#ISRAELHAMASWAR. Fallita la liberazione di prigionieri statunitensi e russi da Gaza. Carri armati IDF nella notte a Gaza. Hamas ringrazia Cina, Russia e EAU per l’appoggio

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Il segretario generale dell’ONU Guterres ha ritrattato le sue parole di ieri su Hamas: «Sono scioccato dall’errata interpretazione delle mie parole di ieri al Consiglio di sicurezza dell’ONU, come se stessi giustificando massicci attacchi terroristici . Questo non è vero. Al contrario, ho detto chiaramente che condanno le azioni avvenute il 7 ottobre, condanno gli atti terroristici di Hamas in Israele. Niente può giustificare l’uccisione, il rapimento o il lancio di missili contro obiettivi civili».

La risposta dell’ambasciatore israeliano all’ONU Erdan alle scuse del segretario generale dell’ONU António Guterres: «È una vergogna per l’ONU che il Segretario Generale non si ritiri e non possa scusarsi anche per le sue parole chiare di ieri: deve dimettersi. Un Segretario Generale che non capisce che l’uccisione di innocenti non ha alcuna giustificazione e nessun “retroscena” non può essere un Segretario Generale qualsiasi».

Il rappresentante di Israele presso le Nazioni Unite ha aggiunto: «Questo è il tipo di pietre che lanciano contro le auto e gli autobus israeliani. Vengono lanciati contro uomini e donne israeliani, contro neonati e bambini israeliani ogni singolo giorno. Solo nel 2021, gli israeliani hanno subito 1.775 attacchi missilistici da parte di terroristi palestinesi. Ma questo non significa niente. Signori del Consiglio, considerereste un atto di terrorismo se una pietra del genere venisse lanciata contro la vostra macchina mentre guidavate con i vostri figli. È stato questo attacco a causare la morte del bambino Adelbit di quattro anni e di altri. Cosa fareste, illustri delegati?»

Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Russia, Cina e Emirati Arabi Uniti hanno posto il veto sul progetto di risoluzione degli Stati Uniti sul Medio Oriente. Anche l’opzione russo-cinese non è stata accettata: quattro paesi hanno votato a favore, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno votato contro, e i restanti nove membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU si sono astenuti.

Secondo l’ambasciatore di Israele in Russia: L’operazione di terra nella Striscia di Gaza inizierà inaspettatamente.

Durante il processo di cessate il fuoco, Israele ha continuato l’occupazione e la costruzione di colonie in Palestina, ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Sima Sami Bacchus. Secondo lei, la punizione da parte di Israele dell’intera popolazione civile palestinese per le azioni di Hamas non costituisce un diritto all’autodifesa.

L’ex segretario generale della NATO Javier Solana (dal 1995 al 1999) ritiene che il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu sia un cattivo governante. “Stiamo attraversando un momento difficile”, ha osservato l’ex segretario generale in un’intervista al quotidiano spagnolo La Vanguardia, «La nostra principale preoccupazione era la guerra in Ucraina, e ora è divampata di nuovo in Medio Oriente». «E questo non è solo il ritorno delle tensioni tra Israele e Hamas a Gaza, ma anche i disordini che iniziano a sorgere nella regione», ha sottolineato. Secondo Solana, il peggioramento della situazione è legato, tra le altre cose, ai cambiamenti nei prezzi del petrolio. «Netanyahu è un cattivo governante e ha stretto un’alleanza con i peggiori di Israele, con coloro che hanno i valori meno democratici», afferma l’ex segretario generale della NATO.

Il nuovo presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Mike Johnson appena eletto ha dichiarato: «Il primo disegno di legge che presenterò sarà a sostegno del nostro caro amico Israele». Lo scorso anno Johnson ha donato 25.000 euro a enti israeliani.

C’è stata una spaccatura nella leadership dell’UE a causa della situazione intorno a Israele fonte Bloomberg. Secondo l’agenzia, Ursula von der Leyen si è opposta al Consiglio europeo, dichiarando il pieno sostegno a Israele da parte dell’UE. Anche se in precedenza il suo presidente Charles Michel, insieme al capo della diplomazia europea Josep Borrell, avevano invitato Israele a rispettare i principi del diritto internazionale.

