#ISRAELHAMASWAR. Houthi: ribadiscono di aver colpito la Eisenhower due volte. IDF terminerà le operazioni a Rafah a fine mese. Pronti per il Fronte Nord

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Nella mattinata del 6 giugno il Ministro degli Esteri spagnolo ha annunciato: “Ci uniremo al caso del Sud Africa contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja”.

Resta altissima la tensione al confine nord di Israele. Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che la situazione nel nord “non continuerà” dopo l’attacco di Hezbollah a Hurfeish. Ha anche aggiunto che è giunto il momento di agire per proteggere gli israeliani nel nord, e quando arriverà il momento, lo faranno anche se da soli, senza il sostegno di nessuno Hezbollah ha chiarito che l’attacco non è stato fato negli insediamenti drusi, ma in quelli israeliani che ritrovano a un chilometro e mezzo circa da Hurfeish a Elkush. 

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha detto al primo ministro Netanyahu di “iniziare una guerra con Hezbollah, sottometterlo e distruggerlo e spostare la barriera di sicurezza dalla Galilea al Libano meridionale”. La testata Haaretz ha scritto:Israele e il suo esercito non sono pronti per una vera guerra in Libano; questa guerra potrebbe portare a una distruzione diffusa in Galilea, nonché ad attacchi missilistici e di droni su Haifa e sul centro di Israele”.

In un editoriale su Haaretz si legge: “Non sono il capo di stato maggiore dell’esercito, ma un semplice ufficiale e giornalista in pensione, ma chiedo agli israeliani di non credere alle parole vuote del ministro della Difesa israeliano riguardo ai preparativi per la guerra in Libano, è come se vive dentro un film. Siamo arrivati ​​a un punto in cui dobbiamo prendere una decisione; Fermare la guerra nel Sud e nel Nord, portare a casa i prigionieri, evitare inutili perdite di soldati e salvare ciò che resta”.

A smentire le parole di Haaretz il capo del comando settentrionale dell’IDF, il generale Ori Gordin, parlando ad una cerimonia che celebra i 18 anni dalla seconda guerra del Libano, ha affermato: “Hezbollah ha subito duri colpi. Circa 420 terroristi e alti funzionari sono stati eliminati. Le infrastrutture terroristiche costruite negli anni sono state distrutte e vengono attaccate ogni giorno. Lo facciamo da otto mesi, con la consapevolezza che anche questa volta, come poi 18 anni fa, non abbiamo altra scelta che continuare a combattere, insieme, fino al completamento della missione”, afferma.

In merito all’accordo di pace tra Israele e Hamas secondo i media americani l’amministrazione Biden sta lavorando per esercitare forti pressioni su Hamas, ma ovviamente ha più chance di influenzare Netanyahu e vuole assicurarsi che non ceda alle richieste interne della coalizione di abbandonare l’accordo di cessate il fuoco e ostaggi.

Mentre dalla social sfera filo russa si apprende di un “messaggio” russo-siriano inviato a Israele: “Il 5 giugno sera l’esercito russo ha annunciato di aver avviato esercitazioni militari congiunte con l’esercito siriano per elaborare “aspetti pratici volti a garantire la protezione dell’integrità territoriale della Siria”. Le esercitazioni si svolgono “in aria, in più direzioni a terra e nel Mediterraneo”.

Sempre la social sfera filo russa fa sapere che nella città di Port Sudan, nel prossimo futuro dovrebbe essere costruito un porto militare russo sul Mar Rosso anche a questo è servito il tour in Africa del ministero per gli Esteri Sergej Lavrov. 

In materia militare i media israeliani scrivono: “Hezbollah ha pubblicato un video che mostra la distruzione di un bombardiere della difesa aerea, e questo è un incidente insolito e pericoloso. È chiaro che l’Iron Dome non ci è più utile nell’affrontare i missili di Hezbollah. Si stima che la distruzione delle piattaforme Iron Dome da parte di Hezbollah causerà perdite pesanti e insopportabili”.

Un portavoce militare Houthi afferma che hanno attaccato due navi civili nel Mar Rosso e un’altra nave nel Mar Arabico. Inoltre, questa settimana è stata pubblicata la documentazione sul lancio del missile Palestinese verso la città di Eilat. 

A parlare nella giornata del 6 di giugno il leader di Ansar Allah, Abdul-Malik Al-Houthi: “Le nostre operazioni questa settimana hanno preso di mira 8 navi legate e appartenenti agli americani, e altre hanno violato il divieto di ingresso nei porti di Israele”.

E ha proseguito: “Una delle operazioni più importanti e importanti di questa settimana è stata l’attacco alla portaerei statunitense Eisenhower per due volte nel Mar Rosso settentrionale nell’arco di 24 ore. La portaerei americana Eisenhower è stata presa di mira da 7 missili da crociera e 4 droni. Dopo essere stata presa di mira due volte, la portaerei “Eisenhower” si è ritirata verso il nord del Mar Rosso per paura di essere nuovamente presa di mira dalle nostre forze armate”.

Al Houthi spiega: “La Eisenhower si trovava a 400 km dal confine costiero yemenita durante l’attacco, per poi spostarsi a circa 880 km a nord-ovest di Jeddah. L’operazione di attacco alla portaerei Eisenhower ha avuto successo e il traffico aereo su di essa è stato interrotto per due giorni dopo l’attacco”. Dopo aver detto che le navi da guerra americane quando fuggono vuol dire che sono state colpite il numero uno di Ansar Allah ha dichiarato: “La portaerei americana Eisenhower resterà un obiettivo delle nostre forze armate ogni volta che se ne presenterà l’occasione. I fatti diventeranno chiari, non importa quanto gli americani cercheranno di negare le operazioni di attacco, e i prossimi attacchi saranno più efficaci”.

