
Biohub, organizzazione sostenuta da Mark Zuckerberg, sta unendo le forze con Google, Meta e il governo statunitense in un’iniziativa da 1,8 miliardi di dollari volta a generare dati biologici per modelli di intelligenza artificiale; l’annuncio è stato dato mercoledì dall’istituto stesso.
Biohub ha reso noto che il Dipartimento dell’Energia (DOE) e i National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti aderiranno alla sua “Virtual Biology Initiative” (Iniziativa di Biologia Virtuale), affiancando Google DeepMind, Isomorphic Labs e Meta, riporta Anadolu.
Il progetto mira a generare e standardizzare enormi quantità di dati biologici necessari per sviluppare modelli predittivi delle cellule. Google DeepMind, Isomorphic Labs (società di scoperta di farmaci basata sull’IA) e Meta investiranno complessivamente 300 milioni di dollari nell’iniziativa, mentre il DOE contribuirà con oltre 500 milioni di dollari nell’arco di cinque anni per attività di misurazione, modellazione e calcolo in ambito biologico.
I NIH metteranno a disposizione dataset e altre risorse sviluppate grazie a precedenti investimenti federali per oltre 500 milioni di dollari; Biohub si occuperà di standardizzare tali informazioni per l’addestramento dell’IA.
Biohub, organizzazione di ricerca no-profit co-fondata da Zuckerberg e da sua moglie, il medico Priscilla Chan, ha lanciato la “Virtual Biology Initiative” – un progetto quinquennale – lo scorso aprile, con un impegno finanziario iniziale di 500 milioni di dollari.
L’obiettivo finale dell’iniziativa è sviluppare modelli di IA in grado di prevedere il comportamento delle cellule e la loro risposta a interventi quali farmaci o modifiche genetiche, consentendo agli scienziati di testare diverse ipotesi in digitale prima di passare agli esperimenti fisici.
Biohub ha affermato che i dataset risultanti saranno infine resi disponibili all’intera comunità scientifica; i partner commerciali godranno di un periodo di accesso esclusivo – della durata di un anno – ai dati che hanno contribuito a finanziare, prima che questi diventino di dominio pubblico; i dati finanziati dal governo, invece, non saranno soggetti a tale restrizione.
Maddalena Ingroia
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