#ISRAELHAMASWAR. Grandi preparativi in Libano per i funerali di Nasrallah e Deif 390.000 arrivi per 90 delegazioni. Caos nello scambio ostaggi. Tre autobus esplosi a Tel Aviv

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Caos nella consegna dei corpi israeliani da parte di Hamas. Uno dei quattro non corrisponde alla persona designata ma è di una donna di Gaza. Israele ha parlato di palese violazione degli accordi, mentre Hamas si è difesa ha affermato che non hanno sufficiente materiale tecnologico per testare il DNA e che i corpi dopo i bombardamenti sono difficilmente riconoscibili. Hamas: “Siamo seri riguardo all’attuazione dell’accordo, ma potrebbe verificarsi un errore e da parte nostra è in corso un’indagine”. Il Vice Segretario Generale del Movimento Mujahideen: “A causa della situazione nella Striscia di Gaza, non abbiamo i materiali e le attrezzature per confermare l’identità dei corpi”. A chiudere la questione l’opposizione al governo. Lapid: “Israele deve presentare una richiesta ai mediatori per restituire tutti i prigionieri, vivi e morti, il prima possibile e porre fine a questo incubo”.

Inoltre le IDF: “Contrariamente alle bugie di Hamas, Ariel e Kfir non sono stati uccisi in un attacco aereo. Ariel e Kfir Bibas sono stati assassinati a sangue freddo dai terroristi. I terroristi non hanno sparato ai due ragazzi, li hanno uccisi a mani nude. In seguito, hanno commesso atti orribili per coprire queste atrocità. Questa valutazione si basa sia sui risultati forensi del processo di identificazione, sia sull’intelligence che supporta i risultati”.

Oggi verranno rilasciati altri sei prigionieri israeliani: Elijah Maimon Yitzhak Cohen, Omar Shem Tov, Omer Finkert, Tal Shoham, Avera Mengistu, Hisham Al-Sayed. La Casa Bianca: “Il Presidente ha una squadra che lavora con i nostri partner israeliani e negozia attivamente per fermare la guerra a Gaza”. Atteso anche il rilasciato da parte palestinese: 50 detenuti condannati all’ergastolo. 60 detenuti con condanne elevate. 47 prigionieri dei liberti di Wafa che sono stati nuovamente arrestati. 445 prigionieri della Striscia di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre.

L’inviato di Trump per la questione degli ostaggi: “Hamas pagherà il prezzo per aver violato l’accordo in modo orribile dopo aver consegnato un corpo sconosciuto”. Il funzionario dell’amministrazione Trump responsabile degli affari dei prigionieri, Adam Buehler, ha dichiarato alla CNN: ”La decisione di Hamas di consegnare un corpo che non appartiene a un prigioniero è una “questione orribile” e costituisce una violazione dell’accordo. Hamas deve rilasciare tutti i prigionieri, altrimenti dovrà affrontare la distruzione di massa”.

Il segretario generale dell’ONU, António Guterres: “La sfilata dei corpi e l’esposizione delle bare dei prigionieri israeliani deceduti da parte di Hamas è condannata. Secondo il diritto internazionale, la consegna dei resti dei defunti non può comportare alcun trattamento crudele, inumano o degradante, e la consegna deve garantire il rispetto della dignità dei defunti e delle loro famiglie”.

Ieri in Arabia Saudita c’è stato un incontro per discutere il piano egiziano, che sarà presentato il mese prossimo al Cairo. All’ordine del giorno: la creazione di un’agenzia palestinese “indipendente” per gestire gli affari della Striscia di Gaza.

