INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Il confronto Washington Pechino passa per modelli IA open weight

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Mentre l’amministrazione Trump ventilava l’idea di vietare i modelli di intelligenza artificiale open-weight cinesi, la Silicon Valley protestava, ancor prima che lo facessero le aziende tecnologiche e il governo cinesi, riporta Nikkei.

Il dibattito su come sviluppare l’intelligenza artificiale si è trasformato in una vera e propria battaglia nella Silicon Valley. Le aziende tecnologiche sono ora in aperto disaccordo sulla questione se i potenti modelli di IA debbano rimanere proprietari o essere resi accessibili a tutti. La divisione è principalmente tra due gruppi. Un gruppo comprende OpenAI e Anthropic, mentre l’altro include Microsoft, Nvidia, Meta, IBM, Palantir e numerose startup nel settore dell’IA.

OpenAI e Anthropic ritengono che alcuni modelli di IA avanzati siano troppo pericolosi per essere liberamente disponibili. Sostengono che questi potenti modelli debbano rimanere sotto stretto controllo perché potrebbero comportare rischi per la sicurezza, riporta HindustanTimes. Microsoft, Nvidia e molte altre aziende tecnologiche credono invece che l’IA debba rimanere open source. Secondo il New York Times, affermano che l’IA open source permette a più persone di migliorare la tecnologia, creare nuove imprese ed esaminare i modelli alla ricerca di falle di sicurezza. Jensen Huang e i dirigenti di Meta, IBM e Palantir hanno firmato una lettera congiunta a sostegno dell’intelligenza artificiale open source. La lettera del 24 luglio, esortava i politici statunitensi a preservare l’accesso ai modelli che possono essere scaricati e utilizzati in modo indipendente. Anthropic non ha firmato, ma l’AD Dario Amodei ha dichiarato il 27 luglio che l’azienda si opponeva a un divieto generalizzato e preferiva controlli mirati basati sulle capacità del modello e sul rischio di abuso. Secondo TechRepublic, la lettera del settore open-weight sostiene che i modelli scaricabili supportano la ricerca, la concorrenza e un maggiore controllo su dati e infrastrutture.

Il disaccordo si è ora esteso a Washington. Il Segretario del Tesoro Scott Bessent e il consigliere scientifico e tecnologico del Presidente Donald Trump, Michael Kratsios, sono entrambi intervenuti nelle discussioni sulla protezione della tecnologia americana in materia di intelligenza artificiale. La ragione principale di questa disputa è la rapida ascesa della Cina nell’intelligenza artificiale. 

Le aziende cinesi stanno rapidamente recuperando terreno rispetto alle aziende americane del settore grazie allo sviluppo open source. Due startup cinesi specializzate in IA, Z.ai e Moonshot AI, hanno recentemente lanciato modelli di intelligenza artificiale che, a quanto pare, competono con quelli realizzati da Anthropic e altre aziende americane. Questi lanci hanno accresciuto le preoccupazioni all’interno del settore statunitense dell’IA.

I modelli di Alibaba, DeepSeek, Moonshot AI e altri laboratori sono ampiamente disponibili tramite repository pubblici e servizi di terze parti. I loro costi inferiori comportano compromessi in termini di governance, che riguardano l’hosting, la residenza dei dati, le licenze e la responsabilità del fornitore. Le aziende possono utilizzare i modelli direttamente o trovarne versioni ottimizzate all’interno di altri software.

La distillazione dei modelli, l’addestramento di un sistema con gli output di un altro, è una pratica standard nell’apprendimento automatico. La controversia si concentra sulla presunta estrazione su scala o con metodi che potrebbero violare i termini di servizio dei fornitori. Funzionari statunitensi stanno valutando sanzioni e altre restrizioni commerciali contro gli sviluppatori cinesi accusati di estrarre impropriamente dati da modelli americani. Il Ministero del Commercio cinese ha respinto le accuse e minacciato contromisure il 27 luglio.

Antonio Albanese

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