
Il governo siriano ha raggiunto un accordo con le Forze democratiche siriane, SDF, guidate dai curdi che controllano il nord-est del paese per integrare il gruppo nell’esercito nazionale nella spinta per un cessate il fuoco a livello nazionale.
L’accordo potrebbe dare impulso ai tentativi di convincere la Turchia che le SDF non possono più essere equiparate al Partito dei lavoratori del Kurdistan, PKK, che Ankara considera “terrorista”, e che i curdi nella Siria nord-orientale dovrebbero essere lasciati in pace per formare un certo livello di parziale autonomia sotto il controllo finale del governo siriano, riportano fonti social e BneIntelliNews.
Lo sviluppo si innesta sul cessate il fuoco con la Turchia che il PKK ha dichiarato il 1° marzo e, in una certa misura, con la richiesta del governo turco che non solo il PKK, ma anche le SDF depongano le armi.
L’autorità guidata dai curdi ha ottenuto l’autonomia sulla regione nel 2012 durante le prime fasi della guerra civile combattuta in Siria fino al crollo del regime di Assad tre mesi or sono. Le SDF sono l’ala militare dell’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale: il Rojava.
L’accordo deve essere portato a termine entro la fine dell’anno. Tutte le istituzioni pubbliche nel nord-est, compresi confini, aeroporti e giacimenti petroliferi, devono passare sotto il controllo del nuovo governo siriano di Damasco.
L’accordo riconoscerà i diritti curdi a lungo rifiutati sotto la dittatura di Bashar al-Assad. Il governo alawita proibiva l’uso della lingua curda nelle scuole e proibiva le festività curde. L’annuncio dell’accordo è stato festeggiato a Raqqa, nel nord-est della Siria, e a Damasco.
Subito dopo essere salito al potere, il presidente di transizione della Siria, Ahmed al-Sharaa – Mohammed al Jawlani, il cui gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham, HTS, sostenuto dalla Turchia, ha guidato le milizie che hanno condotto l’offensiva militare che ha costretto Assad a fuggire in Russia a dicembre 2024, ha coinvolto le SDF nei colloqui per consolidare il pieno controllo del governo siriano sul paese.
Il 19 dicembre, il comandante delle SDF, Mazloum Abdi, ha affermato che i combattenti curdi giunti in Siria da tutto il Medio Oriente per combattere per la sua milizia insieme ai combattenti curdi siriani se ne sarebbero andati se la Turchia avesse accettato un cessate il fuoco totale sugli scontri in corso nella Siria settentrionale.
Stando a un take della Reuters, Abdi ha detto: ”C’è una situazione diversa in Siria [dopo la caduta del regime di Assad due settimane fa], ora stiamo iniziando una fase politica. I siriani devono risolvere i loro problemi da soli e stabilire una nuova amministrazione”. Ha aggiunto: “Ora ci stiamo preparando, dopo un cessate il fuoco totale tra noi e le forze turche e le loro fazioni affiliate, per unirci a questa fase. Poiché ci sono nuovi sviluppi in Siria, è tempo che i combattenti che ci hanno aiutato nella nostra guerra tornino nelle loro aree a testa alta”.
Le SDF sono composte principalmente da combattenti della milizia curda YPG, che la Turchia non distingue nemmeno dal PKK.
Le SDF hanno svolto il ruolo di principale forza combattente in un’alleanza con Washington formata per abbattere il Califfato sirio-iracheno di Daesh.
Le SDF e gli Stati Uniti affermano che c’è ancora del lavoro da fare per eliminare i resti dello Stato islamico e garantire che non risorga nella nuova Siria.
Luigi Medici
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










