POLONIA. Sospesa la produzione di fertilizzanti a causa del prezzo del gas

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Uno dei maggiori produttori europei di fertilizzanti , il gruppo chimico polacco Azoty, quotato a Varsavia, e la sua unità quotata Pulawy hanno sospeso o ridotto la produzione di alcuni prodotti, tra cui i fertilizzanti azotati e l’ammoniaca, a causa dell’aumento vertiginoso dei prezzi del gas, hanno dichiarato le società il 23 agosto.

«A causa dei prezzi record del gas naturale, la principale materia prima di produzione utilizzata da Grupa Azoty… la società ha deciso che a partire dal 23 agosto chiuderà temporaneamente le sue unità di produzione di fertilizzanti azotati, caprolattame e poliammide 6», ha dichiarato la società in una nota diffusa al mercato, ripresa da BneIntellinews.

Pulawy ha dichiarato che ridurrà la produzione di ammoniaca a «circa il 10%» della capacità produttiva. «Sebbene non vi siano problemi di disponibilità di gas, l’attuale situazione del mercato del gas, che determina la redditività delle attività produttive, è straordinaria e completamente al di fuori del controllo del [gruppo], e non poteva essere prevista (…) Non c’è dubbio che una riduzione così ampia della produzione debba incidere in modo molto significativo sui risultati di Azoty. Non è ancora noto quanto durerà [l’interruzione], se si tratta di una settimana, di un mese o di un trimestre» rirpota l’agenzia di stampa statale PAP.

Nel frattempo, un altro produttore polacco di fertilizzanti, Anwil – che è di proprietà del gigante dell’energia Pkn Orlen – ha dichiarato il 23 agosto che avrebbe sospeso la produzione di fertilizzanti azotati a causa degli alti prezzi del gas. La notizia avrà ripercussioni sugli agricoltori polacchi, che sono uno dei principali elettori del partito di governo Diritto e Giustizia (PiS).

L’aumento dei prezzi è dovuto al taglio delle forniture della Russia all’Europa, che cerca disperatamente di riempire gli stoccaggi in vista dell’inverno per alleviare l’incombente crisi del gas causata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina e dalle sanzioni dell’Occidente contro il Cremlino.

Anna Lotti