Moda a la turca

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TURCHIA -Istanbul 26/08/2013. Da Dubai e Giacarta ad Istanbul e in altre città l’industria globale della moda islamica vale 96 miliardi di dollari, secondo l’Università della moda francese Esmod a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Se a Teheran impazza la moda islamica (AGC Communication: Islamic Chic) anche la moda turca riflette un simile cambiamento nel costume.

È un fenomeno socio-economico di cui ci parla Al Monitor. Nei media fuchi sono comuni orma titoli come questo:  “I fashion designer turchi creano lo stile chic musulmano”. È una chiara evoluzione nella società turca e nella sua moda.

Innanzitutto va notato che la moda di lusso è molto trendy in Turchia. Le Case internazionali del lusso sono presenti nei grandi magazzini in partnership con aziende turche o con boutique monomarca. Il boom economico dell’ultimo decennio ha spianato la strada ad alcuni marchi nell’aprire nuovi negozi, di fronte ad un consistente aumento della domanda. Le imprese francesi del del lusso presenti in Turchia hanno visto crescere il loro fatturato in media del 30% all’anno negli ultimi cinque anni. Demet Mutlu, fondatore di Trendyol.com ha detto che: «Il quadro generale suggerisce uno scenario molto brillante».

Secondo la rivista Hg2, Istanbul è diventata «casa di un gruppo emergente di designer concettuali e di boutique minimaliste» I nuovi designer emergenti sono descritti come «fusione eclettica di un mercato antico e cosmopolita».

Fondamentale in tutto questo è stata l’ascesa della “borghesia islamica”, una nuova classe media, ricca e religiosamente conservatrice, che chiede prodotti di marca, ma anche un diverso tipo di stile. Anche se il numero di donne velate è diminuito, la loro visibilità pubblica è aumentata. Oggi, numerose riviste turche femminili, dedicate a donne musulmane conservatrici, si possono acquistare  oltre alla celebre Vogue, illustrando capi della nuova eleganza islamica. Ormai sono numerose le aziende in competizione per il mercato conservatore. Una delle più note è Armine, con abbigliamento e accessori venduti in 400 negozi in tutto il mondo, e un profitto lordo di 56 milioni di dollari nel 2012. L’aspirazione del suo fondatore è quello di diventare l'”Hermes conservatore”, come riportato da Bloomberg Businessweek. La moda impazza anche sui social: Gonul Kolat Susam è una icona fashion-designer, con oltre 190mila seguaci sulla sua pagina di Facebook, con un particolare stile di abbigliamento «sta mettendo a fuoco i trend futuri della moda come designer, blogger e stylist: si va dall’hijabistas, all’hijabis, al turbanistas» si legge nella pagina a lui deificata. L’atteggiamento del governo a riguardo è ambivalente: l’obiettivo di raggiungere quota 100 miliardi di dollari entro il 2023 per il settore tessile e della moda è ambizioso e può essere letto come un segnale di apertura sociale verso l’universo femminile, seppur mosso da esigenze economiche: attraverso la “moda a la turca” può passare un segnale di rinnovamento per il mondo islamico in generale.