Secondo gli interlocutori dell’UE, la “vergognosa divisione” all’interno della leadership dell’Unione sta ostacolando l’efficacia del blocco in un momento in cui “è necessario presentare un fronte unito su una lista sempre più ampia di questioni”.

Il ministro britannico per l’immigrazione Robert Jenrick: «Non crediamo che Israele abbia violato il diritto internazionale nelle ultime due settimane, ma piuttosto si stia difendendo». Le autorità britanniche intendono cominciare a revocare i visti alle persone che manifestano antisemitismo nel Paese, ha dichiarato sempre il viceministro degli Interni Robert Jenrick.

Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa ha detto riguardo ai tentativi di sfruttare i sentimenti religiosi nel contesto di ciò che sta accadendo in Medio Oriente, l’obiettivo è aumentare l’instabilità nel mondo, il presidente ha detto di seguire con trepidazione gli avvenimenti “in Terra Santa” nella zona del conflitto israelo-palestinese. L’armonia interetnica e interreligiosa è la base dello stato russo, un’altra posizione ha un orientamento anti-russo ha chiosato Putin durante l’incontro dei leader religiosi della Federazione Russa. Il Patriarca Kirill presente all’incontro ha dichiarato: «La stabilità in Terra Santa dipende dalla posizione di mantenimento della pace della Russia».

Di diverso parere rispetto al Regno Unito la Turchia: il presidente Reyepp Erdogan ha detto: «Hamas non è un’organizzazione terroristica, ma un’organizzazione di liberazione che lotta per difendere la propria terra. Israele, l’Occidente gli deve molto, la Turchia non gli deve nulla».

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato: «Nella situazione attuale, andremo verso una guerra ancora più grande o verso una pace ancora più grande. Alcune persone aggiungono benzina a questo fuoco. Anche coloro che sostengono Israele con il pretesto della solidarietà partecipano a questo crimine. Se non riusciamo a prevenire la situazione attuale, il mondo intero si troverà in una situazione peggiore. Israele continua a ignorare le condanne e a fare quello che vuole da anni. Adesso è il momento di fare passi concreti. Una pace duratura nella nostra regione sarà impossibile a meno che la questione palestinese non venga portata ad una giusta soluzione. L’unico modo per trovare una soluzione è la creazione di uno Stato di Palestina indipendente e sovrano, basato sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale. Tutti devono assumersi la responsabilità e compiere passi concreti in questa materia. Ecco perché abbiamo inserito questo meccanismo all’ordine del giorno come proposta specifica. Riteniamo che i paesi musulmani della regione, compresa la Turchia, svolgano un ruolo decisivo in questo meccanismo. Questo meccanismo, che sarà creato tenendo conto della responsabilità regionale, dovrebbe monitorare se Israele e Palestina adempiono ai loro obblighi e, se necessario, costringere le parti a farlo».

La Turchia ha sospeso insieme ad Israele i lavori in corso di trivellazione e costruzione di un gasdotto nel Mediterraneo il progetto doveva vedere la luce in 4-5 anni. Sospesi tutti gli accordi nel settore energetico ed economici in generale.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha avvertito gli Stati Uniti di una risposta inimmaginabile se i loro obiettivi fossero attaccati. Se gli Stati Uniti colpissero l’Iran e le sue infrastrutture associate, la risposta sarebbe “oltre ogni immaginazione”. Lo ha detto ai giornalisti il ​​vice ministro degli Esteri iraniano Mohammad Hassan Sheikh Ol-Islami a margine di una conferenza ad alto livello sulla sicurezza eurasiatica a Minsk, fonte Vedomosti. Il Comandante della Guardia rivoluzionaria iraniana ha dichiarato: «Se l’esercito di Israele lanciasse un attacco di terra a Gaza, verrà sepolto lì».

Gli ambasciatori arabi riunitisi in Libano si sono detti solidali con il popolo palestinese contro l’aggressione israeliana. E a proposito di Libano, il 25 ottobre il corrispondente di Al-Manar riportava la notizia di un fumogeno sparato da Israele caduto sul muro del quartier generale dell’UNIFIL a Ras Naqoura.

