USA-CINA, scatta la guerra dei chip

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Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di limitare le spedizioni di apparecchiature americane per la produzione di chip ai produttori di chip di memoria in Cina, tra cui Yangtze Memory Technologies Co Ltd (YMTC), secondo quanto riferito Reuters, nell’ambito di un tentativo di arrestare l’avanzata del settore dei semiconduttori in Cina e proteggere le aziende statunitensi.

Non è la prima volta che YMTC, che al momento non figura in nessuna lista nera del commercio statunitense, si trova ad affrontare minacce di sanzioni da parte di politici americani.

Se l’amministrazione del presidente Joe Biden procederà con questa mossa, potrebbe anche danneggiare i giganti sudcoreani dei chip di memoria Samsung Electronics Co Ltd (005930.KS) e SK Hynix Inc (000660.KS), scrive Reuters. Samsung ha due grandi fabbriche in Cina, mentre SK Hynix Inc sta acquistando le attività di produzione di chip di memoria flash NAND di Intel Corp (INTC.O) in Cina.

Secondo gli esperti di controllo delle esportazioni, si tratterebbe del primo tentativo degli Stati Uniti di colpire la produzione cinese di chip di memoria senza applicazioni militari specializzate, il che rappresenta una visione più ampia della sicurezza nazionale americana la tecnologia NAND permette di immagazzinare dati in cellulari, computer e così via.

Il Chips and Science Act, approvato dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato degli Stati Uniti la scorsa settimana, promette 52 miliardi di dollari di sovvenzioni ai produttori di semiconduttori che costruiscono impianti di produzione sul territorio americano.

Gli Stati Uniti stanno inoltre cercando di creare un’alleanza per i chip con la Corea del Sud, il Giappone e Taiwan per escludere la Cina dalle catene di fornitura di semiconduttori a livello globale, facendo al contempo pressione sul gigante olandese delle apparecchiature per chip ASML affinché smetta di vendere altri sistemi di litografia alle fabbriche in Cina.

Antonio Albanese