TIBET. Sempre più truppe sino-indiane al confine

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Le ultime tensioni tra Cina e India hanno alimentato la presenza militare di entrambi i paesi sul Tibet per affermare le rivendicazioni territoriali nelle loro zone di confine. L’Esercito di Liberazione del Popolo cinese ha intensificato i test avanzati di armi e l’addestramento ad alta quota.

Non c’è stata alcuna conferma ufficiale del numero di truppe dispiegate da ogni nazione, ma il Pla cinese ha inviato diversi sistemi d’arma avanzati e jet da combattimento riadattati per operare in zone ad alta quota dell’altopiano tibetano.

Anche l’esercito indiano ha spostato diversi battaglioni da una divisione di fanteria di solito basata nella città di Leh, nel Ladakh, vicino al confine, a “zone di allerta operativa” lungo il confine, e sono state portate truppe di rinforzo, riporta Scmp

Pechino ha dispiegato almeno nove brigate, tra cui fanteria di montagna, artiglieria, difesa aerea, aviazione, chimica e nucleare, e guerra elettronica, nella regione militare del Tibet, un distretto militare del Pla dedicato proprio alle dispute di confine con l’India. 

Secondo recenti immagini satellitari, le truppe cinesi hanno iniziato ad ampliare la base aerea a Ngari Gunsa, in Tibet, a circa 200 km dal Ladakh. Le immagini mostrano anche che il Pla ha dispiegato i suoi J-16, caccia multiruolo, nell’aeroporto militare e civile locale.

L’Aeronautica Militare indiana ha dispiegato più Su-30MKI ai confini, e quindi il Pla ha dispiegato i J-16, ritenuti più avanzati dei Sukhoi indiani. 

La Cina ha continuato poi a dispiegare armi nuove e potenziate, compresi mezzi aerei come l’elicottero Z-20, e i jet J-10C e J-11, fino a 5.000 metri di altitudine sull’altopiano tibetano per addestramento e test.

Al momento, l’India avrebbe meno di 225.000 uomini lungo il confine; Nuova Delhi sta infatti affrontando notevoli difficoltà nel portare le forze al confine a causa della natura del terreno montuoso. L’India è infatti determinata a migliorare l’accessibilità alle zone di confine e non ha bisogno dell’approvazione di Pechino per sviluppare le proprie infrastrutture di confine; ma sta in questo affrontando una serie di difficoltà logistiche; le infrastrutture cinesi, a dispetto di quelle indiane, sono più grandi e migliori.

Tommaso dal Passo