#ISRAELHAMASWAR. Hagari: ospedali usati da Hamas per attività terroristiche. A Nasser ci sono degli ostaggi israeliani morti. Sanità di Gaza: acque reflue e epidemie presago di catastrofe a Nasser

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Le polemiche sugli attacchi di Israele alle infrastrutture sanitarie sono sempre nel mirino delle organizzazioni umanitarie internazionali, e ogni volta l’IDF confuta le dichiarazioni adducendo come spiegazione che Hamas e alleati utilizzano le infrastrutture ospedaliere come rifugi per le le loro azioni offensive, privando così le strutture della loro immunità. 

Non è una novità per i gruppi di matrice islamica utilizzare le infrastrutture sanitarie per nascondersi o creare attività all’interno degli ospedali. Si ricorda a tal proposito cosa fece ISIS a Raqqa: sotto l’ospedale pediatrico aveva costruito la rete di comunicazione di Daesh in cui venivano elaborati i servizi di A’Maq, il settimanale al Naba e ancora le riviste Dabiq, poi Rumiyah, etc. Infrastruttura distrutta attraverso i bombardamenti francesi sull’ospedale. 

L’IDF nella giornata del 15 di febbraio ha compiuto l’ennesimo attacco nel cortile dell’ospedale Nasser, a ovest di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Il fumo alle ore 06:50 si alzava dall’interno dell’ospedale dopo che alcune parti dello stesso erano state bombardate; il destino dei medici e dei feriti all’interno è sconosciuto.

E sempre l’IDF è tornata a spiegare che: “Abbiamo informazioni attendibili secondo cui Hamas teneva degli ostaggi nell’ospedale Nasser. Sembra che i terroristi operino anche dall’interno dell’ospedale”. A darne notizia il portavoce dell’IDF, contrammiraglio Daniel Hagari. 

Ricordiamo che l’IDF è fortemente impegnata a trovare e restituire gli ostaggi israeliani alle famiglie, e nel caso dell’ospedale Nasser si parla di corpi degli ostaggi.

«Dal massacro di Hamas del 7 ottobre, l’IDF ha operato per compiere la sua missione di smantellare Hamas e riportare a casa i nostri ostaggi». Ha continuato Hagari. «Operiamo contro i terroristi di Hamas ovunque si nascondano. E, come abbiamo dimostrato con il successo delle missioni di salvataggio dei nostri ostaggi, siamo impegnati nella nostra missione di riportare a casa i nostri ostaggi. Sappiamo purtroppo che alcuni ostaggi non sono più vivi. Siamo impegnati a trovare e restituire i loro corpi».

L’IDF e l’ISA nei giorni scorsi hanno portato a casa due ostaggi israelo-argentini che erano prigionieri a Rafah. 

Hagari ha spiegato: «Conduciamo precise operazioni di salvataggio – come abbiamo fatto in passato – in cui la nostra intelligence indica che potrebbero essere trattenuti i corpi degli ostaggi. Disponiamo di informazioni credibili provenienti da diverse fonti, compresi gli ostaggi rilasciati, che indicano che Hamas teneva degli ostaggi presso l’ospedale Nasser di Khan Yunis e che potrebbero esserci corpi dei nostri ostaggi nella struttura ospedaliera di Nasser».

L’IDF ha già detto in passato che Hamas utilizza sistematicamente gli ospedali come centri per le loro attività, come è avvenuto a Shifa, all’Ospedale Rantisi, all’Ospedale Al Amal e in molti altri ospedali in tutta Gaza. 

«Secondo le valutazioni dell’intelligence e le informazioni raccolte sul campo, oltre l’85% delle principali strutture mediche di Gaza sono state utilizzate da Hamas per operazioni terroristiche. Poiché in questo momento i terroristi di Hamas probabilmente si nascondono dietro i civili feriti all’interno dell’ospedale Nasser e sembra che abbiano utilizzato l’ospedale anche per nascondere i nostri ostaggi, l’IDF sta conducendo un’operazione precisa e limitata all’interno dell’ospedale Nasser».

Ad operare sul campo ha spiegato Hagari: «Questa delicata operazione è stata preparata con precisione ed è condotta dalle forze speciali dell’IDF che hanno seguito un addestramento specifico. Un obiettivo chiave definito dalla nostra missione militare è garantire che l’ospedale Nasser continui la sua importante funzione di curare i pazienti di Gaza. Lo abbiamo comunicato in diversi colloqui avuti nei giorni scorsi con il personale ospedaliero. Abbiamo sottolineato che non vi è alcun obbligo né per i pazienti né per il personale di evacuare l’ospedale. Tuttavia, abbiamo esortato gli altri abitanti di Gaza, in arabo, al telefono e tramite altoparlanti, ad allontanarsi dal pericolo in cui li espone Hamas, attraverso un corridoio umanitario che abbiamo aperto allo scopo di proteggere i civili non coinvolti a Gaza».

Secondo l’IDF sono stati coordinati con il personale a Gaza, il trasferimento di forniture e attrezzature mediche all’ospedale Nasser, bombole di ossigeno e carburante per l’elettricità su richiesta dell’ospedale per garantire che le sue funzioni essenziali continuino ininterrotte. Ciò è stato fatto in coordinamento con le organizzazioni internazionali.

Hagari ha riferito che: «Abbiamo medici e ufficiali dell’IDF di lingua araba sul posto per comunicare con il personale e i pazienti all’interno dell’ospedale Nasser. Il nostro messaggio è chiaro: non cerchiamo di fare del male ai civili innocenti. Cerchiamo di trovare i nostri ostaggi e riportarli a casa. Cerchiamo di dare la caccia ai terroristi di Hamas ovunque si nascondano».

Il 13 febbraio, il Portavoce della sanità a Gaza aveva affermato: «La situazione sta peggiorando e diventando più catastrofica nel complesso medico Nasser e le forze nemiche stanno demolendo il muro settentrionale del complesso. Le forze nemiche israeliane informano l’amministrazione del Complesso medico Nasser di evacuare gli sfollati dal complesso. Si registrano morti e feriti tra gli sfollati a causa degli attacchi degli israeliani mentre lasciavano il complesso». 

Tra i problemi da affrontare la gestione delle acque reflue che continuano a inondare il pronto soccorso del Nasser Medical Complex e ostacolano il lavoro delle squadre sanitarie. Questo incentiva la diffusione di epidemie e la contaminazione delle ferite dei pazienti nei reparti del Nasser a causa dell’accumulo di rifiuti, che fa presagire un disastro sanitario.

Il 15 febbraio mentre Hagari parava il Direttore dell’Ospedale di Chirurgia Specializzata nel Complesso Nasser dichiarava: «L’ospedale pediatrico e di maternità viene ora evacuato nel vecchio edificio dell’ospedale Nasser e il reparto di chirurgia è stato evacuato. Decine di feriti sono in condizioni critiche e non possono lasciare il Nasser Medical Complex».

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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