#ISRAELHAMASWAR. Arresti in Cisgiordania. Trattative per lo scambio di tutti i prigionieri, in vista un prolungamento della tregua

39

Il 25 di novembre con diversi colpi di scena che hanno visto arrivare in Israele aereo del Qatar per portare a termine le trattative con Hamas, incagliatesi per via degli aiuti umanitari a Gaza, i prigionieri sono Stati rilasciati. Il ministero per gli Esteri qatarino ha dichiarato: «Dopo un ritardo nell’attuazione del rilascio dei prigionieri da entrambe le parti, gli ostacoli sono stati superati attraverso le comunicazioni qatariote-egiziane con entrambe le parti, e 39 prigionieri palestinesi saranno rilasciati stasera in cambio del rilascio di 13 detenuti israeliani da Gaza oltre a 7 stranieri fuori dal quadro dell’accordo». Rilasciati al valico di Rafah. Il 26 di novembre è arrivato il ministro aggiunto del Qatar per la cooperazione internazionale con una delegazione del Qatar nella Striscia di Gaza.

Al 27 di novembre si sono registrati tre diversi momenti per il rilascio dei prigionieri di cui uno non trascurabile avvenuto proprio nella Striscia di Gaza zona nord, dove Israele per voce di Gallant aveva detto di avere il controllo mentre Hamas proprio da qui ha rilasciato il secondo gruppo di prigionieri, come da accordi con Israele. Tra questi Hamas ha sottolineato di averne rilasciato anche uno russo come da accordi con Putin. 

Giornale Yedioth Ahronoth: «Le stime indicano che la maggior parte dei prigionieri israeliani rilasciati il 26 novembre erano detenuti nel nord della Striscia di Gaza».

Nella prima giornata 39 prigionieri palestinesi sono stati rilasciati per 13 prigionieri israeliani e 7 stranieri. Altri 39 rilasciati al secondo turno e ancora 39 rilasciati al terzo turno. In cambio sempre di 13 Israeliani ogni volta. Numerosi scontri si sono avuti fin dal 25 novembre tra forze di polizia israeliane e familiari de palestinesi in vista del rilascio. Il 26 novembre la Mezzaluna Rossa, riferiva di 21 feriti davanti al carcere “Ofer”, a ovest di Ramallah, di cui 7 causati da proiettili, 4 feriti da proiettili di gomma e 10 feriti da gas lacrimogeni. E mentre la macchina dello scambio dei prigionieri era in attività con tutte le sue complessità, Israele è andata in Cisgiordania a caccia degli esecutori materiali degli attacchi di Hamas contro gli israeliani: al campo di Jenin ha effettuato degli arresti, sono morti anche cinque palestinesi e 15 feriti. Nella mattina del 26 Israele fa sapere «di aver arrestato l’autore dell’operazione Hawara dello scorso agosto, che ha portato all’uccisione di coloni». 

Sempre fonti israeliane fanno sapere che il ministro delle Finanze del governo, Smotrich, ha deciso di aumentare l’importo di 200 milioni di shekel nel bilancio per espandere gli insediamenti nella Cisgiordania, e di 35 milioni di shekel per istituire scuole preparatorie per il servizio militare negli insediamenti, a caso avamposti degli insediamenti e altri fondi per impedire la costruzione palestinese nell’Area C e incoraggiare i coloni a immigrare. A Lod, Ramla e Acre.

La stessa identica modalità si vedrà nelle giornate del 26 e 27 in diverse aree di Hebron: Qurna nella città di Surif, campo di Arroub, a nord di Hebron; città di Bani Naim; e ancora a Nablus nella città di Aqraba a sud-est di Nablus; Hussam al-Nabulsi tra il nuovo e il vecchio campo di Askar; centro del vecchio campo Askar. E a Ramallah campo di Jalazoun, città di Beitunia a ovest di Ramallah, massiccia campagna di arresti nel villaggio di Kafr Ni’ma, a ovest di Ramallah e del Governatorato di Al-Bireh, a Budrus, a nord-ovest di Ramallah. Attaccato da Israele campo di Aqabat Jabr a Gerico. In totale sarebbero stati arrestati 52 palestinesi. 

Il sindaco di Gaza Yahya al-Sarraj ha detto ad Al Jazeera il 26 di novembre: «La sofferenza è ancora grave in tutto il settore e non abbiamo ricevuto quantità sufficienti di carburante. Chiediamo la consegna di carburante alla Striscia di Gaza oggi, non domani, e Israele sta ostacolando il processo di consegna. Dobbiamo aprire le strade e questo richiede la disponibilità di carburante. Un piccolo numero di camion umanitari è arrivato nel nord di Gaza. Ci aspettiamo che oggi nel nord di Gaza arrivino 200 camion (26 novembre ndr). Circa 700mila persone a Gaza City e nel nord della Striscia di Gaza necessitano di servizi. Chiediamo la fornitura di cibo, acqua, carburante ed elettricità alla Striscia di Gaza. Abbiamo bisogno di carburante per far funzionare i pozzi e di cibo per Gaza City e la Striscia settentrionale. Mettiamo in guardia contro la diffusione di epidemie e malattie. Alcuni cittadini che cercano di raggiungere le loro case a Tal al-Hawa sono esposti a colpi di arma da fuoco. Israele impedisce alle persone di tornare alle proprie case e di ispezionarle». 

Il 26 novembre sono entrati a Gaza 100 mezzi carichi di aiuti umanitari. 

