
Sulla Cina si stanno scatenando piogge torrenziali sia reali che virtuali. Le autorità di Pechino si trovano ad affrontare infatti un’ondata di deepfake IA che raffigurano alluvioni e altre scene di disastro, oltre al tifone Noul. Questi video e immagini falsificati veicolano false affermazioni, complicando la gestione dell’emergenza e alimentando la disinformazione.
I video che invadono le piattaforme social contengono immagini di cadaveri galleggianti nelle acque alluvionali, false rappresentazioni di gravi inondazioni in aree non colpite e altri con dettagli falsi sugli interventi di emergenza, riporta Outlook India.
In alcuni casi, video che affermavano falsamente interruzioni di corrente diffuse hanno scatenato acquisti dettati dal panico di beni di prima necessità.
Secondo la BBC, le inondazioni che hanno colpito la città di Hengzhou, nella provincia del Guangxi, all’inizio di luglio, hanno causato la fuga di centinaia di serpenti da un allevamento. Un video falso pubblicato in seguito mostrava anche coccodrilli liberati in un fiume.
La Cina sta investendo miliardi di dollari nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale semplici e accessibili. Le autorità, impegnate in evacuazioni di massa e complesse operazioni di soccorso, temono ora che questa tecnologia possa essere utilizzata per indurre il panico tra la popolazione.
“Molti di questi creatori di contenuti utilizzano notizie di disastri per cercare di ottenere follower, sapendo che contenuti più sensazionalistici o esagerati generano più like e visualizzazioni. Stanno deliberatamente fabbricando informazioni per catturare l’attenzione del pubblico”, ha dichiarato Huang Zhihua, vice capo responsabile della sicurezza pubblica online del dipartimento di polizia dello Zhejiang, ai media statali cinesi, come riportato dalla BBC.
In un articolo pubblicato dal giornale della Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese si afferma che: “L’intelligenza artificiale abbassa drasticamente le barriere tecniche alla produzione di informazioni false. Gli individui non hanno più bisogno di competenze tecniche sofisticate. Semplicemente attivando strumenti di intelligenza artificiale, possono generare rapidamente testi, immagini, audio e video convincenti… contenuti estremamente realistici ma completamente falsificati, prodotti su larga scala”.
Il governo cinese ha annunciato nel 2017 che l’IA sarebbe stata “la principale forza trainante” del suo progresso. Mentre il paese investe sempre più fondi nelle aziende di IA alla ricerca di capitali, secondo Xinhua ci sono oltre “6.000 aziende di IA”.
Le autorità intenderebbero costruire un’infrastruttura informativa affidabile, magari includendo un’azione preventiva ufficiale del governo e sistemi di allerta precoce e interfacce per la gestione delle emergenze accessibili alle testate giornalistiche.
Ma lo stretto controllo governativo sui media ha portato a minimizzare la gravità dei disastri in molti casi proprio nella stessa Cina: ”È probabile che la disinformazione generata dall’IA aumenti non solo in volume, ma anche nella velocità di diffusione. In prospettiva, elezioni politiche, emergenze sanitarie pubbliche, conflitti armati, disastri naturali e questioni che incidono sul sostentamento delle persone diventeranno probabilmente aree ad alto rischio per la disinformazione generata dall’IA. Invece di aspettare che le informazioni false diventino virali prima di cercare di contenerle, i governi e le piattaforme dovrebbero ora prepararsi in anticipo”, riporta il giornale indiano.
Maddalena Ingroia
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/












