SIRIA. L’attacco chimico di Duma  secondo l’OPCW

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Alcuni giorni fa Sputnik aveva rilanciato la notizia di una fuga di notizie dall’OPCW, l’organizzazione per la non proliferazione delle armi chimiche. Tale fuga riguardava un report interno all’organizzazione contenente delle valutazioni sull’incidente di Duma del 2018. Successivamente, l’OPCW ha confermato il rilascio non autorizzato del report che è stato reso disponibile su internet, L’analisi al suo interno lascia supporre che la presenza di cilindri contenenti gas fosse stata confermata per quanto riguarda l’arsenale a terra ma nega che tali armi siano state lanciate da elicotteri. Sull’origine di tali contenitori non ci sono risposte, ma si rimarca come non fossero adatti al lancio da aeromobili. Ci sono tuttavia dubbi sul fatto che questo report metta in luce tutte le analisi fatte a seguito dell’incidente.

Una manifestazione di massa ha avuto luogo nei quartieri a nord di Aleppo dopo la preghiera del Venerdì. Al centro della protesta c’è il volere della popolazione di cambiare il consiglio del distretto con accuse di corruzione. Mentre la popolazione dice di non mostrare un particolare risentimento verso le forze turche presenti, ritiene altresì necessario un cambio ai vertici che sono in carica oltre il tempo massimo consentito a dette cariche. La Turchia è intervenuta invece tramite le TFSA, le milizie siriane filo-turche, per regolamentare le uscite e gli ingressi dal confine Turchia-Siria a nord di Aleppo. La fine del Ramadan, festività nota come Eid Al Fitr, ha spinto le autorità doganali a Bab Al Salam a pubblicare un documento con le istruzioni necessarie ai cittadini siriani che volessero attraversare il confine nei primi di Giugno. 

La questione è di particolare rilevanza per due ragioni: la prima è che il governo turco potrebbe usare l’occasione per allontanare cittadini siriani ostili dal paese e non lasciarli rientrare al termine di Eid Al Fitr ed, in secondo luogo, giorni fa il governo di Damasco ha imposto una tassa su quei cittadini all’estero che non dovessero presentarsi se richiamati alle armi. La Turchia cerca in tal modo di avvantaggiarsi su Assad e sui curdi nella regione.

A Raqqa, a causa di un problema meccanico su alcune macchine agricole, hanno preso fuoco circa trenta ettari di campi coltivati ad orzo, proprio nel giorno in cui doveva essere effettuata la raccolta. La notizia va inserita nell’ampia questione dell’indipendenza alimentare nella regione curda nel nord del paese. 

Dopo la pubblicazione, da parte delle milizie siriane filo-turche, delle nuove regole per il transito di cittadini siriani al confine fra Turchia e Siria, anche il presidente turco Erdogan è intervenuto sulla questione profughi e migranti al confine fra i due paesi. Durante una cena ad Istanbul il presidente ha rimarcato come sia alta l’attenzione del paese sul problema dei terroristi che cercano di entrare in Turchia sfruttando la situazione instabile. Secondo il presidente questa linea di azione sarebbe la diretta continuazione delle operazioni che hanno permesso alla Turchia di liberare ampie fette del nord della Siria dall’influenza di Daesh.

L’altro fronte interessato dal problema dei profughi siriani è il Libano. L’ambasciatore russo a Beirut, Alexander Sasbekean, ha manifestato come la Russia sia favorevole ad un graduale piano di rientro dei siriani nel loro paese tuttavia rimarcando come il loro numero sia estremamente elevato e le strutture oltre-confine non siano pronte a riceverli. Sasbekean ha inoltre ricordato come il reinsediamento dei profughi in Libano non sia un’opzione presente sul tavolo delle trattative e che tutta la questione sta correndo fortemente il rischio di essere politicizzati a fine politico. 

Redazione