#ISRAELHAMASWAR. Mille riservisti hanno firmato una lettera per il ritorno di tutti gli ostaggi detenuti a Gaza. Espansa l’Operazione Muro di Ferro nella Cisgiordania settentrionale fino alla fine dell’anno 

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Il 9 aprile diversi aerei cisterna Pegasus KC-135R e KC-46A dell’aeronautica militare statunitense sono decollati dalla base RAF Mildenhall verso il Medio Oriente, probabilmente per scortare aerei da combattimento e/o da attacco, mentre nella regione continua il rafforzamento militare contro l’Iran. Il direttore della CIA Ratcliffe, in visita in Israele, ha incontrato il primo ministro Netanyahu e il direttore del Mossad Barnea. Il 10 aprile, il quinto aereo da trasporto militare statunitense è atterrato a Diego Garcia negli ultimi due giorni. I primi due provenivano dalla base aerea di Hill, nello Utah, gli ultimi tre arrivavano dalla base aerea di al-Udeidse, Qatar.

Sembra che gli Stati Uniti abbiano iniziato a spostare tutto il materiale alla base aerea di Diego Garcia, inizialmente trasferito dalla base aerea di Osan, in Corea del Sud, alla base aerea di al-Udeid, in Qatar, alla fine del mese scorso, utilizzando i 18 aerei da trasporto C-17.

Secondo le fonti arabe, la NATO ha effettuato intensi voli di ricognizione e sorveglianza sia nell’Europa orientale contro la Russia, sia in Medio Oriente contro l’Iran e lo Yemen guidato dagli Houthi. Anche i bombardieri strategici B-52H hanno sorvolato le due regioni per simulare attacchi e dimostrazioni di forza e sono stati schierati presso la base aerea di al-Udeid, in Qatar per colpire l’Iran e lo Yemen. Gli Stati Uniti stanno aumentando il numero di voli di ricognizione su tutti i fronti.

Donald Trump, presidente degliStati Uniti ha detto che Israele interverrà militarmente contro l’Iran se si rifiuta di raggiungere un accordo. Gli Stati Uniti sono pronti a usare la forza militare contro l’Iran se necessario. Ricordiamo che al momento in Iran non è pervenuto nessun accordo da valutare. 

Il gruppo d’attacco francese guidato dalla portaerei a propulsione nucleare R91 Charles de Gaulle ha attraversato il Canale di Suez, concludendo il suo dispiegamento nell’Oceano Indiano. La missione Clemenceau 25 proseguirà nel Mediterraneo. Ciò significa che la probabilità, già estremamente bassa, che la Francia partecipi a future azioni offensive degli Stati Uniti nella regione è diventata praticamente nulla. Il presidente francese Emmanuel Macron: “la Francia potrebbe riconoscere uno Stato palestinese in una conferenza congiunta con l’Arabia Saudita a giugno. Dobbiamo procedere verso il riconoscimento di uno Stato palestinese e lo faremo nei prossimi mesi”.

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan: “Turchia e Israele stanno tenendo colloqui tecnici per prevenire incidenti militari in Siria. Non abbiamo intenzione di entrare in conflitto con alcun paese in Siria, compreso Israele”.

Un drone militare israeliano si è schiantato questa mattina in Libano a causa di un guasto tecnico, ha affermato l’IDF. L’esercito afferma che “non c’è preoccupazione per la fuga di informazioni” e che l’incidente è oggetto di ulteriori indagini.

Il ministro della Difesa Israel Katz durante una visita nella zona di Morag nella Striscia di Gaza: “Se Hamas continua a resistere e non rilascia presto gli ostaggi, le IDF scateneranno feroci battaglie in tutta la Striscia di Gaza finché gli ostaggi non saranno rilasciati e Hamas sarà sconfitto”. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha commentato le dichiarazioni del presidente francese Macron sul possibile riconoscimento di uno Stato palestinese: Il “riconoscimento unilaterale” dell’immaginario Stato palestinese da parte di qualsiasi Stato nella realtà a cui siamo tutti abituati non sarebbe altro che una ricompensa per il terrorismo e un rafforzamento di Hamas. Tali azioni non solo non avvicineranno la pace, la sicurezza e la stabilità alla nostra regione, ma, al contrario, le allontaneranno ulteriormente”.

Il capo dell’aeronautica militare israeliana, Tomer Bar, è pronto a congedare i mille riservisti che hanno firmato una lettera in cui chiedono il ritorno di tutti gli ostaggi israeliani detenuti a Gaza, anche a costo di porre fine alla guerra. Secondo Haaretz: “L’Aeronautica Militare minaccia di dismettere 970 uomini a meno che non ritirino una lettera che chiede la fine della guerra a Gaza perché serve interessi politici”.

La polizia israeliana ha ucciso il giovane e il padre di Abu Arar, colpiti da colpi d’arma da fuoco ad Aara, nel Negev, durante gli scontri di ieri sera. Il Ministro della Sicurezza Nazionale del governo di occupazione, Ben-Gvir, ha dichiarato il suo sostegno all’uccisione e ha minacciato di compiere altre azioni in futuro. 

Hezbollah in una nota ha fatto sapere “Neghiamo categoricamente tutte le accuse di contrabbando di armi attraverso il porto di Beirut”, Hassan Fadlallah, membro di Hezbollah del Parlamento libanese. Sempre dal Libano, Informazioni da Al Jadeed: “Il Presidente della Repubblica pianifica un dialogo bilaterale con Hezbollah in merito al monopolio statale sulle armi in tutto il Libano”.

