#ISRAELIRANWAR. Gli USA si preparano a usare la MOAB in Yemen contro gli Houthi. EAU e Egitto pronti a intervenire in favore del Regno saudita. Libano, Gaza e Cisgiordania ancora sotto attacco israeliano

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Donald Trump tra un comizio e un altro torna a parlare dell’Iran: “Garantiremo la sconfitta dell’Iran in tempi brevi” E ancora: “Israele sarebbe un vantaggio per l’Arabia Saudita. Si torna a parlare degli “Accordi di Abramo” in relazione all’Arabia Saudita”.

Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha avvertito l’Iran: “deve abbandonare le proprie ambizioni nucleari attraverso i negoziati, altrimenti dovrà affrontare attacchi militari su larga scala da parte degli Stati Uniti”

Trump ha anche dichiara il suo sostegno a Netanyahu: “Se non scegliete Netanyahu, abbandoneremo Israele e l’Iran – il cui slogan è ‘Morte a Israele, morte all’America’ – la distruggerà”.

Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ha dichiarato che il suo Paese è pronto a fornire sostegno militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi, qualora la leadership saudita lo richiedesse. Ma di fronte al parlamento egiziano Al Sisi si è visto rinviare la seduta sull’approvazione dell’invio di truppe in Arabia Saudita alla giornata del 21 ottobre. 

Il Consiglio di Difesa Nazionale egiziano ha espresso parere favorevole a fornire un sostegno completo al Regno. Il Cairo ha collegato la sicurezza dell’Arabia Saudita a quella nazionale dell’Egitto e del mondo arabo, sollecitando al contempo sforzi diplomatici per allentare le tensioni regionali. “Fornire all’Arabia Saudita tutte le forme di sostegno necessarie e possibili per salvaguardarne la sicurezza e la stabilità”, ha dichiarato l’amministrazione egiziana.

Anche in Israele si respira aria di comizi elettorali, il 18 settembre sera durante un discorso del Ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale, Ben-Gvir, presso l’Università di Tel Aviv, sono scoppiati dei disordini. Benjamin Netanyahu ha avvertito che un futuro presidente degli Stati Uniti potrebbe schierarsi con gli avversari di Israele; di conseguenza, sta cercando alleanze alternative con l’India e altre nazioni.

Netanyahu si è recato presso una base aerea per farsi fotografare davanti a un caccia F-16, ribadendo la posizione già espressa in campagna elettorale: “Dico ai nostri nemici: non metteteci alla prova. Subirete colpi ben più dolorosi di qualsiasi cosa abbiate sperimentato finora. Tutti conosciamo gli straordinari successi che abbiamo ottenuto grazie ai nostri coraggiosi piloti, al personale di terra, alle Forze di Difesa Israeliane e al governo israeliano. Siamo pienamente determinati a difenderci. Non metteteci alla prova”.

Durante un discorso della sua campagna elettorale, alle spalle di Netanyahu è apparsa una mappa che mostra la suddivisione degli Stati della regione secondo la prospettiva di Israele . Israele ha colorato di rosso l’Iran, l’Iraq, lo Yemen, metà del Libano e Gaza, definendoli “asse sciita”, mentre ha colorato di verde la Turchia, l’Arabia Saudita, il Pakistan e l’Egitto, etichettandoli come “alleanza degli Stati sunniti”; al contempo, Israele ha indicato gli Emirati Arabi Uniti come il suo più stretto alleato nella regione. Netanyahu elogia gli attacchi dell’Ucraina contro l’azienda russa Yandex: “Il 60% delle attività elettroniche ostili verso Israele, provenienti dalla Russia, è scomparso”. 

Benjamin Netanyahu considera la Russia un nemico e durante il suo discorso sulla sicurezza futura di Israele. Ha illustrato nemici e amici di Israele. Alleati Emirati Arabi Uniti, Bahrein, India, Azerbaigian, Consiglio di Transizione del Sud (Yemen), consiglio separatista druso in Siria, Etiopia, Somaliland, Puntland, la Libia di Haftar, Cipro, Grecia e — un dettaglio che probabilmente non piacerà agli Emirati Arabi Uniti — le Forze di Supporto Rapido (RSF) del Sudan.

Paesi amichevoli: Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Consiglio Presidenziale di Leadership (Yemen), Turchia, Pakistan, Eritrea, Sudan, Governo di Unità Nazionale (Libia), Egitto, Cisgiordania, Siria, Giordania, Libano, Cipro del Nord e Somalia.

