#ISRAELHAMASWAR. Mentre si cerca un accordo sui prigionieri bombardata Rafah. IDF: nasce la Brigata “Heharim” opererà al confine tra Siria e Libano

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All’ultimo minuto e dopo un acceso dibattito, il Parlamento canadese ha deciso di rinviare il voto a favore del riconoscimento dello Stato palestinese. La proposta di risoluzione è stata avanzata dal Nuovo Partito Democratico, di sinistra, il cui sostegno al primo ministro Justin Trudeau è essenziale per la stabilità del suo governo, ma i cui membri hanno recentemente espresso insoddisfazione per ciò che chiamano “il suo fallimento nel fare abbastanza per proteggere i civili a Gaza.” 

Il Parlamento canadese ha comunque approvato una risoluzione sulla questione palestinese. La Camera dei Rappresentanti chiede al governo di: cessate il fuoco immediato, il rilascio di tutti gli ostaggi e Hamas deporre le armi; fermare ulteriori autorizzazioni e trasferimenti di esportazioni di armi verso Israele per garantire il rispetto del regime canadese di esportazione di armi e aumentare gli sforzi per fermare il commercio illecito di armi, anche con Hamas; garantire finanziamenti continui all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro per soddisfare le urgenti esigenze umanitarie, partecipare alle indagini interne e alla revisione indipendente delle Nazioni Unite e garantire l’attuazione delle necessarie riforme di gestione a lungo termine e delle misure di responsabilità; sostenere il perseguimento di tutti i crimini e le violazioni del diritto internazionale commessi nella regione; sostenere il lavoro della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale; chiedere un accesso umanitario senza ostacoli a Gaza; garantire che i canadesi bloccati a Gaza possano raggiungere la sicurezza in Canada e ampliare l’accesso al programma di visti di residenza temporanea. 

E ancora: “Applicare sanzioni contro i coloni estremisti e mantenere le sanzioni contro i leader di Hamas; riaffermare che gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale e che gli insediamenti e la violenza dei coloni rappresentano seri ostacoli a una soluzione negoziata a due Stati, e sostenere la fine dell’occupazione decennale dei territori palestinesi; collaborare con i partner internazionali per perseguire attivamente l’obiettivo di una pace globale, giusta e duratura in Medio Oriente, anche verso la creazione di uno Stato di Palestina come parte di una soluzione negoziata a due Stati, e sostenere la posizione del Canada secondo cui Israele ha il diritto di esistere in pace e sicurezza con i suoi vicini”.

Il Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Jake Sullivan ha ribadito che l’operazione a Rafah sarebbe un errore, Biden e Netanyahu hanno concordato che Israele invierà una delegazione a Washington per discutere dell’operazione Rafah. Nel frattempo il segretario di Stato americano Blinken visiterà l’Egitto e l’Arabia Saudita per discutere delle questioni relative a Gaza. 

Il Wall Street Journal in un articolo però ha scritto che: Israele taglierà fuori il 16% di Gaza, creando un “cuscinetto” o “zona nera”. 

Secondo la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani: “la portata delle attuali restrizioni israeliane sugli aiuti alla Striscia di Gaza può equivalere a un metodo di guerra e costituisce un crimine di guerra”. 

Nel frattempo nella social sfera sono apparse le immagini delle battaglie nei tunnel di Gaza. Definite come “sparatutto” per la difficoltà di Israele e Hamas di gestire la situazione nei tunnel. 

Secondo Haaretz, Israele ha lanciato una campagna di propaganda per travisare l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) gestendo centinaia di account falsi sui social media, di cui almeno 600 sono stati dettagliati. Ben Gvir chiede che i coloni assaltino la moschea di Al-Aqsa negli ultimi dieci giorni del Ramadan. 

La testata Axios informa: “Israele” e Hamas hanno iniziato a negoziare i dettagli dell’accordo. Secondo Axios, che cita fonti informate, Israele e Hamas stanno negoziando i dettagli di un possibile accordo, per la prima volta dopo mesi. Sembra anche che Netanyahu abbia escluso Gantz dai negoziati sullo scambio di prigionieri. I media israeliani hanno rivelato che i cattivi rapporti tra il primo Ministro del governo, Benjamin Netanyahu, e il membro del gabinetto di guerra, Benny Gantz, hanno raggiunto uno stadio senza precedenti e sono i peggiori dall’inizio. della guerra a Gaza. Nel frattempo on line sono apparse foto delle armi distribuite ai coloni in Cisgiordania: 100.000 fucili per la resistenza contro i palestinesi. 

L’Ufficio di allerta marittima degli Stati Uniti ha emesso un avviso invitando le navi commerciali statunitensi a spegnere i propri transponder AIS durante il transito nel Mar Rosso, Golfo di Aden, Oceano Indiano, acque somale, Mar Arabico e Golfo Persico. Con l’aspettativa che così non vengano intercettate. Nel frattempo gli Houti hanno rivendicato l’attacco con missili a una nave americana nel Mar Rosso e missili contro la città di Eilat. 

Il Portavoce delle forze armate yemenite, Yahya Sare’e in una conferenza stampa ha detto: “Le forze navali delle forze armate yemenite hanno effettuato un’operazione contro la nave americana (Mado) nel Mar Rosso con una serie di missili navali. Le forze missilistiche hanno anche lanciato una serie di missili alati contro obiettivi israeliani nell’area di Umm al-Rashrash (nome arabo per Eilat ndr).

