LOGISTICA. La Cina scommette sul Corridoio di Mezzo, investendo nello sviluppo infrastrutturale

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La Cina sta sviluppando una rete ferroviaria transfrontaliera a ritmo sostenuto. Questa settimana è stato inaugurato un nuovo servizio merci che collega la Cina occidentale con il Turkmenistan, l’ultimo di una serie di progetti della Belt and Road Initiative volti ad approfondire i legami economici di Pechino con l’Asia centrale.

La Cina sta inoltre investendo in rotte verso l’Europa che evitano la Russia e il Medio Oriente; i viaggi lungo questo corridoio sono aumentati di quasi l’80% quest’anno, secondo quanto riportato da Caixin, poiché le aziende cercano di aggirare l’instabilità geopolitica.

Le rotte interne potrebbero risultare particolarmente attraenti a seguito delle interruzioni causate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz; la crisi iraniana dimostra come “la geografia si stia riaffermando come il principale punto di strozzatura”, ha scritto The Asia Group in un nuovo rapporto, ripreso da Semafor.

Il Corridoio di Mezzo, attraverso il Kazakistan e il Mar Caspio, avrebbe tempi di transito di 15-18 giorni, rispetto ai 45-60 delle rotte marittime, riporta SCMP. Secondo gli analisti, la Cina sta investendo in una rotta marittima di import-export attraverso il Mar Caspio verso l’Europa che evita la Russia e aggira i conflitti in Medio Oriente.

Aziende statali cinesi hanno già investito centinaia di milioni di dollari per costruire il Corridoio di Mezzo, lungo 4.750 km, che attraversa il Kazakistan, il Mar Caspio interno via mare, l’Azerbaigian, la Georgia e infine la Turchia.

Secondo il programma intergovernativo georgiano “Corridoio di trasporto Europa-Caucaso-Asia”, la Cina ha fornito un sostegno finanziario di circa 70 milioni di dollari e attrezzature per un valore di circa 2 milioni di dollari per il porto di Baku sul Mar Caspio. Aziende cinesi hanno inoltre partecipato alla costruzione di un nuovo porto marittimo ad Aktau, in Kazakistan, sull’altra sponda del Mar Caspio, per un valore di 300 milioni di dollari.

Il corridoio, noto anche come Rotta Internazionale di Trasporto Transcaspica, comprende strade e ferrovie, oltre ai due porti marittimi, e consentirebbe a una spedizione dalla Cina di raggiungere l’Europa in 15-18 giorni, rispetto ai 45-60 necessari via mare.

Pechino cerca quindi di ridurre la dipendenza dalle rotte che attraversano la Russia e le zone del Medio Oriente colpite dai conflitti. Il corridoio combina trasporto ferroviario, stradale e marittimo e si sta affermando come alternativa strategica in un contesto di tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene di approvvigionamento, riporta The Indian Express.

La rotta ha attirato un interesse crescente da parte degli esportatori che cercano consegne più rapide, evitando al contempo i rischi per la sicurezza legati al Mar Rosso e le incertezze relative alle sanzioni contro la Russia.

Tuttavia, il corridoio soffre ancora di capacità limitata, costi di trasporto merci più elevati rispetto al trasporto marittimo, molteplici valichi di frontiera e vincoli infrastrutturali, in particolare nei porti del Mar Caspio e nei punti di interscambio ferroviario.

Secondo SCMP, le aziende statali cinesi hanno investito centinaia di milioni di dollari in infrastrutture a supporto del corridoio. Pechino avrebbe fornito circa 70 milioni di dollari in sovvenzioni e attrezzature aggiuntive per il porto di Baku in Azerbaigian, mentre aziende cinesi hanno partecipato allo sviluppo del porto di Aktau in Kazakistan.

Il Corridoio di Mezzo ha acquisito sempre maggiore importanza da quando l’invasione russa dell’Ucraina ha interrotto la tradizionale rotta ferroviaria settentrionale che collega Cina ed Europa. Molti operatori logistici hanno ridotto la dipendenza dal transito russo a causa delle sanzioni, dei problemi assicurativi e dei rischi commerciali, accelerando l’interesse per corridoi eurasiatici alternativi.

Una recente analisi del World Economic Forum afferma che il corridoio sta diventando una componente importante della diversificazione della catena di approvvigionamento globale, poiché governi e imprese cercano una maggiore resilienza contro gli shock geopolitici. La rotta rafforza inoltre i collegamenti di trasporto tra l’Asia centrale, il Caucaso e i mercati europei.

Secondo gli analisti WEF, il corridoio offre alla Cina maggiore flessibilità, riducendo l’esposizione sia ai rischi di transito russi sia all’instabilità che affligge le rotte marittime mediorientali. Allo stesso tempo, l’Europa considera la rotta un modo per diversificare i collegamenti commerciali e migliorare l’accesso all’Asia centrale.

Nonostante il suo valore strategico, il WEF osserva che è improbabile che il Corridoio Medio sostituisca il trasporto marittimo tradizionale nel prossimo futuro. Lacune infrastrutturali, procedure doganali frammentate, capacità portuale limitata e costi logistici più elevati rimangono ostacoli importanti alla gestione efficiente di grandi volumi di merci.

Antonio Albanese

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