Il presidente del Partito democratico israeliano Yair Golan: “Netanyahu non intraprende la guerra per la sicurezza di Israele, ma per la sua sopravvivenza politica. Finché Hamas controlla Gaza, Netanyahu controlla Israele. Ciò che sta accadendo non è sicurezza, ma politica a scapito della vita di ostaggi, soldati e israeliani”. L’Istituto israeliano per gli studi sulla sicurezza nazionale ha scritto che: “Israele non ha raggiunto i suoi obiettivi fondamentali nella guerra contro Hamas”. E consiglia: “In questa fase, Israele deve concentrarsi sulla definizione del quadro definitivo per la restituzione degli ostaggi. Non esiste alternativa al proseguimento dell’attuazione dell’accordo ampliando la prima fase o passando alla seconda”.

Il Portavoce dell’esercito israeliano in una dichiarazione alla stampa ha detto: “Continueremo a perseguire tutti coloro che hanno partecipato al 7 ottobre a Gaza”. A Canale 12: su richiesta delle famiglie dei prigionieri, il membro della Knesset Merav Cohen rivolgendosi al presidente della Knesset Amir Ohana ha chiesto di di collocare le bare dei prigionieri morti le cui famiglie desideravano essere collocate nella piazza della Knesset e di consentire al pubblico di passarci sopra. I Rappresentanti dell’insediamento di Nahal Oz nella Striscia di Gaza: “Il nostro messaggio è chiaro: Israele ha trascurato i suoi cittadini e deve restituire quelli rapiti”. 

Itamar Ben Gvir: “Hamas ha violato palesemente l’accordo, quindi qual è l’opzione disponibile oltre al ritorno in guerra? Tutti gli aiuti devono essere immediatamente sospesi. Se il Primo Ministro riprendesse i sensi e Israele cominciasse a lavorare per abbattere Hamas, ritorneremo al governo, altrimenti questo non sarà più un governo di destra, con tutto ciò che ciò comporta”.

Il Libano si sta preparando per i funerali ufficiali di Nasrallah e Deif. Ci sono delegazioni provenienti da 90 paesi che arriveranno all’aeroporto di Beirut per partecipare alla cerimonia funebre. L’aumento del numero di voli per l’aeroporto internazionale di Beirut indica il numero di delegazioni che verranno a partecipare alle cerimonie funebri. I preparativi sono quasi ultimati, come conferma il comitato organizzatore, e le strade sono state preparate con le bandiere di Hezbollah oltre alla bandiera libanese e allo slogan “Siamo impegnati nel patto”.

In base alla decisione del Comitato Esecutivo del Movimento Amal, si è deciso di chiedere una grande partecipazione alle cerimonie funebri che si terranno a Beirut e Jabal Amel per Sayyed Hassan e Sayyed Hashem. Al momento si contano: dalla Repubblica Irachena 140mila. Repubblica Islamica 106mila. Kuwait 18mila. Bahrein 9mila. Amman 9mila. Yemen 27mila. Altre nazionalità 80mila. Da Sana’a è in arrivo una delegazione di alto livello. Segretario generale del Movimento del Jihad islamico, Ziad al-Nakhalah: “Tutte le forze della resistenza palestinese parteciperanno attivamente ai funerali dei padroni di Hezbollah”.

I libanesi bloccati in Iran rientrano via Baghdad: la Mahan Airlines ha trasportato i passeggeri libanesi all’aeroporto di Baghdad, da dove avrebbero dovuto tornare in Libano con i voli della Middle East Airlines (MEA).

Ieri si è tenuto un incontro tra il presidente della Repubblica Aoun e una delegazione del Congresso degli Stati Uniti, guidata dal senatore Darrell Issa, e alla presenza dell’ambasciatrice degli Stati Uniti in Libano, Lisa Johnson, dove il presidente ha nuovamente chiesto agli Stati Uniti di fare pressione su Israele per il ritiro delle truppe anche dai cinque punti dove sono rimasti. 

E ora una sguardo agli scenari militari aggiornato alle 16:00 del 21 febbraio.

