
Israele non intende abbandonare le conquiste fatte sul campo né in Libano né in Siria. Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione ha detto: “Jawlani ha iniziato a fare cose che non accettiamo, come schierare forze russe al nostro confine”.
Il Governo israeliano ha minacciato di nuovo la guerra: “Una nuova operazione militare a Gaza è “inevitabile””. Il Portavoce militare israeliano: “Ampie manovre militari iniziano questa mattina nella Galilea orientale Regione”.
Nel frattempo ampia risonanza stat data all’omicidio mirato di Israele del comandante più alto in grado di Hezbollah, Tabatabai del 23 di novembre. Il Capo di Stato Maggiore israeliano: “Abbiamo preso di mira il comandante militare di più alto grado di Hezbollah e continueremo a colpire qualsiasi minaccia emergente. Siamo impegnati a rispettare gli accordi tra Israele e Libano, ma non permetteremo a Hezbollah di rafforzare il suo potere”.
L’attacco israeliano a Beirut è stato effettuato utilizzando bombe americane di Piccolo Diametro (SDB) GBU-39B sganciate da un caccia F-16. Nell’attacco sono state utilizzate almeno cinque bombe
Secondo Channel 12: “Le forze di sicurezza sono pronte a tutto dopo l’assassinio di Tabatabai”. Fonti mediche libanesi fanno sapere che “10 bambini e 8 donne sono tra i feriti nell’attacco all’edificio residenziale di Haret Hreik”. La Radio dell’esercito israeliano: “Gli attacchi contro Hezbollah continueranno”.
Il portavoce delle IDF il 23 novembre in una lunga dichiarazione ha detto: “Le IDF, con il supporto dell’intelligence AMAN e dell’Aeronautica Militare, hanno effettuato un attacco aereo nell’area di Beirut e hanno ucciso Hitam Ali Tabatabai, il comandante in capo de facto di Hezbollah. Tabatabaei era un attivista esperto e chiave del gruppo. Vi si unì negli anni ’80 e da allora ricoprì diverse posizioni di alto rango, tra cui quella di comandante dell’unità delle Forze Radwan e responsabile delle operazioni di Hezbollah in Siria. Durante il suo lavoro in Siria, contribuì a rafforzare la posizione di Hezbollah nel Paese. Durante la guerra, fu nominato comandante del dipartimento operativo dell’organizzazione e fu responsabile del coordinamento della situazione e del rafforzamento delle sue forze. Durante l’Operazione “Frecce del Nord”, dopo l’eliminazione di gran parte della leadership militare, guidò efficacemente le operazioni militari contro Israele. Dopo l’Operazione “Frecce del Nord”, Tabatabaei fu nominato comandante in capo di Hezbollah e, in questo ruolo, guidò la ricostruzione dell’organizzazione. Tabatabaei comandò la maggior parte delle unità di Hezbollah e lavorò attivamente per ripristinarne la capacità di combattimento in vista della guerra con Israele”. Il primo Ministro Netanyahu sull’eliminazione del Capo di Stato Maggiore di Hezbollah: “Le sue mani sono macchiate del sangue di molti. Ringrazio le IDF e le forze di sicurezza per l’operazione precisa e riuscita. Non permetteremo a Hezbollah di rappresentare una minaccia per lo Stato di Israele”. Hezbollah ha confermato l’uccisione di Hitam Ali Tabatabai.
Wael Abou Faour deputato libanese ha dichiarato che “sono arrivati avvertimenti internazionali tramite inviati riguardo a un possibile attacco all’Iran, con il messaggio: “O rimanete neutrali o sarete trascinati nel conflitto””. In risposta l’ambasciatore iraniano in Libano: “C’è la possibilità di una nuova guerra con Israele e siamo pronti a qualsiasi risposta”.
Non solo fonti libanesi lamentano che Israele stia continuando a costruire il muro di confine tra Libano e Israele in un’area che è territorio libanese. “Mentre proseguono i lavori di costruzione del muro israeliano lungo il confine meridionale delle città di Aitaroun e Maroun al-Ras, i carri armati israeliani sono stati schierati all’esterno della nuova posizione in territorio libanese in cima a “Jabal al-Bat” a causa dei lavori di recinzione del perimetro con filo metallico”.
Secondo i media israeliani sarebbe fossile una possibile risposta di Hezbollah a Israele. Sono state date istruzioni per aprire rifugi in vaste aree del nord. L’Esercito israeliano: “le opzioni di ritorsione di Hezbollah includono il lancio missili o raid sui cinque punti nel Libano meridionale. Livello di allerta alzato in tutte le ambasciate israeliane nel mondo”.
Nel frattempo Channel 12 informa che: “Il Capo di Stato Maggiore sta visitando il quartier generale del Comando Nord per monitorare gli sviluppi con il Libano e supervisionare le manovre iniziate il 24 novembre”.
Il Ministero degli Esteri francese: “Esprimiamo profonda preoccupazione dopo l’attacco israeliano che ha colpito Beirut domenica. Quanto accaduto potrebbe comportare il rischio di un’escalation in un contesto che sta già vivendo forti tensioni”
Ed ora uno sguardo alla linea del fronte. Israele secondo fonti russe ha occupato altri 800 chilometri quadrati di territorio siriano nell’ultimo anno. Nella giornata del 24 novembre diverse fonti siriane riportano da Quneitra che una forza delle IDF composta da tre veicoli militari è entrata nella campagna settentrionale e si è dispiegata tra la città di Jabata e i villaggi di Ufaniya e Ain al-Bayda, perquisendo i passanti nella zona.
In Libano le IDF a partire dal 22 sera hanno colpito molti obiettivi nelle aree di Jarmak, Mahmudiyeh e Jabbour, nel Libano meridionale.
Attacco israeliano nel quartiere Dahiya di Beirut che mirava a colpire il comandante più anziano di Hezbollah. L’artiglieria israeliana ha preso di mira le alture settentrionali della città di Kfarshouba. Nella giornata del 24 di novembre i droni israeliani sorvolano a bassa quota i villaggi di Zahrani, Baalbek e Valle della Bekaa. Contemporaneamente alle manovre, le IDF hanno sparato un proiettile verso la collina di Shmeiss, a nord di Kfarshouba, mentre dei droni volavano ad alta quota. Incendi scoppiati in varie zone di Yaroun a causa del lancio di bombe da parte di aerei israeliani. Hezbollah ha seppellito cinque dei suoi uomini il 24 novembre, tra cui il comandante Abu Ali Tabatabai, a Ghobeiri, periferia di Beirut
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato che, dopo oltre un giorno di ricerche, sono riusciti a uccidere o catturare tutti i diciassette militanti di Hamas che ieri hanno tentato di fuggire attraverso un tunnel sotterraneo nell’area di Rafah Est, nella Striscia di Gaza meridionale. Secondo funzionari israeliani, il gruppo è uscito venerdì dal tunnel dietro la Linea Gialla, nella Striscia di Gaza meridionale, e la maggior parte è fuggita dalle immediate vicinanze di Rafa Est. Sei sono stati uccisi in attacchi aerei poco dopo l’uscita dal tunnel, cinque sono stati catturati dalla Brigata Nahal, altri cinque sono stati uccisi il 23 novembre mentre tentavano di fuggire in due distinti incidenti a Rafa, e l’ultimo è stato catturato dalle truppe del Comando Sud delle IDF.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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