PETROLIO. Per Dubai, non c’è bisogno di aumentare la produzione OPEC

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno detto che non c’è bisogno che l’OPEC+ aumenti la produzione di petrolio più velocemente, nonostante la pressione dei maggiori consumatori come gli Stati Uniti e il Giappone affinché il gruppo aiuti ad alleggerire i prezzi della benzina.

«Non c’è nessuna logica per aumentare il nostro contributo», ha detto il ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti Suhail Al-Mazrouei il 23 novembre a Dubai, «Non credo che stiamo cambiando il piano (…) Ci incontreremo il 2 e guarderemo i fatti (…) Guarderemo i volumi sul mercato e prenderemo la decisione in base a questi fatti». Il ministro non ha specificato se sarebbe d’accordo che l’Opec+ rallenti i suoi aumenti di produzione ora che gli Stati Uniti, per primi, seguiti poi da altri hanno annunciato la vendita di parte delle loro riserve strategiche di petrolio nel tentativo di abbassare i prezzi della benzina, riporta Bloomberg – Quint.

L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e i suoi partner, compresa la Russia, si incontreranno il 2 dicembre. Il gruppo sta aumentando la produzione giornaliera di 400.000 barili ogni mese, ma ha detto che sarà flessibile e può muoversi più lentamente o più velocemente a seconda della domanda.

Mazrouei ha ribadito la sua convinzione che il mercato del petrolio passerà da un deficit di fornitura a un’eccedenza nel primo trimestre del prossimo anno. Il Ministro degli Emirati e la sua controparte saudita, Abdulaziz bin Salman, hanno detto che l’Opec+ non dovrebbe essere più aggressiva con i suoi aumenti di offerta perché la pandemia di coronavirus potrebbe ancora intaccare il consumo.

Mentre il greggio Brent è salito più del 50% quest’anno a circa 79 dollari al barile, è sceso nelle ultime quattro settimane a causa di un’impennata dei casi di Covid-19 in Europa.

Gli Stati Uniti hanno messo sul mercato 50 milioni di barili di greggio dalla loro Riserva Petrolifera Strategica per aiutare a raffreddare i prezzi del petrolio, che inizieranno a colpire il mercato a metà o fine dicembre, ha detto la Casa Bianca il 23 novembre, riporta Reuters.

Il rilascio del petrolio avrà la forma di un prestito e di una vendita, ed è stato fatto di concerto con altri simili operazioni dalle riserve strategiche da parte di Cina, India, Corea del Sud, Giappone e Gran Bretagna.

Tommaso Dal Passo