L’IDF ha affermato di aver attaccato le strade di contrabbando tra Libano e Siria utilizzate da Hezbollah. Ma secondo le fonti locali libanesi, l’area attaccata è un’area a maggioranza sunnita che non è amica di Hezbollah e nemmeno dei troverebbe in la Siria stessa ma in Libano a Wadi Khalid. I veicoli Mahindra Armado recentemente messi in sicurezza ricevuti dal contingente indiano di mantenimento della pace in Libano sono stati avvistati nel sud del Libano vicino ad Al-Hebbarai.

In Israele nella notte sono esplosi tre autobus nella città di Bat Yam, a sud di Tel Aviv, nel centro di Israele, ma nessuno è rimasto ferito. Gli attentatori ripresi dalle telecamere di sorveglianza. Il capo del Ministero dei trasporti israeliano ha ordinato di fermare la circolazione di treni e autobus dopo la notizia di una serie di esplosioni nei trasporti pubblici. 

Secondo le fonti palestinesi: “Diversi autobus sono stati distrutti in Israele con degli IED piazzati da qualcuno di Tulkarem in Cisgiordania. Uno degli IED smantellati aveva scritto: Nasrallah – Hezbollah – Sinwar”. 

Il giornale Yedioth Ahronoth: lo Shin Bet arresta 3 israeliani sospettati di aver aiutato i terroristi che ieri hanno piazzato ordigni esplosivi sugli autobus. Un tribunale israeliano impone un ordine di silenzio di 3 settimane sulle indagini in corso sulla collocazione di ordigni esplosivi sugli autobus. Secondo Zirat Hadashot: “La prefettura di Tel Aviv ha emesso un ordine di riservatezza riguardo alle indagini sugli attentati agli autobus avvenuti la notte scorsa a Bat Yam e Holon, fino al 25.3”. Il comune di Ashkelon alza lo stato di allerta dopo gli eventi avvenuti nella città di Bat Yam.

Sparatoria da veicoli israeliani a est della città di Abasan Al Kabira, a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Una donna della famiglia Al-Ghouti è stata uccisa nella sua casa dietro la Torre Awad nel quartiere di El-Geneina da colpi di arma da fuoco provenienti da carri armati di stanza sulla linea Filadelfia, a sud di Rafah.

In Cisgiordania l’esercito israeliano ha affermato di aver arrestato 90 palestinesi della Cisgiordania settentrionale durante la scorsa settimana. Il portavoce dell’esercito israeliano: “Secondo la valutazione della situazione, è stato deciso di rafforzare l’area del Comando Centrale con tre battaglioni aggiuntivi. L’esercito israeliano continua a condurre una valutazione continua della situazione ed è pronto ad espandere le operazioni offensive. L’operazione per contrastare il terrorismo nel nord della Cisgiordania è in corso”.

I tre battaglioni da combattimento in Cisgiordania rafforzeranno la presenza delle forze sulle linee di contatto. Da Tulkarem Smotrich: “La nostra risposta deve essere un ritorno immediato alla lotta e alla repressione sistematica del terrorismo finché non sarà eliminato a Gaza e in Cisgiordania”. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz dal campo di Tulkarem, nel nord della Cisgiordania: il pericoloso tentativo di attacco di ieri non ci scoraggerà.

Il Comitato per i media nel campo di Tulkarem nell’aggiornamento quotidiano ha affermato: “L’aggressione israeliana continua a Tulkarm e al suo campo per il 26° giorno e al campo di Nour Shams per il 13° giorno. Il bilancio delle vittime è salito a 13. 10.500 cittadini sono stati sfollati da Tulkarem e l’85% della popolazione del campo è sfollata a causa dell’aggressione israeliana in corso”. “L’occupazione ha demolito 603 case e strutture palestinesi e ha interrotto tutti i servizi di base nel campo. Durante l’operazione militare, l’occupazione ha arrestato 147 cittadini e fatto irruzione in 237 case a Tulkarem e dintorni. Chiusi per 14 giorni il checkpoint di Jabara a sud di Tulkarem, isolando la città dai villaggi di Al-Kafriyat e dal resto della Cisgiordania”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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