CINA. Corruzione e danni ambientali bloccano Hainan

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L’isola tropicale cinese di Hainan ha cancellato gli obiettivi di Pil e quelli di investimento per molte parti della provincia, dopo che le autorità dell’isola erano state criticate da Pechino per il loro lassismo sull’ambiente. Hainan, considerata come le Hawaii della Cina, ha registrato un rapido sviluppo lungo le sue coste negli ultimi anni, tanto che gli ispettori del ministero dell’Ambiente hanno concluso che stava «distruggendo l’ecologia per i vantaggi del denaro» e aveva fatto «piani governativi su misura per gli immobiliaristi», riportano Xinhua e Scmp.

Di conseguenza, le autorità provinciali hanno deciso di spostare la priorità dall’espansione economica all’ambiente. Dodici delle 19 regioni dell’isola hanno stracciato infatti gli obiettivi di prodotto interno lordo, valore industriale e investimenti di capitale fisso in modo da concentrarsi sulla protezione delle spiagge e foreste pluviali tropicali, invece di cercare di investitori immobiliari.

E se un progetto in corso sull’isola si dovesse scontrare con problemi ambientali, per le autorità  sarà l’ambiente a prevalere, bloccando lo sviluppo immobiliare. Hainan è l’ultima provincia che sta apportando modifiche agli obiettivi posti dal presidente Xi Jinping concentrati su ambiente e correttezza.

Situata nel Mar Cinese Meridionale, Hainan è circa la metà delle dimensioni dello Sri Lanka e ha una popolazione di 9 milioni di abitanti. Conosciuta per le sue spiagge e montagne, l’isola è una delle mete preferite dai turisti cinesi d’inverno. Ma il ministero della Protezione Ambientale ha denunciato la scorsa settimana gravi violazioni delle norme ambientali sull’isola che hanno causato gravi danni all’ecosistema costiero, e ha denunciato che le autorità locali erano colluse con gli immobiliaristi per effettuare bonifiche illegali del terreno. Su 10 zone di conservazione protette a livello statale sull’isola, in otto erano presenti progetti turistici non approvati.

Oltre ai problemi, gli ispettori hanno rilevato che i sistemi fognari dell’isola erano inadeguati per far fronte a tutti i progetti immobiliari in corso e che esisteva una grossa mole di lamentele da parte del pubblico proprio in merito allo scarico di rifiuti direttamente nei fiumi o in mare.

Pechino ha dato alle autorità provinciali dell’isola 30 giorni lavorativi per presentare un piano per affrontare i problemi per poi renderlo pubblico e, in un secondo momento, rendere pubblici i risultati.

Maddalena Ingrao