COREA DEL NORD. Aumenta il contrabbando di carbone verso la Cina

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Nonostante le sanzioni internazionali, la Corea del Nord continua a guadagnare valuta estera esportando carbone. Secondo quanto riporta DailyNK, le autorità del Paese stanno spingendo le esportazioni di carbone, anche se il carbone nordcoreano ha raggiunto prezzi stracciati a causa del crollo dei prezzi internazionali del carbone.

Secondo una fonte cinese, venerdì scorso, i commercianti cinesi hanno pagando alla Corea del Nord una media di 50 dollari a tonnellata per il carbone di contrabbando.

Sebbene la Corea del Nord ottenesse 100 dollari a tonnellata dalla Cina fino ad agosto, il prezzo si è dimezzato nel corso di settembre. Non solo i prezzi mondiali del carbone sono scesi, ma con l’aumento delle esportazioni di carbone nordcoreano di contrabbando verso la Cina, anche i prezzi del carbone nordcoreano sono scesi.

Infatti, poiché la Corea del Nord cerca di contrabbandare sempre più carbone in Cina, i commercianti cinesi a volte abbassano unilateralmente i prezzi.

Poiché il carbone è la principale fonte di guadagno in valuta estera della Corea del Nord, e poiché la Cina è praticamente l’unico acquirente, la Corea del Nord sta cercando di vendere quanto più carbone possibile alla Cina ai prezzi stabiliti dalla parte cinese, anche se questi prezzi sono bassi.

Secondo Bloomberg, al 31 ottobre il carbone indonesiano, relativamente economico, veniva venduto a 331 dollari la tonnellata. A confronto, la Corea del Nord vende il suo carbone alla Cina a circa un sesto del prezzo. Inoltre, la Corea del Nord contrabbanda carbone di alta qualità, pari a 6.000 kcal/kg.

Al contrario, i prezzi del carbone all’interno della Corea del Nord stanno aumentando a causa della scarsa offerta: ci si aggira sui 40-50 dollari. Il prezzo del carbone sul mercato interno è aumentato così tanto da essere all’incirca pari al prezzo di esportazione.

Il prezzo del carbone nazionale è solitamente più basso di quello all’esportazione, ma con poco carbone in circolazione sul territorio nazionale e la domanda in aumento per l’inverno, il prezzo locale è salito fino a raggiungere quello all’esportazione.

Il carbone nazionale viene venduto a più di 35 dollari alla tonnellata al punto di produzione, e il prezzo sale quanto più ci si allontana dalle miniere.

Se il carbone destinato all’esportazione venisse dirottato verso l’uso domestico, i nordcoreani sarebbero in grado di acquistare il carbone a prezzi leggermente inferiori, ma la Corea del Nord avrebbe difficoltà a guadagnare valuta estera.

Con l’avvicinarsi del mese di dicembre, le società commerciali nordcoreane devono esportare quanto più carbone possibile in Cina per raggiungere le quote di valuta estera prima delle revisioni di fine anno.

Tommaso Dal Passo