#ISRAELHAMASWAR. Stati Uniti: via libera all’attacco a Rafah, ma no a risposta a Teheran. Iran: la nostra politica nucleare potrebbe cambiare

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Secondo Reuters, il voto del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla richiesta palestinese di adesione a pieno titolo è previsto per oggi pomeriggio. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, nel frattempo ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero essere coinvolti in una guerra in Medio Oriente se l’Iran intensificherà i suoi attacchi contro Israele; dalla social sfera si apprende che Biden ha approvato l’operazione israeliana a Rafah in cambio di un attacco limitato all’Iran.

Gli Stati Uniti devono in ogni caso fare i conti con i costi della guerra: il Segretario della Marina statunitense ha affermato: “Negli ultimi 6 mesi abbiamo speso un miliardo di dollari per prevenire 130 attacchi contro navi statunitensi in Medio Oriente. Un altro miliardo e 100 mila dollari sono stati spesi la notte del 13 aprile per proteggere i siti israeliani”. A seguito della forte spesa gli Stati Uniti non riescono a far fronte all’inflazione e cominciano a registrare tensione all’interno del governo Democrat. 

Nonostante questo il presidente americano Biden ha sostenuto i pacchetti di aiuti per Israele e Ucraina e ha invitato il Congresso ad approvarli presto. 

Il primo Ministro israeliano Netanyahu ai ministri degli Esteri britannico e tedesco: “Grazie per il vostro consiglio, ma porteremo avanti le nostre decisioni [sulla risposta dell’Iran]”. Israele ha difficoltà a fare retromarcia sulla risposta al’Iran. Risposta che viene richiesta non solo dall’ala destra Israeliana ma anche dalle comunità estere israeliane.

Israele ha annunciato l’intenzione di colpire l’Iran. Secondo fonti social, i paesi informati sull’operazione includono Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Germania e Giappone. I timore è che l’Iran usi qualche ordigno nucleare in risposta ad un eventuale attacco di Israele. 

La guerra nucleare nella regione è inevitabile lo sviluppo dinamico degli eventi lo indica. Gli attacchi agli impianti nucleari iraniani sono “sul tavolo”, afferma l’ex capo dell’intelligence del Mossad a Sky News. Un ex funzionario dell’agenzia di spionaggio israeliana afferma che l’attacco agli impianti nucleari iraniani è tra le opzioni che Israele sta discutendo mentre decide come rispondere all’attacco di sabato. Nel frattempo, il presidente iraniano ha avvertito che se Israele lanciasse simultaneamente missili contro l’Iran, l’Iran risponderebbe con il doppio dei missili.

I media israeliani avvertono che i residenti di Iran, Iraq, Siria, Turchia, Giordania, Israele, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein, Pakistan, Afghanistan, Tagikistan, Armenia e Azerbaigian dovrebbero assumere subito la loro prima compressa di ioduro di potassio, contro le radiazioni.

In un video di Israele, si vede il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, generale Herzi Halevi, che dice ai soldati appena reclutati che l’IDF “sarà pronto a fare di tutto per riuscire” a restituire gli ostaggi detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. Sono 133 le persone rapite da Hamas di cui non si conosce la sorte. 

Il governo israeliano ha approvato la nomina di Rafael Engel alla carica di direttore generale del Ministero della Sicurezza Nazionale. Engel è stato vice e capo ad interim del consiglio regionale Mateh Binyamin Regional Council (Consiglio regionale della tribù Beniamino). 

Esmaeil Khatib, il Ministro dell’intelligence iraniano ha dichiarato: “L’operazione di ritorsione contro Israele è l’inizio di una nuova strategia iraniana”. Hossein Salami Generale, Capo dell’IRGC: “Chiunque attacca la nostra terra verrà punito e l’era delle incursioni è finita. L’educazione israeliana dovrebbe sapere che abbiamo introdotto una nuova regola per rispondere a qualsiasi aggressione. Qualsiasi azione da parte di Israele contro di noi verrà affrontata con maggiore forza rispetto all’operazione di sabato scorso”. E sempre l’IRGC ha detto in un nota: “Teheran potrebbe cambiare la sua dottrina nucleare”.

L’Ambasciata iraniana in Italia mette in guardia il G7 dal prendere decisioni non costruttive riguardo ai successivi passi di Iran e Israele. Secondo i diplomatici iraniani, il consenso dei paesi occidentali alle avventure dell’“entità israeliana” porterà ad un’ulteriore escalation del conflitto nella regione e nel mondo.