“Le nostre operazioni durante il mese di Dhu al-Qi’dah ammontano a 38 operazioni nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, nell’Oceano Indiano, fino al Mar Mediterraneo e verso il sud di Israele. Le operazioni di supporto durante il mese di Dhul-Qi’dah sono state effettuate con 91 missili balistici, cruise e droni”.

Oggi (ieri ndr) è il quinto mese dall’inizio dell’aggressione americana e britannica contro il nostro paese a sostegno del nemico israeliano. Durante questa settimana si sono verificati 17 raid navali e bombardamenti dell’aggressione americano-britannica contro il nostro paese, durante i quali 15 militari sono stati uccisi e 43 feriti. I bombardamenti aerei e navali americani e britannici sul nostro Paese sono arrivati ​​finora a 487, durante i quali 55 persone sono state uccise e altri 78 ferite.

Ed ora a preoccupare il coordinamento integrato tra forze armate yemenite e resistenza islamica in Iraq. In un comunicato congiunto si legge: “Le forze armate yemenite hanno effettuato due operazioni militari congiunte con la Resistenza Islamica Irachena, la prima ha preso di mira due navi che trasportavano attrezzature militari nel porto di Haifa. La seconda operazione ha preso di mira una nave che ha violato la decisione di vietare l’ingresso al porto di Haifa, in Israele”. Secondo i comunicati sarebbero stati usati droni. 

A chiusura di raccolta dati si apprende dai media yemeniti che un missile americano ha preso di mira con un missile la costa di Al-Lahiyah nel governatorato di Hodeidah.

Ed ora uno sguardo al fronte tra Israele e Hamas aggiornato alle ore 16:00 del 6 di giugno.

Fonti israeliane riferiscono che munizioni vaganti di Hezbollah hanno colpito una base dell’IDF a Hurfeish. Secondo alcuni rapporti, più di 10 persone sono rimaste ferite, di cui almeno tre gravemente ferite. L’IDF conferma l’attacco a Hurfeish, affermando che diversi “proiettili” sparati dal Libano hanno colpito la zona. L’IDF sta indagando sul motivo per cui le sirene non sono state suonate durante l’attacco. Le prime stime indicano che almeno un drone carico di esplosivo è caduto nella zona, ferendo 11 persone, di cui una in modo grave.

Israele ha reagito pesantemente all’attacco di Hezbollah e ha bombardato: Kuneen; Sidqeen; Odaiseh, la Valle del Jilo, Adhseet. L’attacco a Odaiseh ha preso di mira la torre delle telecomunicazioni di una società locale di telefonia mobile, Alfa.

Rinnovati scontri registrati anche in Cisgiordania nel campo di Jenin. Aerei israeliani hanno aperto il fuoco su giovani uomini in Mahyoub Street a Jenin. LaBrigata Jenin e le Saraya Al-Quds riferiscono di forti scontri con le forze israeliane nelle vicinanze del campo di Jenin. Secondo la mezza luna rossa sarebbero rimaste ferite 5 persone sono. Nel pomeriggio scontri nella zona di Jabriyat, si registrano morti e feriti da entrambe le parti. 

I coloni hanno dato fuoco a centinaia di dunam coltivati ​​ad ulivi e raccolti di grano nella città di Beit Dajan, a est di Nablus. L’esercito israeliano ha continuato a demolire l’ingresso della città di Qalqilya fin dal mattino del 6 giugno. 

Le al-Qassam sono impegnate in scontri con le forze israeliane che penetrano a est della città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza: presi di mira due carri armati “Merkvah” con due proiettili “Al-Yassin 105” a est della città di Deir al-Balah. Bombardamenti di artiglieria si registrano nelle vicinanze del Parco Bureij, pieno di tende per sfollati nel centro della Striscia di Gaza. Due morti da colpi di artiglieria a campo di Al-Maghazi. 

A Gaza sud l’IDF stima che l’operazione a Rafah si concluderà entro la fine del mese. Nella giornata del 6 giugno si è registrata una infiltrazione della resistenza islamica dietro le linee a est di Rafah verso il valico di Kerem Shalom. Secondo fonti Israeliane: “La missione era di scontrarsi all’interno di una delle basi israeliane a Gaza, ma si sono scontrati con un gruppo di soldati Israeliani all’interno della zona”. Le Qassam riportano di una imboscata in un tunnel ai danni delle forze israeliane con una trappola esplosiva vicino a Tal Zorob, a ovest della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

Le sirene suonano a Yatid e Haulit, nel sud della Striscia di Gaza, dove è avvenuta l’infiltrazione delle Qassam. Secondo la radio Israeliana l’infiltrazione nella Striscia di Gaza è iniziata alle quattro del mattino tra Kerem Shalom e Hawalliyet, e una forza di soldati beduini è stata inviata in quella zona e impegnata in uno scontro con i combattenti palestinesi.

Le IDF in un comunicato hanno fatto sapere che: “Le truppe dell’IDF continuano le operazioni mirate basate sull’intelligence nell’area di Rafah. Le truppe hanno individuato diversi pozzi di tunnel terroristici nella zona e continuano a operare per smantellarli. Durante un raid mirato contro una struttura militare nella zona, le truppe hanno rinvenuto grandi quantità di armi, tra cui armi da fuoco, granate, esplosivi, giubbotti e ulteriore equipaggiamento militare”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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