piazza chiedono oltre alle modifiche all’art.23 della legge sulal sicurezzauna maggiore democrazia. Dalle prossime elezioni che avverranno nel 2014 la metà dei seggi saranno eletti direttamente, mentre l’altra metà sarà eletto dalle circoscrizioni funzionali, come le camere di commercio e altre organizzazioni professionali. Un primo passo. Ma da Pechino se da un lato premono per avviare riforme  per poter dare vita ad una ripresa, dall’altra temono gli attivisti per la democrazia. La Cina si è offerta di sostenente la ripresa di Hong Kong con un accesso privilegiato per la sua economia, sia per i prodotti e servizi. Inoltre, la Cina ha approvato la costruzione di un ponte che collega Hong Kong con Macao e Zhuhai, sul continente, per creare maggiore occupazione e attrarre investimenti. Incentivato anche lo sviluppo del turismo.  Secondo Pechino più che di democrazia, Hong Kong ha bisogno di stabilità e quindi ha avviato un processo di sostegno economico verso la ex perla d’oriente.