#UKRAINERUSSIAWAR. Quattro anni di guerra. Marcia indietro USA su coinvolgimento UE in Ucraina. Stop ad aiuti. Mosca: “La NATO ha intensificato le minacce contro le infrastrutture portuali russe”. Russi verso Sumy: attacco zona del Dnepr lato Cherson

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Il governo statunitense fa marcia indietro, dopo una partenza tutta in positivo verso Mosca e ha aggiustato il tiro; ha chiamato i leader dei paesi europei. La mossa non nasce certo per le azioni del presidente francese Emmanuel Macron, ma perché le sanzioni alla Russia vanno tolte simultaneamente dall’Europa e Stati Uniti se si vuole andare incontro ai desiderata di Putin altrimenti non si riuscirà a riprendere le relazioni diplomatiche nel suo complesso tra Washington e Mosca.

“Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha tenuto una conversazione telefonica privata con i colleghi europei di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia, spiegando il significato di questi negoziati e l’assenza di rappresentanti dell’Ucraina o dell’Europa”, fonte New York Times. Secondo una sintesi della conversazione telefonica a disposizione del NYT, Marco Rubio ha sottolineato che i negoziati con la Russia non significano un netto allontanamento dalla politica americana, ma sono necessari per valutare quanto Mosca sia impegnata per una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina. Rubio ha spiegato che gli alleati degli Stati Uniti non sono stati invitati ai colloqui perché la conversazione era in gran parte incentrata sulle relazioni tra Mosca e Washington.

Macron comunque ha sottolineato: “Nel nostro incontro di lunedì ho detto a Trump che non può essere debole nei confronti di Putin. La debolezza nei confronti della Cina la renderà un avversario inaffidabile per la Cina e, di conseguenza, per la minaccia nucleare iraniana”. Macron forse dimentica che la Russia si avvia al quarto anno di sanzioni e guerra e non solo non è crollata ma ha un Pil al 4.1%, un’industria fiorente a partire dalla Difesa e grazie ai BRICS presto potrebbe fare a meno di Europa e Stati Uniti. 

L’Europa ha anche un problema interno da sostenere. I paesi che sono stanchi di punire Mosca perché a loro non conviene: l’Ungheria rifiuta di sostenere l’estensione delle sanzioni contro la Russia ha detto Szijjarto il ministro degli Esteri ungherese ha dichiarato che nella riunione del Consiglio UE del 24 febbraio non sosterrà l’estensione delle sanzioni, poiché, a suo avviso, ai negoziati russo-americani dovrebbe essere “dato tempo”. La Commissione europea potrebbe annunciare lunedì un nuovo pacchetto di aiuti per l’Ucraina, ha affermato il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius. “Spero che lunedì ci sia una buona ragione per un simile evento”, ha detto Kubilius riporta The Guardian. In precedenza Politico, citando fonti, ha scritto che le autorità dell’UE stanno lavorando al più grande pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina, del valore di almeno 6 miliardi di euro.

Il Parlamento bulgaro, nel frattempo, ha adottato una dichiarazione che limita la possibilità di inviare truppe in Ucraina. Secondo il documento, le forze armate bulgare non potranno partecipare alle ostilità al di fuori degli obblighi del Paese nei confronti della NATO e di altre organizzazioni internazionali. Anche la NATO ha cambiato atteggiamento nei confronti del conflitto russo – ucraino. Il segretario generale della NATO si è detto molto ottimista riguardo all’iniziativa di pace di Trump sull’Ucraina, e ha affermato che “l’adesione dell’Ucraina all’alleanza potrebbe essere discussa in futuro, ma non diventerà parte dell’accordo di pace”. 

In Ucraina nel frattempo è in moto la macchina elettorale. Inoltre la deputata ucraina Anna Skorokhod ha detto: “Ci aspettiamo un trattato di pace nel prossimo futuro e, successivamente, le elezioni presidenziali, parlamentari e locali”. Smentita la notizia dello stop alla vendita di armi a Kiev. Ma si sa che gli Stati Uniti non hanno “alcun interesse in un altro pacchetto di aiuti per l’Ucraina”, come ha detto il presidente della Camera degli Stati Uniti Mike Johnson. 

