COVID19. Il Bullo del vaccino in America Latina

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Un’indagine condotta dal Bureau of Investigative Journalism, Tbij, e dalla testata giornalistica peruviana Ojo Publico ha messo in luce i tentativi intimidatori messi in atto dal colosso farmaceutico Pfizer nei confronti di alcuni Paesi dell’America Latina nelle trattative per la vendita delle dosi del vaccino anti Covid-19. La società avrebbe chiesto di mettere in piedi, come garanzia per rimborsare eventuali futuri costi di contenzioso, beni sovrani come ambasciate e basi militari, riporta TeleSUR.

Pfizer ha discusso con più di 100 paesi e organizzazioni sovranazionali e ha accordi di fornitura con nove paesi in America Latina e Caraibi: Cile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Messico, Panama, Perù e Uruguay. I termini di questi accordi rimangono ad oggi sconosciuti.

I requisiti insoliti e severi nei negoziati per le condizioni di fornitura dei vaccini hanno portato a mesi di ritardi negli accordi con alcuni paesi. Argentina e Brasile non hanno accettato le richieste della Pfizer e hanno deciso di rifiutare il vaccino.

Funzionari dell’Argentina e di un altro paese dell’America Latina, di cui non si conosce il nome a seguito della firma di un accordo di riservatezza, hanno affermato che i negoziatori della società hanno richiesto una serie di indennità contro rivendicazioni civili, sia per gli effetti negativi del vaccino che per la loro negligenza. Ad esempio, se l’azienda interrompe la catena del freddo e rovina o fornisce il vaccino sbagliato. Ciò include effetti avversi, eventi medici che si verificano in seguito alla ricezione di un vaccino e possono provocare lesioni, invalidità o morte del paziente.

La Pfizer ha risposto che ogni governo deve pagargli un’indennità per coprire eventuali costi di risarcimento, che non possono derivare da cause civili intentate dai cittadini e relative a gravi effetti collaterali causati dalla vaccinazione. La Pfizer richiede poi un indennizzo aggiuntivo quando un governo accetta di coprire la società per i potenziali costi di cause civili dovute a propri atti di negligenza, frode o dolo.

Generalmente, la maggior parte dei governi offre un risarcimento ai produttori di vaccini. Ciò significa che se un cittadino va incontro ad effetti collaterali gravi dopo essere stato vaccinato, può intentare una causa contro il produttore. In caso di successo, sarebbe il governo a pagare il risarcimento e non l’azienda produttrice. Funzionari dell’Argentina e dell’altro paese latinoamericano non noto hanno affermato che le richieste della Pfizer per un risarcimento aggiuntivo andavano oltre quelle di altri farmaci e oltre quelle di Covax, un’organizzazione creata per garantire che i paesi a basso reddito possano accedere ai vaccini.

Il professor Lawrence Gostin, direttore del Centro di collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità per il diritto sanitario nazionale e globale ha specificato che “ una certa protezione dalla responsabilità è garantita, ma non per frode, negligenza grave, cattiva gestione, mancato rispetto delle buone pratiche di produzione. Le aziende farmaceutiche non dovrebbero usare il loro potere per limitare i vaccini salvavita nei paesi a basso e medio reddito”.

Durante i negoziati con la Pfizer, il governo argentino aveva dovuto persino apportare correzioni alla sua legislazione per accogliere le richieste della società. Al termine dei colloqui, la richiesta era quella di offrire beni sovrani come riserve di banche federali, ambasciate o basi militari, come garanzia. La risposta di Buenos Aires è stata negativa e alla fine ha deciso di optare per il vaccino russo Sputnik V, AstraZeneca e per quelli consegnati tramite Covax. Il governo sta anche negoziando l’acquisizione di vaccini da Moderna, Sinopharm e CanSino.

Le stesse richieste sono state rivolte al ministero della Salute del Brasile. Pfizer ha chiesto di essere risarcito e ha chiesto al Ministero di costituire attività sovrane come garanzia, oltre a creare un fondo di garanzia con denaro depositato su un conto bancario estero. A gennaio, il Ministero ha rifiutato le richieste definendole “offensive”. Tuttavia, il governo brasiliano continua a facilitare l’arrivo di vaccini nel suo paese attraverso modifiche legislative.

La Pfizer ha dichiarato al Bureau: «A livello globale abbiamo anche assegnato dosi a paesi a reddito medio-basso a un prezzo senza scopo di lucro, compreso un accordo di acquisto anticipato con Covax per fornire fino a 40 milioni di dosi nel 2021. Continueremo ad impegnarci a sostenere gli sforzi per fornire ai paesi in via di sviluppo lo stesso accesso ai vaccini garantito al resto del mondo».

Coraline Gangai