Fonti del Presidente Berri ad Al Jadeed: “Il Libano attende il ritorno di Ortagus dopo che ha presentato la sua richiesta di ritiro di Israele e di attuazione della Risoluzione 1701”. Sulla questione delle armi: “Il Presidente del Parlamento concorda con il Presidente sul fatto che la questione venga affrontata nell’ambito di una strategia nazionale e di un tavolo di dialogo stabilito da Aoun”. Fonti del Presidente Berri ad Al Jadeed sulla “flessibilità di Hezbollah”: il partito non ha sparato un solo proiettile dal cessate il fuoco, nonostante gli attacchi contro di esso.

L’incontro di Ortagus con il comandante dell’esercito è stato negativo e lei se n’è andata a causa del suo disaccordo con Heikal sulla responsabilità dell’esercito di controllare le armi a nord del Litani. Sembra che gli Stati Uniti non vogliano cedere al Libano o il controllo delle armi a sud del Litani.

Ed ora uno sguardo gli scenari militari aggiornati alle ore 16:00 del 10 aprile. La coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita starebbe fornendo all’esercito statunitense una nuova banca dati di obiettivi e coordinate contro le posizioni di Ansarullah in Yemen. Mahdi al-Mashat, segretario particolare del capo di Ansarullah Abdul Malik al-Houthi, è stato ferito in un recente attacco aereo statunitense la conferma viene da Fares al-Hemyari, giornalista militare yemenita. Al-Mashat è anche Presidente del Consiglio Politico Supremo, di fatto capo dello Yemen controllato da Ansarullah. Questa segnerebbe la prima vittima Houthi di alto rango nell’attuale campagna statunitense contro il gruppo.

Ansarullah ha arrestato Abd al-Qader al-Shami, generale dell’intelligence Houthi, con l’accusa di “aver fornito informazioni al nemico”. Questo fa seguito alle notizie israeliane secondo cui Tel Aviv sarebbe stata indispettita dalle fughe di notizie del servizio di messaggistica statunitense Signal, poiché Israele aveva una “fonte sul campo che ci aiutava a individuare i bersagli”.

Ora, alcune indiscrezioni suggeriscono che un missile balistico a lungo raggio, precedentemente lanciato dagli Houthi dallo Yemen occidentale, abbia subito una sorta di malfunzionamento durante il lancio e si sia schiantato in una zona disabitata dell’Arabia Saudita. Gli Houthi abbattono un altro drone MQ-9 Reaper statunitense, il 19° dall’inizio della guerra.

Fonti statunitensi hanno confermato a Fox News che gli Houthi nello Yemen hanno abbattuto quattro droni MQ-9 da quando Trump è entrato in carica. Missile balistico di Ansarullah intercettato dalla Marina statunitense molto lontano da Israele.

In Libano, secondo alcune fonti, un attacco aereo israeliano ha colpito la città di Hawsh Tal Safiyeh, nella città di Baalbek, nel Libano orientale. E ancora un drone israeliano ha colpito con un missile le vicinanze della scuola pubblica nella città di Ramieh.

L’esercito libanese ha ispezionato il luogo di cui parlavano le IDF nella zona di Chwayfat… e non ha trovato nulla. Dopo aver scoperto il luogo che l’esercito nemico affermava essere un’officina di Hezbollah, le informazioni hanno confermato che il materiale lì presente sono tubature dell’acqua.

L’evacuazione di tre case nella città meridionale di Yater dopo che un cittadino ha ricevuto una chiamata dalle IDF. L’esercito libanese è stato informato dall’UNIFIL e si sta dirigendo nella zona. Un drone israeliano ha sparato contro un’abitazione a Yatar come avvertimento. Successivamente un elicottero israeliano ha attaccato un’abitazione a Yatar.

L’esercito libanese ha ricevuto una richiesta da UNIFIL di evacuare Aita al-Shaab a causa dell’intenzione israeliana di bombardare la città attacco arrivato successivamente contro un escavatore civile ad Aita al-Shaab che stava rimuovendo le macerie. Tre gli attacchi contro al città. 

Le forze di israeliane hanno bombardato una casa nel quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza. Il giudice Amjad Shurab, giudice del Tribunale dell’Inizio di Gaza, e sua figlia Jamana sono stati uccisi nell’attacco. L’esercito #israeliano, in una dichiarazione congiunta con lo Shin Bet, ha dichiarato: Il comandante delle Brigate Shuja’iyya sarebbe stato assassinato dalle Brigate Qassem in un attacco avvenuto ieri nell’area di Shuja’iyya.

Nella giornata del 10 di aprile si apprende da Canale i24news: “L’esercito estende l’Operazione Muro di Ferro nella Cisgiordania settentrionale fino alla fine dell’anno. L’estensione del “processo” iniziato circa 3 mesi fa nella Cisgiordania settentrionale è avvenuta su ordine dei vertici politici”.

Assalto al campo di Balata a est di Nablus. Distrutte diverse abitazioni e arrestate molte persone. Tra cui un giornalista. Comitato media di Tulkarm sull’aggressione israeliana: – “L’aggressione israeliana continua a Tulkarm e al suo campo per il 74° giorno e al campo di Nour Shams per il 61° giorno. – Le forze di Israele hanno fatto saltare in aria la casa del prigioniero Muhammad Goodat Qassem Shohor a Tulkarm. – La demolizione senza preavviso della casa di Ibrahim Mahmoud Daroubi nel villaggio di Shufa. – Intensi rinforzi militari a Tulkarem con l’installazione di barriere volanti in diverse aree. – L’evacuazione di un camion carico di maiali nella zona di Kitaba, che ha messo a repentaglio la sicurezza dei residenti. – Lo sfollamento di oltre 4.000 famiglie del campo”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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