Le cifre dell’anti-estremismo russo

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RUSSIA – Mosca 25/03/2015. Le forze di sicurezza russe hanno ucciso più di 250 militanti nella regione del Caucaso settentrionale nello scorso anno e hanno arrestato oltre 400 membri di gruppi armati illegali.

I dati sono stai forniti dal ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev il 25 marzo.
«Il nostro compito speciale è quello di lavorare insieme con il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) per contrastare il terrorismo e le più gravi forme di estremismo», ha detto Kolokoltsev ripreso dalla Tass, durante lo spazio lasciato agli interventi governativi nel Consiglio della Federazione, la camera alta del Parlamento russo. «Nel 2014, più di 250 membri di gruppi armati sono stati eliminati grazie alla cooperazione e alle operazioni speciali congiunte nel Distretto federale del Caucaso del Nord. Oltre 400 membri di formazioni militari illegali e i loro complici sono stati arrestati», ha detto il ministro.
Grazie a questa cooperazione sono stati disarticolati otto gruppi estremisti e due organizzazioni terroristiche, ha aggiunto il ministro.
Più di 350 pubblicazioni ritenute estremiste sono state incluse nella “Lista federale del materiale estremista”. Si tratta di più di 1000 articoli, per lo più relativi a gruppi religiosi e ultra-nazionalisti messi al bando dalle autorità.

Nel corso degli ultimi 10 anni, le autorità di polizia russe hanno infatti evidenziato un trend crescente nell’estremismo, ha fatto notare Kolokoltsev aggiungendo che più di 1.000 incidenti sono stati registrati neo 2014.
«Il numero dei colpevoli individuati è cresciuto di un quarto» ha detto, aggiungendo che la maggior parte dei crimini e dei delitti connessi ad attività estremiste sono stati rilevati su Internet.
Il numero di reati connessi all’estremismo, religioso e politico, hanno registrato un aumento del 39% nel 2014, ha detto il ministro: «Più di 2.000 pagine estremiste sono stati rimossi dal web e oltre 700 siti web sono stati bloccati, mentre circa 1.000 persone sono state assicurate alla giustizia».