BITCOIN. Lo Yuan digitale avanza a grandi passi e Xi si frega le mani

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Il 16 luglio scorso, la People’s Bank of China stava preparandosi a effettuare i pagamenti transfrontalieri in yuan digitale; i funzionari della Pboc hanno lavorando tranquillamente dietro le quinte del proscenio politico per far fluttuare la prima valuta elettronica sostenuta dal governo di una delle principali economie.

Anche se i dettagli sono pochi, si crede che Pechino stia puntando a introdurre lo yuan digitale in tempo per le Olimpiadi invernali del febbraio 2022, almeno per un uso limitato. Preparare il terreno per i pagamenti digitali transfrontalieri significa che la piena convertibilità dello yuan potrebbe presto essere una realtà. Sembra poco logico che la Cina offra uno “yuan-lite” in forma digitale per molto tempo, riporta Asia Times.

Allo stesso tempo, il governo centrale sembra dotare i funzionari locali di Shanghai di una libertà senza precedenti per emanare leggi locali e concepire incentivi fiscali verso la liberalizzazione del mercato dei capitali. Quest’ultimo passo potrebbe significare che nuove industrie chiave, dai semiconduttori, alle biotecnologie, all’aviazione, all’intelligenza artificiale, godranno di un’aliquota d’imposta del 15%, ben al di sotto della norma del 25%. Potrebbe aumentare la fiducia tra gli uomini d’affari e gli imprenditori locali e gli investitori stranieri.

Inoltre, trasformando Shanghai in una gigantesca zona industriale speciale, potrebbe creare un nuovo modello da applicare in tutte le metropoli continentali.

Entrambi le misure sarebbero un grande affare per il ruolo in evoluzione della Cina come potenza finanziaria globale. Insieme, potrebbe essere il momento del Big Bang che molti investitori globali hanno sperato e aspettato nell’era di Xi.

Questa prospettiva incute timore; da quando ha preso il potere nel 2012, Xi non ha fatto mistero del suo desiderio di sfidare l’egemonia del dollaro. Nel 2016, la Cina ha ottenuto un posto per lo yuan nel paniere dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale, unendosi a dollaro, euro, yen e sterlina. Ora, battendo Washington sul mercato con una moneta digitale, la Cina è finalmente in testa.

Uno dei primi campi di battaglia, è nei circoli del debito globale. La Cina sta internazionalizzando il suo mercato governativo da 18.000 miliardi di dollari. Goldman Sachs, JPMorgan, BlackRock, Credit Suisse, Schroders, Vanguard e Amundi tanto per citarne alcuni non sembrano in grado di espandere i loro staff di Shanghai abbastanza velocemente per trattare il debito cinese. In questo momento, la maggior parte del debito globale è in dollari. Pechino, vuole quel debito in yuan e la digitalizzazione può solo accelerare questa proposta.

L’effetto cumulativo del giro di vite sull’autonomia di Hong Kong, l’abbandono dell’offerta pubblica iniziale di Ant Group di Jack Ma e il più recente fiasco della quotazione di Didi Global hanno fatto preoccupare gli investitori globali che Xi stia dando la priorità al controllo piuttosto che all’apertura. L’argomento che Pechino sta proteggendo i dati degli utenti quando sorveglia Alibaba, Ant, Baidu, Didi, JD.com, Tencent e il proprietario di TikTok ByteDance e una miriade di altri, fa poco per placare le preoccupazioni che uno yuan digitale sarà una manna per il Partito Comunista.

Lucia Giannini