Ed ora un sguardo al fronte Israele – Hamas aggiornato alle 18:00 del 19 marzo

Libano sud. L’esercito israeliano ha individuato un osservatore di Hezbollah nell’adiacente territorio libanese e ha lanciato un attacco aereo contro la sua posizione. In risposta la resistenza islamica in Libano ha ordinato di prendere di mira soldati israeliani nel sito “Barkat Risha” e nei suoi dintorni con missili. Sempre la resistenza islamica in Libano rivendica attacco contro soldati israeliani all’interno del sito Malikiyah con missili. L’IDF ha annunciato la creazione di una nuova brigata: la brigata “HeHarim” inizierà l’attività al confine settentrionale.

Nell’ambito della risposta operativa alla situazione al confine settentrionale e in conformità con la valutazione della situazione, è stata istituita la Brigata “Heharim” (Le Montagne), che opererà al confine tra Siria e Libano. La brigata opererà sotto la 210a Divisione e difenderà i settori del Monte Hermon e del Monte Dov al posto della 810a Brigata Hermon. Il colonnello Liron Appleman è stato nominato comandante della brigata.

A seguito degli sforzi congiunti di vari organismi dell’IDF e di un’analisi delle esigenze operative dell’IDF durante la guerra, la Brigata “Heharim” inizierà la sua attività nelle prossime settimane. La brigata sarà specializzata nel combattimento su terreni difficili e nella guerra nelle aree montuose, tra cui il Monte Hermon e il Monte Dov.

Comandante della 210a Divisione BG Zion Ratzon: “L’istituzione della brigata fornirà una risposta operativa di alta qualità e consentirà la preparazione di misure sia difensive che offensive in una varietà di scenari che corrispondono al terreno e al nemico nella regione, su entrambi i fronti contemporaneamente: Libano e Siria”.

Israele nord. Hezbollah ha rivendicato attacchi contro il sito militare israeliano “Branit” con missili. Le IDF hanno riferito che: “Nel corso della giornata, sono stati identificati numerosi lanci che attraversavano il Libano verso diverse aree del territorio israeliano. L’artiglieria dell’IDF ha colpito le fonti del fuoco. Inoltre, un obiettivo aereo sospetto è passato dal Libano al territorio israeliano nell’area di Yiftach, nel nord di Israele, ed è stato intercettato con successo dall’IDF Aerial Defense Array”.

Come risultato dei lanci, due soldati dell’IDF sono rimasti feriti in modo lieve e moderato. I soldati sono stati evacuati in un ospedale per ricevere cure mediche e le loro famiglie sono state avvisate.

Inoltre, poco tempo fa, gli aerei da combattimento dell’IDF hanno colpito i complessi militari di Hezbollah nelle aree di Ayta ash Shab, Meiss El Jabal e Al-Adisa. Ulteriori infrastrutture terroristiche di Hezbollah sono state colpite nelle aree di Naqoura e Kfarkela.

Gaza centro. Rivendicazione delle Brigate Al-Quds: “bombardamento con missili di gruppi di soldati israeliani a ovest del corridoio Netzarim. Aerei israeliani hanno bombardato un’auto a Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza: 5 morti.

A Gaza sud confermata l’uccisione del “numero tre” della lista di Hamas durante l’operazione in corso dell’IDF nella Striscia di Gaza. Si tratta del vice comandante delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam.

Continuano gli scontri nell’area dell’ospedale Al-Shifa a Gaza. Un post riporta: “Si sentono gli spari e il rumore dei droni che circolano 24 ore su 24 nel cielo sopra l’enclave”. Le Brigate Mujaheddin sostengono che ci sarebbero scontri con gli uomini delle IDF nelle vicinanze dell’ospedale Al-Shifa, a ovest della città di Gaza. Si registrano morti da ambo le parti. IDf ha detto che è morto in battaglia il comandante nella sala operativa avanzata della “401a Brigata”, il primo sergente Sebastian Evan, nelle battaglie del Complesso di Shifa. Hezbollah: i nostri mujaheddin hanno preso di mira una forza militare sionista nelle vicinanze della Tall al-Tihat con armi a razzo e proiettili di artiglieria.

Gerusalemme: 54 coloni sionisti hanno preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa, sotto la protezione delle forze israeliane.

Cisgiordania: feriti vicino all’incrocio di Beit Fajjar, a sud di Betlemme dopo un attacco della Resistenza islamica; altri due feriti in un attacco a fuoco vicino a Gush Etzion, vicino a Hebron. Scontri armati tra forze israeliane e militanti di Hamas sono scoppiati la notte del 18 marzo e l’alba del 19 marzo a seguito di una campagna di incursioni lanciata dalle forze israeliane in molte zone della Cisgiordania. Molti gli arresti. 

Secondo fonti arabe, si è verificato un attacco su larga scala da parte di aerei militari a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Cinque obiettivi furono colpiti e gli edifici furono distrutti. Ci sono vittime. Il Ministero degli Esteri palestinese afferma: “il violento bombardamento di Rafah da parte dell’occupazione sionista è un pericoloso indicatore dell’espansione dei suoi crimini”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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