BIELORUSSIA. Trovato l’accordo con Mosca sul petrolio

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La Bielorussia ha raggiunto un accordo con la Russia per limitate forniture di petrolio dopo che Mosca, a inizio settimana, aveva smesso di fornire greggio visto lo stallo nei colloqui sul rafforzamento dei legami economici tra i paesi vicini.

Stando ad Ap, la compagnia petrolifera statale bielorussa Belneftekhim, ha detto il 4 gennaio di essere in procinto di finalizzare un accordo con la compagnia petrolifera russa Transneft per un lotto di greggio sufficiente a garantire «il funzionamento non-stop delle raffinerie del paese durante gennaio 2020».

Transneft, operatore russo dell’oleodotto, ha confermato che trasferirà 133.000 tonnellate di petrolio in Bielorussia “nel prossimo futuro”. Secondo una dichiarazione di Belneftekhim, il petrolio arriverebbe ad un prezzo scontato mentre proseguono le trattative per la ripresa delle importazioni regolari: «Oggi sono in fase di finalizzazione i documenti con una società russa per la spedizione del primo lotto di petrolio acquistato ad un prezzo senza sovrapprezzo (…) I lavori per la firma dei contratti per la consegna di idrocarburi dalla Federazione Russa alla Repubblica di Bielorussia con un prezzo che non prevede un premio per i fornitori continuano (…) La quantità di greggio che sarà spedita nel prossimo futuro e le scorte esistenti contribuiranno a garantire il funzionamento ininterrotto delle raffinerie petrolifere nazionali nel gennaio 2020», ha detto Belneftekhim, ripresa da Interfax.

Le compagnie petrolifere russe hanno bloccato le spedizioni di greggio in Bielorussia il 1° gennaio 2020 a causa di disaccordi sui prezzi. Secondo fonti del mercato petrolifero, la Bielorussia ha chiesto la cancellazione del premio al prezzo delle spedizioni di petrolio duty-free, citando un aumento dei prezzi del greggio dovuto alla manovra fiscale russa nel settore petrolifero. Secondo Belneftekhim, attualmente la Bielorussia acquista il petrolio russo all’83% del prezzo globale.

La Russia ha smesso di fornire petrolio al suo vicino post-sovietico dopo il 31 dicembre, in quanto i due Paesi non sono riusciti a rinegoziare i prezzi del petrolio per quest’anno a causa dello stallo dei colloqui per l’ulteriore rafforzamento dei legami economici. La sospensione non ha riguardato il transito del petrolio verso l’Europa o la fornitura di gas naturale, ma ha avuto conseguenze per la Bielorussia, che dipende dalla Russia per oltre l’80% del suo fabbisogno energetico complessivo.

Le due raffinerie del Paese operavano a bassa capacità, funzionando con le riserve. Il 3 gennaio scorso Minsk ha annunciato la sospensione delle proprie esportazioni di petrolio, che contribuiscono fino al 20% del Pil annuo.

Il Cremlino ha recentemente aumentato la pressione sulla Bielorussia, aumentando i prezzi dell’energia e tagliando i sussidi. Sostiene che la Bielorussia dovrebbe accettare una maggiore integrazione economica se vuole continuare a ricevere risorse energetiche ai prezzi interni della Russia.

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko hanno tenuto due cicli di colloqui a dicembre, ma non sono riusciti a raggiungere un accordo sui legami più stretti e sui prezzi del petrolio e del gas. A causa dell’assenza di importazioni di petrolio, il 1° gennaio la Bielorussia ha sospeso l’esportazione di prodotti petroliferi.

Anna Lotti