
Venerdì 30 ottobre presso l’Ambasciata del Messico in Italia con l’inaugurazione del tradizionale altare e dell’ofrenda hanno avuto inizio le celebrazioni del Día de Muertos. La festività, risalente all’epoca precolombiana e festeggiata a partire dell’epoca coloniale il 1º e il 2 novembre, in Messico è considerata una delle più importanti dell’anno ed è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.
In questa giornata si crede che il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti si dissolva per permettere alle anime di tornare a trovare i propri cari. All’interno della sede diplomatica sono stati allestiti come da tradizione gli altari con offerte di cibo e bevande, dedicati a celebri personalità messicane, preparati per accogliere con dignità i defunti. Gli ospiti sono stati accolti dalle Catrinas, la cui immagine iconica è stata ideata artisticamente nel 1910 evolvendosi poi in una tradizione viva diventando una delle figure più simboliche della festività, e con cioccolata calda e il tradizionale pan de muerto, preparato con farina di frumento ed essenza di fiori d’arancia il tutto accompagnato dalla musica della Estudiantina de la Universidad Autónoma de Querétaro.
Gli elementi e i simboli principali della festa messicana sono: l’Ofrenda (Altare): allestito in case e piazze a più livelli per simboleggiare terra, acqua, aria e fuoco, decorato con foto dei defunti, candele, incenso e cibi amati in vita; il Cempasúchil, cioè il fiore di calendula dal colore arancione intenso il cui profumo guida le anime nel loro cammino, e infine il Pan de Muerto, ossia il tradizionale dolce soffice zuccherato preparato appositamente per la ricorrenza. Infine l’elemento più iconico: la Calavera Catrina, l’iconico scheletro elegante vestito in stile aristocratico, simbolo dell’uguaglianza di fronte alla morte.
Il giorno successivo nella cornice dei Musei Capitolini le Catrinas hanno “incontrato” Diego Rivera, le cui opere sono esposte temporaneamente nella Capitale. Ed, infine, domenica 1 novembre a Piazza Barberini è partita la parata in costume, culmine delle celebrazioni, conclusasi a Piazza del Popolo e che ha visto la partecipazione entusiastica sia della comunità messicana della Città Eterna, che dei Romani.
Giuseppe Cusano Lanzetta
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