Il ministro delle Finanze del Bahrein ha sottolineato la necessità di evitare che la guerra tra Israele e Hamas interferisca con la cooperazione economica regionale nel quadro degli Accordi di Abramo, ha riferito Al Jazeera. Il ministro degli Esteri saudita ha parlato anche della guerra e degli sforzi per firmare un accordo di pace. «Al momento stiamo aspettando un cessate il fuoco, dopo il quale bisognerà riprendere il processo di pace – ha detto a un giornalista del canale televisivo britannico Sky News – Ciò dovrebbe essere possibile se non siamo preparati a superare gli ostacoli e la storia, non ci sarà mai una possibilità di pace, gli arabi hanno dimostrato di essere seri e pronti, speriamo che ciò avvenga presto».

Il Qatar sta lavorando a un accordo per liberare altri 50 ostaggi nella Striscia di Gaza è la terza volta che prova una mediazione tra Hamas e Israele.

La rete ebraica ha riferito della proposta dell’Egitto riguardante l’insediamento degli abitanti di Gaza. Si parla della necessità di rivedere alcune clausole dell’accordo di Camp David e di creare una fascia di confine lungo la striscia di Gaza, profonda dai quattro ai cinque chilometri. L’Egitto vuole espandere il suo ruolo; un ruolo che per il momento è limitato agli aiuti umanitari per i residenti della Striscia di Gaza. Funzionari egiziani hanno proposto di allestire campi nella città palestinese di Rafah a una distanza di tre chilometri all’interno del territorio palestinese, sotto la supervisione dell’Egitto.

L’Assemblea nazionale libica di Tobruk ha chiesto alla Libia e ad altri Paesi islamici di imporre un embargo petrolifero contro l’Occidente. E ancora ha chiesto agli ambasciatori dei paesi che sostengono Israele di lasciare la Libia.

Nel frattempo oltre ai costi di vite umani irreparabili, i costi per la guerra levitano, secondo i media ebraici: Israele perde nella guerra 246 milioni di dollari al giorno. I media ebraici hanno riferito il 25 ottobre che l’attuale guerra del governo israeliano contro la Striscia di Gaza durerà almeno tre mesi e il suo obiettivo è “distruggere le capacità militari e governative di Hamas”. Dal 1946 al 2023 Israele ha ricevuto 159 miliardi di dollari in aiuti dagli Stati Uniti, di cui 124,3 miliardi di dollari in aiuti militari.

Almeno sette agenti dei servizi segreti esteri russi sono scomparsi nella Striscia di Gaza dopo lo scoppio delle ostilità. Lo riferiscono i media israeliani citando fonti dei servizi segreti. Le risorse russe sono a Gaza da almeno due mesi e non sono in contatto con i loro agenti da due settimane. E sembra essere fallita anche la prima esfiltrazione da parte statunitense il 23 ottobre. Il Colonnello americano in pensione, ex consigliere del Pentagono Douglas McGregor ha dichiarato in tv: «Le forze speciali americane hanno tentato di entrare a Gaza per effettuare un’operazione per liberare gli ostaggi, ma hanno subito pesanti perdite e si sono ritirate». «Nella Striscia di Gaza, un distaccamento di forze speciali americane e israeliane è stato attaccato e distrutto. Sono state dispiegate forze speciali per condurre ricognizioni e valutare la possibilità di liberare gli ostaggi».

L’America cerca di dissuadere Israele dall’attaccare Gaza, sempre secondo la CNN: le autorità americane stanno cercando di dissuadere Israele dal effettuare un attacco di terra sulla Striscia di Gaza. Preoccupati per il pericolo dei prigionieri e dei civili e per la diffusione del conflitto, i funzionari americani hanno suggerito all’esercito israeliano di non attaccare Gaza via terra.

Sembra che Israele abbia accettato di ritardare l’invasione di Gaza in modo che gli Stati Uniti possano affrettare le difese missilistiche nella regione. «Israele ha accettato, per ora, la richiesta degli Stati Uniti di mettere in atto le proprie difese aeree per proteggere le truppe americane nella regione prima di una prevista incursione di terra a Gaza, hanno detto funzionari statunitensi e israeliani. Il Pentagono si sta affrettando a schierare quasi una dozzina di sistemi di difesa aerea nella regione, anche per le truppe statunitensi in servizio in Iraq, Siria, Kuwait, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, per proteggerle da missili e razzi».

