SIRIA. La Banca Centrale avvia l’apertura di un conto di corrispondenza con la Banca del Canada

58

La Banca Centrale della Siria (BCS) ha annunciato il 7 marzo di aver raggiunto un accordo con la Banca del Canada per avviare le procedure necessarie all’apertura di un conto di corrispondenza. Questo sviluppo rappresenta un passaggio significativo sul piano finanziario, segnando l’inizio di una nuova fase nel processo di progressiva apertura del sistema bancario siriano verso le istituzioni monetarie internazionali. Tale iniziativa si inserisce nel più ampio tentativo di rafforzare i canali di cooperazione finanziaria con l’estero e di favorire una graduale normalizzazione dei rapporti con il sistema finanziario globale. 

Il settore bancario e finanziario siriano è attraversato da una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da riforme strutturali, aperture internazionali e iniziative volte a modernizzare l’infrastruttura economica del Paese. Un passo rilevante è stato l’aggiornamento dei regolamenti esecutivi della legge n. 56 del 2010 sulle banche d’investimento, definito dal Governatore della BCS, Abdelkader Husrieh, come un momento cruciale per migliorare l’ambiente nazionale degli investimenti e allineare il sistema finanziario siriano alle trasformazioni regionali e internazionali. La legge e i suoi regolamenti esecutivi mirano a regolamentare e rilasciare delle licenze alle banche di investimento secondo gli standard internazionali, consentendo al settore finanziario di svolgere un ruolo attivo nel finanziamento di progetti di sviluppo e di ricostruzione. In parallelo, la Banca Centrale sta rivedendo il sistema di importazione ed esportazione dell’oro con l’obiettivo di liberalizzarlo, istituire un sistema di licenze per le raffinerie nazionali e creare un mercato regolamentato, trasparente e conforme agli standard internazionali, rafforzando al contempo la lotta al contrabbando e al riciclaggio. 

L’accordo per l’apertura di un conto di corrispondenza presso l’istituto bancario canadese segue una serie di incontri bilaterali tenutisi tra le due parti alla fine dello scorso anno ed è stato reso possibile anche dalla revoca delle sanzioni alla Siria da parte del Canada il 5 dicembre scorso, in linea con misure analoghe adottate da Paesi alleati, tra cui Regno Unito e Stati Uniti. Il governatore della Banca Centrale della Siria, Abdelkader Husrieh, ha definito l’iniziativa un importante sviluppo sul piano finanziario, sottolineando come essa segni l’avvio di una nuova fase di cooperazione tra il sistema finanziario siriano e le istituzioni monetarie internazionali. Secondo le autorità siriane, l’apertura di conti di corrispondenza presso le principali banche centrali estere dovrebbe agevolare i trasferimenti finanziari internazionali, migliorare la gestione delle riserve valutarie e rafforzare la fiducia nelle transazioni finanziarie della Siria sui mercati esteri. Parallelamente, tale processo potrebbe favorire l’espansione delle attività commerciali, delle importazioni e dei flussi finanziari, contribuendo al contempo al miglioramento dei sistemi di pagamento e dei canali di regolamento. Nel loro insieme, questi sviluppi potrebbero sostenere una più ampia ripresa delle attività economiche e facilitare la progressiva reintegrazione del settore bancario siriano nel sistema finanziario globale.

Queste iniziative mettono in luce la volontà del governo di Damasco di uscire dall’isolamento economico internazionale, cercando di attrarre investimenti occidentali a sostegno del processo di ricostruzione e sviluppo di un Paese profondamente segnato da oltre un decennio di guerra civile. In questo contesto, a metà giugno 2025 la Siria ha effettuato il primo bonifico internazionale diretto tramite il sistema SWIFT verso una banca italiana, un passaggio simbolicamente rilevante nel percorso di graduale reintegrazione del Paese nel sistema finanziario globale. La possibilità di effettuare trasferimenti con istituzioni finanziarie occidentali rappresenta infatti un elemento cruciale per reperire le ingenti risorse necessarie alla ricostruzione e per rilanciare un’economia duramente compromessa dal conflitto, che secondo le Nazioni Unite ha lasciato nove persone su dieci in condizioni di povertà. I dati della Banca Mondiale confermano la gravità della situazione: circa il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, l’inflazione ha raggiunto il 6,4% e il tasso di disoccupazione supera il 50%. Questi indicatori evidenziano la complessità del contesto economico e sociale in cui il governo di transizione è chiamato a operare, nel tentativo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni economiche dopo oltre dieci anni di conflitto.

Cristina Uccello

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/