#ISRAELHAMASWAR. Libano: è ora di ricostruzione

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Nella giornata dei funerali dI Nasrallah, che sembrano segnare un punto di svolta per il Libano. Beirut sta cercando di guardare avanti. Il 18 di febbraio le forze israeliane si sono ritirate da Yaroun, Maroun al-Ras, Blida, Mays al-Jabal, Houla, Markaba, Odaisseh, Kfar Kila e al-Wazzani, mantenendo la loro presenza in 5 punti principali lungo il confine.

Israele, prima di andarsene, ha bombardato la foresta di Sawan, ha bombardato Al-Hafour e ha lanciato una bomba contro giornalisti e residenti prima di ritirarsi da Kfar Shouba, nel Libano meridionale. Nella periferia di Odaisseh, un drone israeliano ha sganciato una granata stordente sui cittadini radunati, mentre le operazioni di rastrellamento a Mays al-Jabal hanno ferito i residenti di ritorno.

L’esercito libanese è stato schierato in diverse aree di confine meridionali, mentre un’unità vicino ad Aita al-Shaab si è ritirata dopo gli spari israeliani, gli attacchi dei cecchini e il lancio di una granata stordente da un drone israeliano.

Il presidente del Parlamento Berri programma le sessioni il 25 e 26 febbraio per discutere la dichiarazione ministeriale del governo. Il presidente del Libano, il presidente del Parlamento e il primo ministro chiedono il ritiro completo di Israele, sottolineando la prontezza dell’esercito a proteggere i confini. Non solo, 11 parlamentari libanesi hanno chiesto alla Francia di rilasciare immediatamente George Abdallah, imprigionato dal 1984.

Nel frattempo si pensa alla ricostruzione: il presidente libanese Joseph Aoun: “La ricostruzione richiederà tempo”. Si cerca sostegno da più parti. Il ministro delle finanze libanese Yassine Jaber ha discusso del ritiro israeliano e del sostegno degli Stati Uniti con l’ambasciatrice statunitense Lisa Johnson. Ha anche discusso dei legami bilaterali e della questione dei cittadini libanesi bloccati con l’ambasciatrice iraniana Mojtaba Amani. E lo stesso ministro a una delegazione del FMI ha detto che la riforma è la massima priorità del Libano, sottolineando la collaborazione in corso, incluso il lavoro sul bilancio 2026.

l dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ribadito il sostegno alla cessazione delle ostilità in Libano e ha promesso un’assistenza continua all’esercito libanese come “unico garante della sicurezza” del paese.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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