La Marina francese ha annunciato che la nave d’assalto anfibio di classe Mistral FS Tonnerre (L-9014) si sta dirigendo verso il Mediterraneo orientale per unirsi alle forze navali della NATO, compreso il gruppo d’attacco della portaerei comandato dalla USS Gerald Ford (CVN-78), di fronte alla costa di Israele. Una nave di classe Mistral può ospitare contemporaneamente: 16 elicotteri multiruolo classe NHI NH90 o elicotteri d’attacco classe Eurocopter Tiger; 4 chiatte da sbarco; fino a 60 veicoli corazzati, fino a 70 camion, fino a 13 carri armati principali del tipo Leclerc e 450 soldati (in breve fino a 900 persone).

Il capo del partito politico Forze libanesi, Samir Geagea, chiede al governo libanese di costringere tutti i militanti a sud del fiume Litani a ritirarsi e a consegnare le armi.

Di diverso parere Hezbollah: in una lettera scritta, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, chiede ai media di definire i combattenti di Hezbollah che stanno morendo al confine libanese come “martiri sulla strada per Gerusalemme”, per essere in sintonia con la verità di questa battaglia e per evidenziare la sacrifici in corso. Quindi invia le condoglianze alle famiglie e chiede a Dio di fornire loro pazienza, grande onore e posizione nella vita e nell’aldilà. Nasrallah ha ricevuto il segretario generale del movimento palestinese della Jihad islamica Ziad Al-Nakhaleh e il vice capo dell’ufficio politico di Hamas Saleh Al-Arouri, per discutere degli ultimi sviluppi a Gaza. Hanno valutato le posizioni prese a livello regionale e internazionale, cosa devono fare le fazioni dell’asse della resistenza per ottenere la vittoria e hanno concordato di continuare il loro coordinamento.

Un alto funzionario di Hamas ha detto che il capo del Politburo Ismail Haniyeh ha incontrato il ministro degli Esteri turco per discutere della guerra nella Striscia di Gaza.

Tutte le basi missilistiche e droni sotterranee dell’IRGC lungo le coste del Golfo Persico e del Mar di Oman sono state trasferite in una posizione offensiva in risposta all’espansione della presenza militare statunitense nella regione e allo spiegamento di THAAD e sistemi Patriot. Anche le unità missilistiche occidentali sono in massima allerta.

Dai media degli yemeniti Houthi si apprende che alle unità missilistiche e droni di Ansarullah è stato ordinato di stare in allerta. Questa preparazione ampia e senza precedenti non corrisponde a una fase aggressiva e preventiva, ma è piuttosto guidata dalla percezione della minaccia derivante dai movimenti militari statunitensi nella regione e dai mutevoli calcoli di Washington, fanno sapere in una nota da Ansarullah.

Nel frattempo a Gaza manca acqua ed elettricità e il portavoce dell’IDF, contrammiraglio, Daniel Hagari ha spiegato in una nota stampa: «Il carburante non entrerà nella Striscia di Gaza. Hamas ne ha bisogno per la sua infrastruttura operativa». Hamas ha annunciato anche il collasso del sistema sanitario di Gaza. UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente) cesserà il 26 ottobre le operazioni a Gaza se Israele non consentirà la consegna di carburante alla Striscia, fonte ufficio del Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres.

Il giornale israeliano Yedioth Ahronoth ha riferito che vi sarebbero richieste all’interno di Israele per le dimissioni di Netanyahu. Tre ministri israeliani minacciano di dimettersi per il rifiuto di Netanyahu di dichiararsi colpevole degli eventi del 7 ottobre. Ritengono Netanyahu responsabile di non aver protetto le città che circondano la Striscia di Gaza. Netanyahu ha affermato che Israele ha “ucciso migliaia di terroristi” e si sta preparando a entrare nella Striscia di Gaza. Allo stesso tempo, il primo ministro israeliano ha rifiutato di rivelare i tempi, le caratteristiche e la portata dell’operazione di terra. L’esercito israeliano ha affermato che Hamas sta impedendo l’evacuazione dei civili di Gaza.

I consiglieri americani hanno indicato all’esercito israeliano di limitarsi ai raid delle forze speciali con intenso supporto aereo invece di un’invasione completa della Striscia di Gaza, che porterebbe a pesanti perdite. Il Pentagono ha invitato l’esercito israeliano a studiare l’esperienza dell’esercito americano a Mosul contro l’ISIS in Iraq.

