CINA: Rallenta l’economia, si pensa più all’ambiente

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Il Gigante cinese non cresce più. E così secondo i dati ufficiali l’economia cinese si è fermata dando più rilevanza e stabilità al Paese attraverso le riforme. I dati sono stati pubblicati il 14 settembre e mostrano chiaramente che la seconda economia più grande del mondo è «lenta nell’espansione, ma stabile nelle riforme», riporta Xinua.net.

Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica (NBS), la Cina ha registrato una crescita più debole del fatturato nei primi otto mesi di quest’anno. L’attività delle grandi imprese registra una crescita del sei per cento in agosto, in contrazione rispetto al 6,4 del mese precedente. In calo anche le prospettive delle vendite al dettaglio visto che sono salite del 10,1 per cento, ma comunque sotto la stima del 10,5 per cento. Scendono anche gli investimenti privati e le vendite immobiliari.

E se gli analisti gridano al pericolo perché l’economia rallenta più del previsto, il portavoce dell’NSB Liu Aihua in conferenza stampa ha detto: «La Cina continua a affrontare problemi e sfide», ma ha respinto le preoccupazioni sulla scarsa performance per il resto dell’anno. «La volatilità a breve termine può essere attivata da fattori non economici, come le condizioni del tempo e delle basi di confronto, e non rappresenta la tendenza generale», ha detto Liu, aggiungendo che temperature elevate e piogge hanno interrotto l’attività della fabbrica questa estate.

L’occupazione è stabile e l’inflazione è sotto controllo. Il tasso di disoccupazione rilevato in 31 città è sceso al di sotto del 5% il mese scorso e i prezzi al consumo sono aumentati del 1,8%.

Le imprese industriali hanno registrato profitti nei primi sette mesi. La Cina mira a una crescita economica annua di circa il 6,5 per cento per il 2017, in calo dal 6,7 per cento registrato nel 2016. I dati del NBS hanno anche mostrato un progresso solido nel riequilibrio economico e negli aggiornamenti industriali del paese.

La Cina sta facendo i conti con la sua “arretratezza industriale” nel senso che i nuovi investimenti in tecnologia, +19,5 per cento nei primi otto mesi, mentre l’industria dell’ambiente ha registrato un incremento del 28,2 per cento, tarderanno a dare i loro frutti, mentre i vecchi impianti a vapore dismessi non danno più reddito. 

La Cina e l’ammodernamento faranno risparmiare molto tra qualche tempo, ma faranno anche aumentare il livello di disoccupazione. Per esempio, i robot industriali sono aumentati del 63 per cento nel periodo gennaio-agosto. Gli stessi funzionari dell’Istituto di Statistica hanno riferito che la Cina ha fatto progressi nel ridimensionamento dei settori saturi. Circa 128 milioni di tonnellate di capacità di carbone in eccesso sono state eliminate durante il periodo gennaio-luglio, mentre i prodotti siderurgici sono stati vietati. L’ambiente è diventato un protagonista dell’agenda cinese.

Gli adeguamenti economici hanno continuato con miglioramenti nella qualità e nell’efficienza, ha detto Liu. Questo nel breve periodo ha un costo elevato. La Cina però nel lungo periodo ha investito in turismo, soprattutto in alcune regioni ora votate al carbone e quindi mantiene viva una prospettiva di crescita nel lungo periodo cercando di mantenere o creare nuovo posti di lavoro.

Graziella Giangiulio