#UKRAINERUSSIAWAR. Petrolio russo: Cina e India sorpassano la Germania

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Le importazioni di petrolio dalla Russia da parte di Cina e India sono aumentate grazie alle sanzioni imposte alla Russia nel mese di maggio, e hanno superato la Germania come principale partner commerciale del Paese.

A maggio le importazioni cinesi di greggio dalla Russia sono aumentate del 55% rispetto a un anno prima, scalzando l’Arabia Saudita dal ruolo di primo fornitore del Paese. La Cina ha importato circa 8,42 milioni di tonnellate di petrolio dalla Russia a maggio, secondo i dati dell’Amministrazione Generale delle Dogane, contro i 7,82 milioni di tonnellate di petrolio dall’Arabia Saudita nello stesso periodo. La Cina è il principale mercato russo per il greggio dal 2016, riporta Aljazeera.

Nonostante la politica cinese che prevede un importo di commodities ester per un massimo del 15%, con il petrolio russo scambiato con uno sconto del 30% rispetto ai prezzi di mercato, però, è stato diverso: si è trattato di una possibilità irresistibile per i Paesi che non hanno aderito alle sanzioni internazionali. Sia la Cina che l’India stanno approfittando della svendita delle materie prime russe per costituire le proprie riserve strategiche.

Mentre la Russia ha smesso di rendere noti i dettagli del suo commercio estero, i dati doganali cinesi relativi al mese di maggio, pubblicati questa settimana, hanno mostrato che le importazioni di greggio dalla Russia hanno raggiunto un livello record, in quanto le raffinerie non statali hanno approfittato di forniture scontate. Le raffinerie statali hanno evitato di acquistare petrolio russo per paura di essere colpite da sanzioni secondarie da parte degli Stati Uniti.

Il rifornimento di petrolio alla Cina rimane un problema poiché quasi tutte le infrastrutture degli oleodotti, in gran parte costruite negli anni ’70, puntano verso ovest e solo alcuni oleodotti più recenti si dirigono verso est, verso i mercati asiatici. La maggior parte delle forniture di petrolio russo all’Asia viene trasportata via nave.

Nonostante il tentativo dell’Occidente di impedire alla Russia di utilizzare le navi cisterna nell’ambito del sesto pacchetto di sanzioni, le esenzioni concesse in particolare alla Grecia, che rappresenta la metà delle navi cisterna utilizzate dalla Russia, hanno aperto una grande breccia nello sforzo di ostacolare le esportazioni di petrolio della Russia via mare.

Le importazioni di petrolio russo comprendono le forniture pompate attraverso l’oleodotto Siberia Orientale-Oceano Pacifico, Espo, che però sta già funzionando quasi al massimo della sua capacità. Le spedizioni via mare partono dai porti russi europei e dell’Estremo Oriente.

Secondo Bloomberg News, a maggio la Cina ha acquistato prodotti energetici russi per un valore di 7,47 miliardi di dollari, circa 1 miliardo in più rispetto ad aprile.

L’aumento delle esportazioni di petrolio dimostra che, nonostante le sanzioni e le autosanzioni dei commercianti, Mosca è ancora in grado di trovare sbocchi per il suo petrolio. Secondo gli esperti, le esportazioni di petrolio della Russia sono già diminuite del 10% finora e si prevede che quest’anno caleranno fino al 17%, ma la produzione dovrebbe stabilizzarsi a questo livello e il calo della produzione e delle esportazioni è attualmente più che compensato dall’aumento dei prezzi, riporta BneIntelliNews.

Anche le vendite di greggio all’India hanno subito un’impennata, sebbene da un livello molto più basso di quelle alla Cina; il greggio russo costituiva già circa il 15% delle sue importazioni prima dell’inizio della guerra, ma quelle all’India rappresentavano meno del 2% delle sue importazioni di greggio. Da marzo a maggio, l’India ha acquistato un quantitativo di petrolio russo sei volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le importazioni della Cina sono triplicate nello stesso periodo secondo i dati della società di ricerca Rystad Energy, ripresi da BneIntelliNews.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, negli ultimi due mesi l’India ha superato la Germania come secondo maggior importatore di greggio russo; i dati hanno anche mostrato che le importazioni cinesi di gas naturale liquefatto russo sono ammontate a quasi 400.000 tonnellate il mese scorso, il 56% in più rispetto al maggio del 2021. Nei primi cinque mesi di quest’anno, le importazioni di GNL russo – provenienti soprattutto dal progetto Sakhalin-2 in Estremo Oriente e dal Gnl Yamal nell’Artico russo, sono aumentate del 22% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 1,84 milioni di tonnellate, secondo i dati doganali di Pechino.

Antonio Albanese