La questione Israelo-Palestinese nel fine settimana anche alla Casa Bianca ha visto scontrarsi i pro e i contrari. Secondo il Washington Post 20 dipendenti della Casa Bianca hanno chiesto di incontrare i consulenti senior di Biden per discutere di Gaza. L’impatto della guerra di Israele a Gaza sulla Casa Bianca è maggiore di qualsiasi altra questione durante la presidenza di Biden. La guerra a Gaza ha danneggiato la posizione degli Stati Uniti a livello globale.

Sempre secondo il Washington Post: “Netanyahu ha a cuore le considerazioni politiche e abbiamo bisogno di qualcuno che prenda le decisioni corrette. I funzionari americani ritengono che Samotrich e Ben Gvir abbiano un’influenza preoccupante sul governo Netanyahu. Nelle ultime settimane Biden ha adottato un approccio più duro nei confronti di Israele, sia segretamente che pubblicamente”. “Biden ha fortemente criticato Netanyahu per quanto riguarda le vittime civili e la violenza dei coloni in Cisgiordania. Siamo preoccupati perché il prolungato conflitto a Gaza aumenta la pressione politica e diplomatica su Biden. Temiamo che Israele non mostrerà moderazione quando trasferirà le sue operazioni nel sud della Striscia di Gaza”.

Il Wall Street Journal invece parla del prolungamento della tregua: “I negoziatori sperano di prolungare la tregua a Gaza per 4 giorni con il rilascio di altri 40-50 ostaggi”. E mentre i telegiornali americani davano la notizia che Biden e Netanyahu hanno discusso della fine dei combattimenti e dell’aumento degli aiuti umanitari aggiuntivi a Gaza, il 27 novembre John Kirby alla CNN: “Ci auguriamo che Hamas accetti di prolungare la tregua in modo da poter estrarre più prigionieri”

Il prolungamento di altri quattro giorni per la tregua a Gaza è stato discusso ampiamente anche sulle chat della resistenza Islamica e del Jihad Islamico. Il 26 di novembre il leader del del Jihad islamico, Daoud Shehab, ha dichiarato ad Al Jazeera: “L’estensione della tregua umanitaria a Gaza è soggetta alla valutazione da parte della resistenza palestinese, e tutti i passi compiuti dalla resistenza sono soggetti a valutazione, studio e coordinamento. Siamo impegnati più di ogni altra cosa negli interessi del popolo palestinese e cerchiamo di fermare la guerra e affrontare il piano di sfollamento. Occorre fornire chiare garanzie che le violazioni israeliane non si ripeteranno e non permetteremo all’occupazione di modificare le condizioni della resistenza palestinese”.

Il 26 novembre AFP affermava che fonte vicina ad Hamas: “Il movimento ha informato i mediatori che le fazioni della resistenza hanno concordato di prolungare l’attuale tregua da due a quattro giorni”. In seguito la leadership di Hamas ha rilasciato diverse dichiarazioni: “Cerchiamo di estendere la tregua dopo la fine del periodo di quattro giorni, attraverso ricerche serie per aumentare il numero di detenuti rilasciati”. E ancora il Leader di Hamas Khalil Al-Hayya: “Siamo seriamente intenzionati a raggiungere un accordo globale sullo scambio di prigionieri, e ciò richiede un cessate il fuoco completo”.

E ancora il 27 novembre il leader di Hamas Mahmoud Mardawi ha commentato il prolungamento della tregua alla rete Quds: “Insistiamo affinché ciò avvenga in condizioni adeguate, compresa la fornitura di ospedali, panifici e asili nido con carburante, forniture e tutti i beni di prima necessità. I ​​mediatori sono spingendo in questa direzione, ma i passi del nemico vacillano per considerazioni interne e lui non può. Il governo di Israele ha riunito le sue componenti politiche e militari e aveva solo la preoccupazione di tenere unito il governo nello spirito di vendetta per non aver affrontato la meritato fallimento”.

Il presidente israeliano alla CNN ha detto: “Se ogni giorno verranno rilasciati 10 detenuti israeliani, ci sarà un ulteriore giorno di tregua umanitaria”

Fatah: “La liberazione di qualsiasi prigioniero palestinese è un vantaggio. È necessario trovare una cessazione globale e permanente dell’aggressione israeliana. La Striscia di Gaza è parte integrante del territorio palestinese occupato e non permetteremo un solo centimetro della nostra terra verrà tagliato, nonostante i sacrifici.

Nel fine settimana gli Houthi hanno preso il controllo di un’altra nave di proprietà di un uomo d’affari israeliano chiamata “Central Park”. La nave a partire dal 26 novembre ha spento il sistema di monitoraggio dopo aver lasciato il Canale di Suez.

A confermare la notizia la Embrey Maritime Security Company conferma il dirottamento della petroliera “Central Park” di proprietà israeliana al largo delle coste dello Yemen. La testata Yedioth Ahronoth informa per voce della compagnia Zodiac di proprietà israeliana: “La nostra nave dirottata al largo dello Yemen trasporta un carico di acido fosforico”. Gli Houthi hanno detto “di aver preso il controllo di una petroliera collegata all’occupazione israeliana”. Probabilmente si tratta della stessa Central Park. 

Nella giornata del 27 novembre funzionari americani hanno riferito che gli Houthi hanno lanciato due missili balistici contro un cacciatorpediniere americano domenica sera nel Golfo di Aden, e il Pentagono vede questo incidente come una grave escalation nelle minacce degli Houthi.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

Per la versione inglese dell’articolo, cliccare qui – To read the english version, click here
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/