
L’Ungheria non voterà a favore dell’estensione delle sanzioni contro soggetti russi e bielorussi alla prossima riunione del Consiglio Affari Esteri dell’UE, sostenendo che ostacolerebbe i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Peter Szijjarto alla televisione di stato durante la sua visita negli Stati Uniti, dove ha incontrato funzionari del governo statunitense per discutere di questioni economiche e di sicurezza nazionale, riporta BneintelliNews.
Szijjarto ha affermato che l’Ungheria era sotto un’enorme pressione per approvare le sanzioni prima della loro scadenza a metà marzo: ”È chiaro che i politici pro-guerra europei stanno correndo avanti e cercando di creare ostacoli al processo di pace, spingendo per decisioni rapide a Bruxelles che potrebbero indebolire il processo di pace”, ha detto, aggiungendo che è necessario più tempo per i colloqui tra Russia e Stati Uniti.
Szijjarto ha aggiunto che Budapest ha tempo fino al 10 marzo per determinare i suoi prossimi passi, a seconda degli sviluppi nei negoziati di pace.
Secondo l’agenzia di stampa statale ungherese MTI, il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Mike Waltz ha informato Szijjarto sui colloqui tra i rappresentanti statunitensi e russi a Riyadh. Szijjarto ha espresso il suo sostegno agli sforzi di Donald Trump per portare la pace in Ucraina. “Il governo ungherese pro-pace sosterrà pienamente gli sforzi di Trump e dell’amministrazione statunitense per stabilire un accordo il più rapidamente possibile”, ha affermato.
Dopo un incontro con il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, Szijjarto ha affermato che entrambe le parti erano allineate nella loro opposizione all’imposta minima globale sulle grandi aziende. Ha osservato che l’Ungheria aveva a lungo resistito all’introduzione di questa misura nonostante le pressioni dell’amministrazione Biden.
Verso la fine del 2022, l’Ungheria ha infine accettato l’imposta minima globale del 15% avviata dall’OCSE, che si applica alle aziende con un fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro anni precedenti. L’Ungheria si era inizialmente opposta alla tassa, citando potenziali perdite di posti di lavoro e impatti negativi sugli investimenti, data la sua aliquota fiscale aziendale del 9%, la più bassa nell’UE. I colloqui si sono anche concentrati sul ripristino del trattato per evitare la doppia imposizione, che era stato terminato sotto la precedente amministrazione.
Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il primo Ministro ungherese Viktor Orban ha sottolineato l’importanza di garantire un nuovo accordo con gli Stati Uniti per evitare la doppia imposizione. Ha anche accennato a un imminente importante accordo economico con gli Stati Uniti, che potrebbe generare miliardi di nuovi investimenti.
Rumors indicherebbero che la principale azienda ICT ungherese, 4iG, dovrebbe essere tra i primi beneficiari della nascente cooperazione economica tra Budapest e Washington. L’azienda ha effettuato diverse acquisizioni strategiche nel settore ICT ed è attivamente coinvolta in importanti progetti spaziali.
Szijjarto ha invitato i decisori politici europei a smetterla di “lamentarsi e nascondersi” e a presentare invece proposte concrete per riequilibrare le relazioni economiche e commerciali dell’Europa con Washington.
Ha sottolineato che le tariffe europee sulle auto americane sono del 10%, mentre le tariffe statunitensi sui veicoli europei sono solo del 2,5% e per raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso, l’Ungheria sta proponendo la riduzione delle tariffe sulle auto prodotte negli Stati Uniti.
Anna Lotti
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