CINA. Operazione carbone pulito

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Il Consiglio di Stato cinese ha pubblicato una linea guida per sostenere la trasformazione economica e ambientale della provincia di Shanxi, ricca di carbone. Entro il 2020, si legge nelle linee guida, la quota di carbone e di trasformazione preliminare nella produzione della provincia dovrebbe registrare una notevole diminuzione e la quota di capacità produttiva avanzata del carbone dovrebbe raggiungere i due terzi del totale.

L’obiettivo, secondo le linee guida del consiglio di Stato, è quella di aumentare le capacità dello Shanxi di sfruttare l’uso del carbone in modo pulito ed efficiente e aumentare l’approvvigionamento di energia pulita.

La provincia dovrebbe anche sviluppare nuovi settori strategici, aumentare il contributo di capitale per la ricerca e lo sviluppo e diventare una base per la commercializzazione di innovazioni scientifiche e tecnologiche a base di carbone, una moderna base di produzione e una zona di dimostrazione del turismo entro il 2020.

Prima del 2030, la provincia dovrà creare un sistema moderno di energia pulita, sicuro ed efficiente e accumulare una serie di esperienze tali da essere replicate in altre zone della Cina. Non solo, il governo sosterrà Shanxi per sostituire il carbone con fonti di energia pulite, tra cui l’elettricità e il gas naturale.

La provincia dovrebbe anche cercare una migliore “civiltà ecologica” e costruire un “bello Shanxi”, rafforzando la riabilitazione dell’ambiente nelle regioni minerarie, conducendo una rigida gestione delle risorse idriche e spingendo per l’utilizzo economico di energia.

Entro la fine del 2015, Shanxi aveva detenuto 270,9 miliardi di tonnellate di riserve di carbone noti, pari al 17,3 per cento del totale del paese, la terza più grande dopo le regioni autonome di Mongolia interna e Xinjiang Uygur.

Il carbone è la principale fonte di energia in Cina, che rappresenta il 62 per cento del consumo totale di energia nel 2016. La Cina intende ridurre la quota del consumo di carbone a meno del 58 per cento entro il 2020.

Maddalena Ingroia