La crisi di Taiwan avvicina Pechino a Mosca

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La giornata al cardio palma di ieri, per il viaggio di Nacy Pelosi, presidente del Congresso statunitense a Taiwan si è conclusa con le foto del presidente che scendeva le scale di un aereo militare per visitare Taiwan. Alla fine non è successo l’irreparabile.

Le autorità cinesi dopo aver minacciato militarmente sia sui social che via diplomazia non hanno sparato, ma questo non significa che ora le relazioni Stati Uniti – Cina miglioreranno o che gli USA hanno avuto la meglio, anzi in questo contesto a guadagnarci è Mosca. Gli Stati Uniti stanno spingendo la Cina sempre più vicina alla Russia con le proprie mani, escludendo di fatto scenari in cui gli Stati Uniti potrebbero combattere solo una guerra fredda e non due contemporaneamente, considerato il sostegno USA all’Ucraina. Qualunque sia l’esito della crisi su Taiwan, è chiaro che le relazioni tra Cina e Stati Uniti si deterioreranno rapidamente. Ora bisogna vedere se a Pechino conviene tenere ancora le obbligazioni statunitensi oppure no.

Nel frattempo le esercitazioni cinesi nei pressi di Taiwan continuano, per una eventuale guerra bisogna essere preparati: a Fujian il due agosto, sono arrivati mezzi militari e blindati; ZBL-09; e nelle acque antistanti Taiwan sono arrivate le portaerei “Liaoning” e “Shandong”. Ieri pomeriggi durante l’atterraggio del SPAR19 che trasportava il presidente del Congresso, le sirene della città di Fujian hanno suonato, e dalla mattina on line sui social media cinesi si vedevano le spiagge infestate dai mezzi blindati sotto gli occhi dei curiosi.

La Marina degli Stati Uniti, e anche in questo caso l’addestramento militare è importante, ha movimentato quattro navi da guerra a est di Taiwan mentre Pelosi si dirigeva verso Taipei, ha riferito Reuters. Secondo la pubblicazione, la portaerei USS Ronald Reagan è passata attraverso il Mar Cinese Meridionale e si trova attualmente nel Mar delle Filippine, a est di Taiwan.

I cinesi dal loro canto hanno sospeso tutti i voli su Fujian Bloccate tutte le importazioni dalle 700 imprese di Taiwan alla CINA.

In prossimità dell’arrivo di Nacy Pelosi l’aeroporto Sunshan di Taiwan, ha rimosso le coperture mimetiche dai suoi cannoni antiaerei, secondo quanto riportato dal quotidiano Jiyu Shibao di Taipei. Attacchi hacker hanno aggredito i siti web del governo di Taiwan che hanno iniziato a chiudere, come quello del Ministero degli Esteri. La televisione taiwanese ad un certo punto ha riferito dell’introduzione di un secondo livello di allerta, le centrali di polizia hanno ricevuto numerosi allarmi bomba sull’aeroporto di Tapei.

E mentre tutti in TV seguivano il volo e il successivo atterraggio, a terra la cittadinanza si è divisa tra chi non voleva Pelosi a Tapei e chi l’ha accolta con indosso mascherine aventi la bandiera dell’Ucraina. La Germania mentre la Cina minacciava, ha dichiarato che aiuterà Taiwan in caso di aggressione da parte della Cina, per voce del ministro degli Esteri tedesco, Annalena Berbock.

Agli occhi di alcuni analisti militari queste non sono solo escalation di tensione ma vere e proprie esercitazioni per prepararsi al peggio. Nelle stesse ore l’aereo del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov è decollato verso Taiwan per una visita “verso l’Asia. Visita in Myanmar e partecipazione agli eventi Russia-ASEAN in Cambogia”, fonte portavoce del Ministro per la Difesa russo Maria Zakharova.

Antonio Albanese