Secondo i media israeliani si tratterebbe solo di guerra psicologica: “L’Iran continua la guerra psicologica contro Israele mentre decine di ex dipendenti governativi ricevono chiamate minacciose dall’estero”. In risposta l’Iran, fa sapere l’IRGC, ha identificato l’ubicazione di tutti gli impianti nucleari israeliani ed è pronto a colpirli in qualsiasi momento in caso di aggressione da parte di Tel Aviv. 

L’Iran continua inoltre la sua politica di boicottaggio dei prodotti israeliani: “I doganieri iraniani hanno confiscato merci in transito di fabbricazione israeliana lunedì mattina alla dogana di Bazargan. Il carico era un fertilizzante chimico contenente nitrato di potassio, prodotto in Israele. I doganieri iraniani hanno sequestrato il carico mentre il camion lo stava trasportando in Uzbekistan attraverso la dogana di Bazargan. L’Iran ha proibito l’importazione o il transito di prodotti israeliani dal suo territorio e sta agendo rigorosamente a questo riguardo”. Si legge nel comunicato della Dogana iraniana. 

A parlare della eventuale ritorsioni iraniana ad un attacco di Israele anche il Vicedirettore dell’Ideologia Politica dell’Alto Comando dell’IRGC, Sanam Vakil: “Non appena i sionisti commetteranno un errore riguardo al suolo iraniano, inizierà la nostra risposta. Questa volta non abbiamo restrizioni e i sionisti dovranno affrontare nuovi tipi di armi. Questa volta la nostra tattica sarà diversa”.

Dopo i diplomatici europei ieri a evacuare le famiglie, le aziende russe come Rostok e Atom Stroy, lo hanno deciso dopo una riunione di emergenza a Teheran e stanno inviando le famiglie dei loro dipendenti in Russia.

Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian è arrivato in visita in Turchia. Alla fine della settimana arriverà lì anche il leader di Hamas Ismail Haniyeh. E sempre per sabato il presidente turco Erdogan incontrerà il leader di Hamas Ismail Haniyeh. On line è emersa una foto un incontro tra il capo del Politburo di Hamas Ismail Haniyeh e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. L’Incontro è avvenuto in Qatar. 

La nave iraniana Bashad ha lasciato le acque al largo delle coste dello Yemen il 4 aprile e dovrebbe attraccare oggi nel porto di Bandar Abbas in Iran, riferisce Bloomberg. La nave, ritenuta una base operativa e di intelligence degli Houthi per aiutare ad attaccare le navi in ​​mare, ha lasciato il suo ormeggio vicino allo Yemen tre giorni dopo l’attacco al consolato iraniano a Damasco. Da allora ha spento i suoi transponder ed è stata scoperta oggi vicino allo Stretto di Hormuz. La nave è considerata un potenziale bersaglio per un attacco israeliano e, da quando ha lasciato gli ormeggi, il numero di attacchi Houthi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden è diminuito in modo significativo.

Ed ora uno sguardo al fronte tra Israele e Hamas aggiornato alle 15:30 del 18 aprile

L’aeronautica israeliana nelle ultime 24 ore ha colpito la regione della Bekaa nel Libano. Colpita anche Litani e Khiam nel Libano meridionale da attacchi di Israele. Registrati due morti da attacchi israeliani a Kafr Kila. La Resistenza Islamica ha rivendicato attacco a Metulla contro mezzo militare israeliano. E ancora colpito gruppo di soldati israeliani a Horsh Hanita con missili. 

Nel 195° giorno di scontri tra Hamas e Israele intensi bombardamenti di artiglieria si registrano sulle aree meridionali della città di Gaza. L’artiglieria israeliana ha bombardato le aree meridionali, sud-occidentali e orientali della città di Gaza. 

Secondo l’Ufficio stampa dei Comitati di Resistenza: “Dopo che il nemico non è riuscito a ottenere alcun risultato politico e sul campo, ha commesso crimini di guerra e genocidio a Rafah”. A quanto si apprende da questo ente Israele avrebbe attaccato le tende degli sfollati e le case delle persone a Rafah. Continuano che gli attacchi a Nuseirat e Deir al-Balah.

L’esercito israeliano si è ritirato dal nord del campo di Nuseirat, lasciando decine di morti e una distruzione diffusa. A confermare il ritiro anche la Difesa civile palestinese ha annunciato il completamento del ritiro dell’esercito nemico sionista dal campo settentrionale di Nuseirat. L’attacco è durato otto giorni. Nel pomeriggio si è interrotto dell’attacco aereo israeliano nelle vicinanze dell’area di rifornimento della spiaggia, a ovest di Gaza City.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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