USA. Se fuse Tesla e SpaceX darebbero a Musk il controllo totale senza conseguire obiettivi

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Una fusione tra SpaceX e Tesla permetterebbe a Elon Musk di raggiungere il suo vero obiettivo, il controllo del suo impero industriale, senza dover centrare gli ambiziosi traguardi previsti dai suoi maxi-piani di compenso.

Musk ha rivelato nella call sugli utili di SpaceX del mese scorso che i Cda di entrambe le società hanno formato comitati speciali per discutere una potenziale fusione, riporta Reuters. 

Al centro ci sono due pacchetti retributivi mastodontici: il piano Tesla da 1.000 miliardi: approvato dagli azionisti l’anno scorso, prevede che Musk ottenga fino a 1 trilione di dollari in azioni Tesla solo al raggiungimento di tappe progressive di capitalizzazione di mercato e operative, tra cui un milione di robotaxi su strada e robot umanoidi. È un piano costruito per dargli più controllo su Tesla, ma solo col tempo. 

A questo si aggiunge il piano SpaceX: assegnato poco prima dell’IPO di quest’estate, lega le azioni a obiettivi come portare un milione di persone su Marte e costruire data center spaziali. 

La differenza cruciale è che Musk ha ottenuto subito tutto il potere di voto legato a quelle azioni, senza i diritti economici. Questo lo ha portato all’85% del controllo di SpaceX senza dover realizzare alcun obiettivo.

Una fusione eventuale ribaltarebbe i meccanismi. Se SpaceX acquisisse Tesla, Musk otterrebbe immediatamente il controllo di voto su Tesla che ha sempre dichiarato di volere, senza dover soddisfare il conseguimento di alcun obiettivo del piano Tesla. 

Secondo Barclays, alle dimensioni attuali delle due società, otterrebbe quel controllo di fatto. Sul fronte economico, invece, la fusione non significherebbe un incasso immediato da 1 trilione di dollari. Inizialmente Musk riceverebbe solo una piccola fetta del pacchetto Tesla, perché le clausole di maturazione resterebbero legate agli obiettivi. 

Il Cda di SpaceX potrebbe però ristrutturare il suo piano dopo l’operazione. Per gli esperti, questo rivela la vera natura dei piani: “È irrilevante,” dice Charles Elson, direttore del Weinberg Center for Corporate Governance dell’Università del Delaware. “Questo pacchetto è una distrazione dalla storia vera, che è il controllo completo”.

Maddalena Ingrao

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