BITCOIN. Il mondo delle Criptovalute cambia il concetto di moneta

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L’Iran ha sequestrato 240.000 dispositivi per il mining di criptovalute. La società elettrica statale Tavanir ha dichiarato il 9 marzo che le autorità iraniane hanno sequestrato più di 240.000 dispositivi per il mining di criptovalute negli ultimi tre anni, mentre il Paese sta lottando contro la carenza di energia e l’instabilità della rete.

L’amministratore delegato di Tavanir, Mostafa Rajabi Mashhadi, ha dichiarato ai media statali che i dispositivi di mining sequestrati consumavano circa 800 megawatt di elettricità. Secondo la legge iraniana, il possesso di apparecchiature per il mining di criptovalute non registrate può portare alla confisca dei dispositivi e a multe fino a tre volte il loro valore.

Il nemico numero due dell’Iran, dopo Israele, gli Stati Uniti, il7 marzo, in occasione del primo “crypto summit”, hanno visto nascere la riserva strategica di criptovalute. Trump ha annunciato la creazione di una riserva strategica americana di bitcoin, il presidente degli Stati Uniti ha firmato un decreto, proprio il 7 marzo in tal senso, creando una riserva strategica di criptovaluta. Comprenderà la criptovaluta confiscata dalle autorità ai criminali. Il suo importo è stimato a 200mila bitcoin, ai tassi di cambio attuali 17 miliardi di dollari.

Passando in Europa, la seconda banca più grande della Spagna, BBVA, riceve l’approvazione per scambiare Bitcoin ed Ethereum. Mentre in Asia a Singapore, la Borsa quota i futures perpetui su Bitcoin. 

Nella carrellata dei paesi della moneta digitale, non poteva mancare la Russia che ha fatto un repentino dietro front rispetto a una iniziale adesione al 100% alla valuta cripto. La Banca di Russia ha proposto di consentire a una cerchia ristretta di investitori di acquistare e vendere criptovalute nell’ambito di un esperimento triennale, si legge nel comunicato della Banca Centrale.

Le transazioni potranno essere effettuate da “investitori particolarmente qualificati” con un reddito superiore a 50 milioni di rubli all’anno o investimenti in titoli e depositi per un valore superiore a 100 milioni di rubli. Si propone inoltre di ammettere alla sperimentazione anche aziende già riconosciute come investitori qualificati. La Banca Centrale propone di introdurre un divieto sui pagamenti in criptovaluta al di fuori del quadro del regime legale sperimentale.

Maddalena Ingrao

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