L’Ucraina nel frattempo ha trovato un nuovo protettore: la Turchia, dove Zelensky è volato invece di andare in Arabia Saudita: “Gli eserciti più potenti in Europa sono l’Ucraina e la Turchia. Questa è la realtà oggi, ed è per questo che le garanzie della Turchia sono di grande importanza”. Gli Stati Uniti e l’Ucraina stanno attualmente discutendo un accordo minerario “migliorato”, in cui anche l’Ucraina abbia dei vantaggi.

Anche Sergei Lavrov dal G20 ha parlato degli incontri di Riyadh: “Si è svolto un dialogo approfondito tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti sulla necessità di risolvere la crisi in Ucraina eliminandone le cause profonde”. “La Federazione Russa e gli Stati Uniti a Riad hanno concordato che le relazioni internazionali dovrebbero essere costruite sul riconoscimento degli interessi nazionali di ciascun Paese”, ha chiosato Lavrov.

Il Consiglio di sicurezza russi ha dichiarato che: “La NATO ha intensificato le minacce contro le infrastrutture portuali russe”. I paesi dell’Alleanza del Nord Atlantico considerano le operazioni di combattimento sui fondali marini come un nuovo ambiente di confronto insieme a terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Allo stesso tempo, si stanno sviluppando documenti dottrinali per condurre tali operazioni. Hanno inoltre sottolineato che la Russia, nel Distretto Militare Settentrionale, ha registrato un aumento delle minacce alla sicurezza militare in mare. A questo proposito, il Consiglio di Sicurezza ha raccomandato alle autorità competenti di rafforzare il monitoraggio delle attività dei paesi che possono rappresentare una minaccia per le infrastrutture sottomarine e portuali critiche.

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornata alle ore 15:30 del 21 febbraio

Le forze armate russe continuano ad attaccare Kiev con droni “geran”. Sono stati segnalati anche lanci di missili dalla Crimea ed esplosioni nella zona di Zatoka, nella regione di Odessa. È stato riferito che nella regione di Poltava “Geran” hanno colpito un deposito di petrolio nel villaggio Karlivka.

Durante la giornata, i sistemi di difesa aerea russa hanno distrutto diverse dozzine di droni delle forze armate ucraine sul territorio di Krasnodar, sul Mar d’Azov, sulla regione di Belgorod e sulla Crimea.

Fonti osint russe riportano che “a Kursk è diventata chiara la direzione della penetrazione delle forze armate russe nella regione di Sumy: le nostre vogliono avanzare a sud di Sverdlikovo verso Noven’ke e Basivka. Non è ancora possibile dire in modo affidabile i risultati di tali azioni. Nell’area stessa del distretto di Sverdlikovo, le nostre truppe continuano gli attacchi in direzione dell’insediamento situato a est. Lebedevka, e stanno portando avanti operazioni attive sulla sponda occidentale del fiume Psel, a nord dell’insediamento Guevo”. 

A nord di Časiv Jar le truppe russe, a seguito di pesanti combattimenti, hanno issato la bandiera a Hryhorivka.

In direzione di Kostyantynopil’, le truppe russe stanno avanzando verso l’insediamento Ulakly e Kostyantynopil.

L’offensiva continua verso nord-ovest da Velyka Novosilka. Le forze armate russe avanzano nella zona di Novosilka, fonti ucraine ammettono la perdita di gran parte del villaggio Novoocheretuvate.

Il fronte Zaporižžja è caratterizzato da un aumento dell’attività delle forze armate russe nell’avanzata verso Orichiv. Allo stesso tempo, le forze armate ucraine stanno contrattaccando nella zona di Pyatikhatki e vicino a Kamensky. Le forze armate ucraine hanno attaccato un’auto civile VAZ-2101 con un drone nella città di Pologi, un uomo è rimasto ferito, nell’auto c’erano anche una donna e un bambino, non sono rimasti feriti.

In direzione di Cherson, le forze armate russe si preparano a forzare il Dnepr, le date non sono state rese note. Le FA ucraine si aspettano l’attacco dal dicembre 2024. A Horlivka (DPR), tre donne sono rimaste ferite a seguito di colpi di artiglieria nemica.

Graziella Giangiulio

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