CINA. Il coronavirus girava a Wuhan da agosto 2019

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Le immagini satellitari dei parcheggi degli ospedali della città cinese di Wuhan suggeriscono che il coronavirus potrebbe aver iniziato a diffondersi già nell’agosto del 2019, secondo un nuovo studio della Harvard Medical School.

Lo studio ha rilevato un numero significativamente più alto di auto nei parcheggi di cinque ospedali di Wuhan tra la fine dell’estate e l’autunno del 2019 rispetto a un anno prima. I ricercatori hanno detto di aver visto «un forte aumento di volume a partire dall’agosto 2019 e culminare con un picco nel dicembre 2019», molto prima della data precedente di inizio dell’epidemia: fine di novembre 2019. Il documento ha aggiunto che i risultati delle immagini satellitari hanno anche “coinciso con” un aumento delle query sui motori di ricerca cinesi su internet per «alcuni sintomi che sarebbero stati successivamente determinati come strettamente associati al nuovo coronavirus», riporta Times of Israel.

«I singoli ospedali hanno giorni di grande volume relativo sia nell’autunno che nell’inverno 2019. Tuttavia, tra settembre e ottobre 2019, cinque dei sei ospedali mostrano il loro più alto volume relativo giornaliero della serie analizzata, in coincidenza con elevati livelli di richieste di ricerca Baidu per i termini ‘diarrea’ e ‘tosse’», riporta lo studio.

Per i ricercatori si tratta di un insieme crescente di informazioni che indicano che qualcosa stava accadendo a Wuhan in quel momento, ma sono ancora necessari molti studi per scoprire completamente ciò che è accaduto e per far sì che le persone imparino realmente come queste epidemie si sviluppano ed emergono nelle popolazioni.

Domenica scorsa, Pechino ha pubblicato un lungo studio sulla risposta cinese alla pandemia di coronavirus, difendendo le azioni del governo e affermando che la Cina ha fornito informazioni in modo tempestivo e trasparente. Secondo il rapporto, la Cina «non ha perso tempo» a condividere informazioni come la sequenza del genoma del nuovo virus con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con i paesi e le organizzazioni regionali interessate.

Lucia Giannini