RUSSIA. Mosca annuncia rappresaglie alle sanzioni sul Nord Stream 2

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Il governo russo annunciato una usa reazione alle sanzioni statunitensi sul nuovo oleodotto tra Russia e Germania, i cui lavori sono stati sospesi il 22 dicembre. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato, infatti, la scorsa settimana la legge che impone sanzioni contro persone e aziende che stanno posando il gasdotto Nord Stream 2 sotto il Mar Baltico dalla Russia alla Germania.

L’imposizione Usa  ha spinto la società svizzera Allseas Group, che gestisce le navi che posano sezioni del gasdotto a sospendere i lavori, riporta Ap.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto il 23 dicembre che Mosca prenderà misure di “reciprocità” sulle sanzioni, che la Russia considera inaccettabili: «Come e quando sarà fatto resta una questione di interessi nazionali della Russia», ha detto Peskov, aggiungendo che il Cremlino intende completare il Nord Stream 2.

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha ribadito il concetto, affermando che la Russia risponderà a «queste azioni assolutamente inaccettabili e spuntate che violano tutte le norme del diritto internazionale e della decenza diplomatica e umana» dopo una «analisi a mente fredda» della situazione.

Nella stessa giornata, il primo Ministro del Paese, Dmitry Medvedev, ha detto di aver incaricato il governo di esaminare “possibili restrizioni” che potrebbero essere imposte agli Stati Uniti come ritorsione per le sanzioni.

Gli Stati Uniti si sono opposti sempre a questo gasdotto, che permetterà alla Russia di trasportare gas naturale per circa 1.200 chilometri direttamente in Europa, bypassando l’Ucraina. Insieme ai paesi dell’Europa orientale che si oppongono al progetto, il governo americano sostiene che aumenterà la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Nord Stream 2 è di proprietà della russa Gazprom, con investimenti da parte di diverse società europee. Il governo tedesco ha dichiarato di non tollerare le sanzioni  statunitensi e di considerarle come un’interferenza negli affari interni del paese. Tuttavia, il Cancelliere Angela Merkel ha chiarito la scorsa settimana che la Germania non sta prendendo in considerazione una ritorsione contro le sanzioni e ha detto che non c’è «alcuna alternativa alla conduzione di colloqui».

Anna Lotti