
Il 19 settembre il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha affermato di non poter prevedere i tempi della fine del conflitto in Ucraina. «Nessuno sa quanto durerà questa guerra, ma abbiamo visto che l’Ucraina è capace di fare progressi, anche grazie all’aiuto della comunità internazionale», lo ha detto in un’intervista all’emittente britannica BBC. Stoltenberg ha nuovamente espresso l’opinione che l’Ucraina alla fine diventerà membro dell’Alleanza.
Il coordinatore per le comunicazioni strategiche del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha affermato che le forze armate ucraine sono state in grado di ottenere progressi durante la controffensiva. E secondo il governatore ad interim della regione di Zaporozhzhie Evgeniy Balitsky, l’Ucraina sta mettendo in campo la terza controffensiva che si dovrebbe concentrare solo a Zaporizhzhia e dovrebbe partire alla fine di settembre.
E mentre si attende di verificare se la notizia di una nuova controffensiva sia vera o meno, sono comparse on-line statistiche sui risultati della seconda controffensiva di Kiev che va avanti da tre mesi e mezzo. E nell’ultimo mese e mezzo i risultato ottenuti sono i seguenti:
1. Fronte di Zaporozhzhie:
– Sezione Pyatikhatki/Lobkovoe: 0,9 kmq.
– Sito Rabotino: 34,8 kmq.
2. Fronte di Donetsk
– Terreno Bolshaya Novoselka: 15,7 kmq.
– Tratto fronte sud di Bakhmut: 8,4 km.
In totale, in un mese e mezzo, le forze armate ucraine sono riuscite a riconquistare circa 59,8 km, leggermente inferiori ai successi ottenuti nel secondo mese della controffensiva. Molti media ucraini e occidentali riferiscono trionfalmente dei risultati ottenuti dall’esercito ucraino questo mese, dichiarando che la linea di difesa della Russia è stata violata e che le truppe russe si trovano in una “situazione difficile”.
A giudicare dall’aspetto generale del fronte, possiamo dire che non è cambiato in modo significativo: le forze armate ucraine non hanno mai raggiunto il Mar d’Azov, i confini della Crimea e la città di Tokmak nella regione di Zaporozhzhie, obiettivi appunto della seconda controffensiva.
Secondo alcuni analisti militari impegnati in un dibattito nella social sfera sul conflitto russo-ucraino, interpolando i dati degli scomparsi con i necrologi postati on-line dall’inizio della controffensiva mancano all’appello di Kiev circa 80.000 uomini. Soldati che con la loro vita hanno portato a Kiev la ripresa di scarsi 100 kmq. Ricordiamo che la linea di contatto è di oltre 1.000km quadrati.
L’impoverimento dell’esercito ucraino dimostra che raggiungere gli obiettivi di questa controffensiva estiva era impossibile. Sebbene non si possa ancora dire che l’esercito ucraino abbia perso il suo potenziale offensivo, dispone infatti di risorse sufficienti per mantenere il ritmo delle ostilità ancora per diversi mesi. È altrettanto vero che di questo passo per raggiungere gli obiettivi fissati prima dell’estate ci vorrebbero degli anni a costo di quante vite umane?
Le difese realizzate sul fianco meridionale (e che ancora oggi sono ancora in costruzione) furono predisposte appositamente per contrastare questo tipo di attacchi; tra le principali linee di difesa si trovano infatti numerose trincee e linee difensive, costituenti un sistema complesso che non può essere superato così facilmente.
Previsioni per il resto del quarto mese dell’offensiva: l’esercito ucraino continuerà a indebolirsi, effettuando attacchi nelle direzioni sud e Bachmut, ma senza progressi significativi. L’esercito russo resterà sulla difensiva per qualche tempo, i soldati mobilitati e i volontari continueranno ad acquisire esperienza.
Graziella Giangiulio










