AUSTRALIA. L’acciaio lega Canberra a Pechino

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Nonostante divampi la guerra  la guerra commerciale (e non solo) tra Cina e Australia, Pechino si è finora astenuta dall’imporre qualsiasi divieto o barriera sul minerale di ferro australiano. Mentre i prezzi globali salgono alle stelle per il minerale, l’appetito insaziabile della Cina e l’incapacità di trovare sostituti adeguati stanno salvando l’Australia dalle ire di Pechino. 

L’Australia fornisce il 53% della domanda globale di minerale di ferro, di cui la Cina consuma il 57%. Secondo l’edizione Resources and Energy Quarterly, l’Australia fornisce attualmente il 68% delle importazioni di minerale di ferro della Cina.

I prezzi della materia, riporta Asia Times, prima per la produzione dell’acciaio hanno raggiunto un livello record di 233 dollari per tonnellata all’inizio di questo mese, una tendenza al rialzo iniziata l’anno scorso, ma che ora riflette sempre più i crescenti timori di inflazione globale e le preoccupazioni del mercato per le interruzioni di fornitura causate da Covid in Brasile e altrove, secondo Req.

Questi prezzi sono scesi fino al 20% la scorsa settimana, quando la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma della Cina, Ndrc, ha annunciato una stretta sulla speculazione del minerale, in mezzo a notizie di accaparramento dei commercianti di materie prime. Le autorità di regolamentazione competenti seguiranno da vicino e monitoreranno il settore.

Ci si aspetta ancora che le esportazioni australiane di minerale di ferro continuino a crescere da circa 900 milioni di tonnellate nel 2020-21 a 1,1 miliardi di tonnellate entro il 2025-26. La Cina potrebbe alla fine avere altre opzioni valide al di fuori dell’Australia. Infatti, Pechino all’inizio di questa settimana ha segnalato la sua intenzione di diversificare le sue forniture dall’Australia e aumentare l’autosufficienza.

Secondo Req, le esportazioni di minerale di ferro dovrebbero aumentare dall’Africa e dall’America Latina. Il tie-up di Rio Tinto con la cinese Chinalco nel progetto Simandou in una parte remota della Guinea è una nuova fonte con solide prospettive.

Altrove nella stessa regione, un consorzio di compagnie cinesi, francesi e di Singapore ha recentemente firmato con il governo per sviluppare due blocchi di minerale di ferro per 14 miliardi di dollari. La Cina sta anche guardando a due grandi depositi visti come prospettive a lungo termine.

A breve termine, non si ritiene che la Cina possa abbandonare rapidamente le forniture australiane, finché la sua produzione di acciaio rimane sulla stessa traiettoria ascendente. La maggior parte dei vari progetti infrastrutturali della Cina, dalle linee ferroviarie ad alta velocità alla modernizzazione urbana, sono ad alta presenza di acciaio.   

Nel frattempo, uno spostamento a lungo termine della Cina dal minerale di ferro australiano sarà complicato e potenzialmente pieno di insidie e rischi economici che sconvolgono la catena di approvvigionamento.

Un rapporto del Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione della Cina dell’inizio del 2021, ripreso solo di recente dai media australiani, ha delineato i piani di Pechino non solo per rafforzare le forniture locali di minerale di ferro, ma anche i piani di investimento per aumentare la capacità di produzione in nazioni come Russia, Myanmar, Kazakistan e Mongolia.

Luigi Medici