BRASILE. Dopo i fertilizzanti, anche il gasolio russo per Brasilia

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Prevedendo una possibile carenza di carburante, in particolare di gasolio, il governo brasiliano sta valutando la possibilità di importarlo dalla Russia. Attualmente, solo la Petrobras importa gasolio dall’India, il Paese che sta raffinando il petrolio russo. Il ministero degli Esteri brasiliano sta già aiutando le aziende private a ottenere l’accreditamento necessario per tali operazioni attraverso l’Abicom, l’associazione degli importatori di carburante.

Tuttavia, riporta MercoPress, l’accesso al petrolio russo/indiano non è facile, poiché le banche non sono interessate ad aprire una lettera di credito per le operazioni di importazione dalla Russia, temendo rappresaglie dovute al boicottaggio internazionale dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Le banche, inoltre, non sono disposte a ricevere pagamenti per operazioni pagate in un’unica soluzione da aziende brasiliane.

A causa di questi ostacoli, l’ambasciata brasiliana a Mosca sta trattando con potenziali esportatori russi e sta lavorando a livello diplomatico per ottenere l’autorizzazione a confermare tali accordi, come ha fatto finora con successo per l’acquisto di fertilizzanti.

Il Brasile stima di dover importare tra i 228 e i 454 milioni di litri di diesel S-10 al mese (2,37 miliardi di litri nella seconda metà dell’anno), oltre a quanto prodotto e importato da Petrobras. Complessivamente, il deficit di gasolio stimato da luglio a dicembre è di quasi 3 milioni di metri cubi. Secondo un accordo tra Petrobras e il ministero delle Miniere e dell’Energia, Petrobras si impegna a importare 2.925.000 metri cubi di carburante da luglio a dicembre, mentre tra settembre e ottobre importerà 1.225.000 metri cubi. Ma è insufficiente, il Brasile consuma più di 5 milioni di metri cubi al mese.

Petrobras e molte società di distribuzione di carburante hanno partecipato a un incontro all’inizio del mese presso il ministero delle Miniere e dell’Energia, che ha valutato la necessità per il Brasile di aumentare le importazioni di oltre il 15% per soddisfare il fabbisogno interno. Tuttavia, a causa del divario di prezzo tra il mercato interno e quello internazionale, gli importatori privati si sono astenuti dal registrarsi per importare gasolio.

Tuttavia, data la situazione internazionale, il governo brasiliano ha alcuni punti positivi, in primo luogo il fatto che l’amministrazione Bolsonaro è allineata con la Russia di Putin per quanto riguarda il conflitto bellico; in secondo luogo, e più importante, i prezzi russi sono più bassi, anche quando l’India fa pagare a Petrobras il prezzo internazionale.

Abicom stima che le importazioni dalla Russia sarebbero ancora competitive per le aziende private brasiliane, dato che il divario di prezzo con il mercato interno è dell’8%. In altre parole, importare 3 milioni di tonnellate di gasolio russo nella seconda metà dell’anno non dovrebbe essere un problema. Il problema è come effettuare i pagamenti con la Russia bandita dal circuito finanziario globale.

A cui poi si aggiungeranno le reazioni degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, anche se i Brics, tra cui Cina, India e Sudafrica, hanno chiesto la fine della guerra, per contenere gli impatti economici negativi sulle popolazioni più vulnerabili. Il Brasile sottolinea inoltre che diversi Paesi europei continuano a essere riforniti di gas dalla russa Gazprom.

Tommaso Dal Passo