POLONIA. Politicizzazione delle Forze Armate. Si dimettono i vertici

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Terremoto ai vertici delle forze armate polacche. Le dimissioni sono state presentate dal capo di stato maggiore dell’esercito polacco, generale Rajmund Andrzejczak, e dal comandante operativo, generale Tomasz Piotrowski.

Secondo quanto riporta Rzeczpospolita, le dimissioni dei generali sono state confermate dal capo dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale, Jacek Siewiera, che ha annunciato che il presidente Andrzej Duda aveva accettato le loro dimissioni, riporta il giornale polacco.

«Naturalmente, se ieri, i signori generali, hanno deciso di presentare domanda per la cessazione del rapporto di servizio e per togliersi l’uniforme, tale decisione è stata accettata dal comandante delle forze armate», ha detto il capo dell’Ufficio per la sicurezza nazionale.

Nel frattempo, Donald Tusk ha annunciato che «secondo le sue informazioni, altri 10 generali del Comando generale delle forze armate si sono dimessi». Tuttavia, questa informazione è stata smentita dallo stesso Comando generale. Siewiera ha anche detto che l’Ufficio per la sicurezza nazionale non ne sapeva nulla.

Secondo Rzeczpospolita, le richieste di dimissioni sono in realtà una risposta ad una tensione con il vertice politico. Il conflitto cova sotto la cenere dal maggio 2023, quando il ministro della Difesa nazionale, Mariusz Błaszczak, ha denunciato pubblicamente il comandante operativo accusandolo di negligenza. Błaszczak accusava il generale Tomasz Piotrowski di non aver denunciato l’incidente avvenuto il 16 dicembre 2022, quando un missile russo ha violato lo spazio aereo polacco e per non aver effettuato un’efficace operazione di ricerca del razzo. Sebbene Błaszczak abbia poi suggerito di licenziare il generale Piotrowski, il presidente Andrzej Duda era contrario facendo da mediatore.

Da allora, però, è scoppiata una disputa tra i generali e il ministro Mariusz Błaszczak e nel contempo il Comando Operativo è stato marginalizzato. Il Ministro ha coordinato direttamente il comando generale delle forze armate.

Il comando operativo polacco, responsabile del sostegno alla guardia di frontiera al confine con la Bielorussia, è stato bypassato durante la creazione del gruppo che ha rafforzato il confine quando è apparsa l’informazione che in Bielorussia c’erano membri del gruppo Wagner. Nel mese di agosto, il Ministro Błaszczak ha annunciato che in risposta allo schieramento di soldati di questo gruppo, avrebbe inviato altri diecimila soldati al confine. Questo compito doveva essere svolto dal Comando Generale delle Forze Armate, che ha creato il Gruppo di lavoro militare Podlasie come parte dell’operazione Rengaw, cioè Wagner scritto al contrario. Più o meno nello stesso periodo, il PiS ha ripreso a mettere in risalto la narrazione legata alla minaccia rappresentata dai migranti.

In queste giornate convulse, il Comando Generale sta portando avanti l’operazione di evacuazione dei polacchi da Israele, anche se formalmente tali compiti avrebbero dovuto essere svolti dal Comando Operativo.

Ad esacerbare il conflitto anche il fatto che il Ministro abbia utilizzato l’esercito nella campagna elettorale del PiS: nello spot elettorale del PiS, Błaszczak ha mostrato la prima pagina del documento “Piano per l’impiego delle forze armate della Repubblica di Polonia Warta – 00101”, redatto dallo Stato maggiore dell’esercito polacco, per descrivere un’operazione difensiva. Il piano è stato firmato il 30 giugno 2011 dall’allora capo della guardia di frontiera polacca, generale Mieczysław Cieniuch, e poi approvato l’11 luglio dall’allora ministro della Difesa nazionale, Bogdan Klich. Błaszczak ha mostrato anche frammenti che dimostrano che la difesa indipendente sarebbe durata 10-14 giorni fino all’arrivo delle truppe alleate. Il piano era quello di fermare il nemico “nelle zone più lontane dei fiumi Vistola e Wieprz”,

Doveva essere un attacco all’opposizione per dire che «il governo di Tusk era pronto a rinunciare a metà della Polonia in caso di guerra». L’ex capo di stato maggiore dell’esercito polacco, generale Mieczysław Cieniuch, ha spiegato che l’esercito sarebbe stato utilizzato per 10-14 giorni, ma ciò non significa che avrebbe dovuto difendersi solo per quel tempo. Non avrebbe dovuto difendersi ai confini di Wieprz e Vistola, ma fin dall’inizio al confine. Ha aggiunto che Błaszczak ha mostrato solo la quinta ed ultima fase della difesa.

Da mesi poi si verificano attacchi contro l’opposizione, anche durante cerimonie a cui partecipa l’esercito, utilizzando le forze armate. Alla fine i vertici militari hanno preferito lasciare.

Anna Lotti

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