Axios scrive che: Biden vuole che l’attacco israeliano sia più vicino a quanto accaduto a Mosul nel 2016, non a Fallujah nel 2004. Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre le forze israeliane, compresi i carri armati, sono entrate a Gaza per condurre un “raid mirato” in preparazione di un’operazione di terra, ha detto l’IDF.

Hamas afferma che Israele sarà sconfitto se lancerà un’operazione di terra nella Striscia di Gaza: «Se il nemico avanza via terra, questa sarà una nuova e gloriosa pagina per il nostro popolo, sarà una sconfitta degli occupanti senza precedenti nella storia del conflitto», il canale televisivo Al-Arabiya cita le parole del vice capo della il politburo di Hamas, Saleh al-Arouri. Egli ha sottolineato che Hamas e il movimento sciita libanese Hezbollah sono in costante contatto. Hezbollah secondo quando dicono i media israeliani ha attualmente decine di migliaia di missili e almeno 30.000 missili a lungo raggio che coprono l’area di Gush Dan e il suo sud. È dotato di testate del peso di mezza tonnellata.

Anche i media israeliani sono perplessi in merito all’operazione di terra: il Giornale ebraico Israel Today ha scritto: anche se l’esercito “israeliano” entrasse a Gaza via terra, non vi è alcuna garanzia che il giorno dopo non ci saranno Hamas e la Jihad islamica. Il Giornale ebraico Maariv: sottolinea come l’inferno sotterraneo è la sfida più grande per l’esercito “israeliano”, sono i tunnel di Hamas che preoccupano di più.

Ed ora uno sguardo alla zona del conflitto israelo-palestinese aggiornato alle 14:00 del 26 ottobre.

Durante la notte, l’IDF ha condotto un raid mirato utilizzando carri armati nel nord della Striscia di Gaza, come parte dei preparativi per le prossime fasi del combattimento. L’attività era comandata dalla Brigata Givati. Durante l’attività, i soldati hanno localizzato e colpito numerosi elementi legati ad Hamas, infrastrutture terroristiche e postazioni di lancio di missili anticarro, e hanno operato per preparare il campo di battaglia. I soldati sono usciti dall’area al termine dell’attività. L’IDF ha anche annunciato che gli aerei da combattimento dell’IDF hanno colpito oltre 250 obiettivi terroristici di Hamas nella Striscia di Gaza, comprese infrastrutture terroristiche, centri di comando operativo, pozzi di tunnel e lanciarazzi posizionati nel cuore di aree civili che hanno sparato contro il territorio israeliano durante la guerra.

Direzioni nord e est. Unità del genio e corazzate israeliane sono entrate la notte scorsa nel nord della Striscia di Gaza. Rappresentanti dell’IDF hanno riferito di aver sviluppato il territorio e distrutto le infrastrutture dei militanti in preparazione dell’operazione di terra. Dopo aver completato il loro compito, i soldati IDF hanno lasciato l’enclave. I militanti hanno attaccato le aree popolate vicino alla Striscia di Gaza: Ashdod, Beeri e Kisufim. Le forze di sicurezza hanno perquisito Sderot alla ricerca di complici dei militanti.

Confine con il Libano. Le truppe israeliane continuano a colpire nel nord del Libano meridionale. Gli obiettivi erano Alma al-Shaab, Naqura, Blida e Al-Adisa. Funzionari di Hezbollah hanno riferito che 44 combattenti sono stati uccisi durante il conflitto.

Striscia di Gaza. Sono in corso i raid aerei sull’enclave. Le aree residenziali di Gaza, Khan Yunis, Deir al-Balah e Rafah sono state nuovamente colpite. Questa mattina altri 12 camion carichi di aiuti umanitari sono entrati nell’enclave attraverso il checkpoint di Rafah. Tuttavia, l’importo degli aiuti non riesce a coprire sufficientemente i bisogni dei palestinesi e non c’è ancora carburante nel carico.

Cisgiordania. A Hebron sono stati arrestati la deputata palestinese Samira Halaika, il rettore di un’università locale e diversi giornalisti. A Gerusalemme Est, è stato arrestato il proprietario di uno dei grandi canali Telegram locali, Iyad Abu Damos, che pubblicava contenuti “infiammatori” contro Israele. Gli scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane continuano nella regione, ma la loro intensità è diminuita.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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