AUTOMOTIVE. Oltre 60 nuovi modelli al Salone di Parigi

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Le case automobilistiche europee e cinesi presenteranno fino a 60 nuovi modelli al Salone dell’Auto di Parigi, che apre i battenti lunedì, in un contesto di crescente concorrenza per conquistare gli acquirenti del continente.

L’evento arriva pochi giorni dopo l’annuncio, da parte di un funzionario della Commissione Europea, di un accordo tra l’UE e la Cina per limitare le importazioni di veicoli ibridi cinesi nel blocco, fissando un tetto di 350.000 unità all’anno. Le modalità di attuazione dell’accordo non sono ancora chiare, sebbene i produttori della regione lo abbiano accolto con favore, riporta Reuters.

L’ondata di importazioni di veicoli ibridi nell’UE è “insostenibile” per l’Europa, ha dichiarato l’amministratore delegato di Renault, Francois Provost, definendo l’attuale accordo “preferibile a una guerra commerciale”.

Al salone partecipano circa 20 marchi cinesi, tra cui BYD e Chery; si tratta di una presenza raddoppiata rispetto alla precedente edizione parigina, in un momento in cui queste aziende devono affrontare un’estenuante guerra dei prezzi sui veicoli elettrici e un calo delle vendite sul mercato interno.

Negli ultimi tre anni, i marchi cinesi hanno rapidamente guadagnato quote di mercato in Europa; secondo i dati della dogana cinese, nel primo semestre di quest’anno le esportazioni totali di veicoli ibridi dalla Cina verso i 27 Paesi dell’UE sono triplicate, raggiungendo un valore di 7,5 miliardi di dollari.

L’accordo UE-Cina potrebbe colpire più duramente BYD, Chery e il marchio MG (di proprietà del gruppo statale SAIC), dato che insieme hanno rappresentato il 90% delle vendite di veicoli ibridi di marchi cinesi nell’UE nei primi otto mesi del 2026, secondo quanto riferito domenica dagli analisti di Jefferies. Intervenendo a un evento domenica sera, l’amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, ha accolto con favore i progressi nei negoziati tra UE e Cina, aggiungendo: “Chi vende qui deve competere a parità di condizioni e creare posti di lavoro e valore anche qui in Europa”.

Il 12 ottobre, la casa automobilistica tedesca ha reso noto che le consegne sono calate del 14,3% nel terzo trimestre – il calo trimestrale più marcato degli ultimi quattro anni – penalizzate da un’ulteriore flessione della domanda nel suo mercato principale, la Cina. Le consegne sono diminuite anche in Nord America e in Europa occidentale.

Nell’ambito del tentativo di riconquistare quote di mercato perse in Europa, Stellantis – quarto costruttore mondiale – sta lanciando sei nuovi modelli dei suoi marchi europei e presentando nove concept car al salone; si tratta di un notevole cambio di rotta dopo anni di presenza discreta alle fiere del continente.

Domenica sera, Stellantis ha promesso ai presenti che avrebbe “reinventato un’icona europea”: una versione elettrica accessibile e dallo stile rétro dell’iconica Citroën 2CV, pensata per contrastare la concorrenza cinese, che ha attirato una grande folla fin dall’apertura del salone.

L’azienda sta anche imparando dai cinesi a essere più rapida: ci sono piani per produrre veicoli elettrici di piccole dimensioni a Pomigliano d’Arco, basati sulla piattaforma per auto elettriche sviluppata in collaborazione con la cinese Leapmotor) presso lo stabilimento Fiat di Mirafiori.

Come altri saloni automobilistici occidentali, quello di Parigi era in declino finché, quattro anni fa, le case automobilistiche cinesi non hanno iniziato a presentarsi in massa in Europa.

Accanto a nomi come BYD e Chery, l’edizione di quest’anno vedrà la presenza di nuovi marchi cinesi come Aito, mentre il costruttore statale Changan lancerà due nuovi brand: Nevo e Avatr. 

Nell’ottobre 2024, l’UE ha imposto dazi sui veicoli completamente elettrici di fabbricazione cinese. La Commissione Europea sta inoltre lavorando a una normativa che includa disposizioni “Made in Europe”, imponendo una quota minima di componenti di origine locale nei veicoli elettrici per poter accedere a gran parte del mercato automobilistico dell’UE.

Un accordo tra Francia e Germania su tali disposizioni è “imminente”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron durante il salone. “Preservare questa sovranità europea e la nostra capacità produttiva in Europa è fondamentale per noi”, ha affermato, aggiungendo che, nonostante un mercato europeo “difficile”, le aziende del continente stanno “innovando, progredendo e accelerando”.

Le principali case automobilistiche cinesi stanno cercando di avviare produzioni in Europa in vista delle norme “Made in Europe”, spesso in collaborazione con costruttori storici.

A luglio, la cinese Geely Auto ha annunciato che produrrà SUV elettrici in uno stabilimento di Ford Motor in Spagna.

Sempre Geely Auto ha sottolineato il rafforzamento della partnership con la casa automobilistica francese Renault e l’impegno dell’azienda verso l’Europa.

Le vendite di auto in Cina, il più grande mercato automobilistico al mondo, sono calate del 20% nella prima metà del 2026, aumentando la pressione sui costruttori cinesi affinché incrementino le vendite all’estero.

Poiché il mercato statunitense è di fatto precluso all’industria automobilistica cinese, l’Europa rappresenta la priorità assoluta per i suoi produttori.

Lucia Giannini

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