Nemici di Israele: Iran, Forze di Mobilitazione Popolare (Iraq), Hezbollah (Libano), Ansarullah (Yemen), Hamas (Gaza), Russia.

Channel 12 ha dichiarato che in Florida si terrà un ciclo di negoziati diretti tra Israele e Libano. Il quotidiano libanese “Al-Akhbar” ha riferito che gli Stati Uniti hanno trasmesso messaggi minacciosi al governo libanese e a Hezbollah, affermando che, qualora l’organizzazione dovesse intervenire nell’imminente conflitto tra Israele e Iran, Israele risponderà senza alcuna moderazione, prendendo di mira le infrastrutture dello Stato libanese.

È stata registrata attività di aerei da combattimento nello spazio aereo sopra l’Iraq settentrionale.

L’aeroporto di Gedda, in Arabia Saudita, è stato chiuso a seguito degli attacchi di Ansar Allah. Il Qatar ha smentito le notizie circolate, dichiarando che la base aerea di Al Udeid non è mai stata utilizzata per attacchi contro l’Iran.

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, ha incontrato il18 sera il ministro della Difesa saudita, Khalid bin Salman.

L’Iran ha proposto un piano di pace di sette giorni, chiedendo agli Stati Uniti di revocare il blocco navale, allentare le sanzioni sul petrolio e concordare un cessate il fuoco regionale; il tutto come precondizione per riprendere la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato che il conflitto ha dimostrato come le basi americane nel Golfo Persico siano destinate alla protezione di Israele. Khatibzadeh ha accusato l’Arabia Saudita di imporre un blocco allo Yemen, che a suo dire ha causato gravi carenze di medicinali, generi alimentari e beni di prima necessità. Ha chiesto la revoca del blocco, la cessazione delle ostilità e il ripristino delle condizioni che consentirebbero alla popolazione yemenita di tornare a una vita normale.

Il 17 ottobre, un velivolo privato Boeing 737-700 (numero di registrazione: A6-AIN), che trasportava presumibilmente una delegazione di alto livello proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, è atterrato all’aeroporto di Mehrabad, a Teheran, dove è rimasto per sei ore. Si è trattato, con ogni probabilità, di un incontro d’emergenza finalizzato alla trasmissione di messaggi. 

Il 18 ottobre l’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha rivolto un severo avvertimento alle imbarcazioni che violano le regole: “Le navi che infrangono le regole bruceranno”. E ancora il Portavoce del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC): “Qualsiasi attacco contro le infrastrutture energetiche dell’Iran — che i nostri giovani ed esperti creativi ripareranno immediatamente — trasformerà i territori occupati in una terra desolata e bruciata per sempre, spingendo gli occupanti verso il deserto del Sinai”.

L’analista politico-militare Khosh Jash, intervenendo alla televisione iraniana, ha dichiarato: “Se necessario, potremmo aumentare la gittata dei nostri missili e bombardare l’Europa”. Il Pakistan ha chiuso il proprio confine con l’Iran. Il motivo non è noto.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale. Si potrebbe ipotizzare che gli Stati Uniti abbiano dispiegato tre gruppi d’attacco di portaerei e due gruppi anfibi pronti al combattimento in Medio Oriente per un’operazione contro gli Houthi. La notizia, circolata di recente, riguardo al possibile impiego della bomba MOAB (Massive Ordnance Air Blast) avvalora ulteriormente questa tesi; sebbene tale ordigno non sia particolarmente efficace contro le strutture sotterranee dell’Iran, la GBU-43/B rappresenta un’ottima scelta per colpire le posizioni degli Houthi. Negli ambienti ben informati si discute del rafforzamento del dispositivo militare statunitense in vista di attacchi contro gli Houthi.

Ed ora vediamo il dislocamento attuale delle navi della Marina statunitense. Oceano Indiano settentrionale – Mar Arabico: Portaerei George H.W. Bush; Due cacciatorpediniere di scorta: Donald Cook e Ross; Sottomarino d’attacco a propulsione nucleare (SSN); Portaerei George Washington; Cacciatorpediniere Shoup; Sottomarino d’attacco a propulsione nucleare (SSN); Nave d’assalto anfibio (LHD) Boxer; Nave da trasporto anfibio Portland (LPD-27); Nave da sbarco (LSD) Comstock (LSD-45); cacciatorpediniere John Finn, Delbert Black, McFall, Mason, Higgins, John Paul Jones, Milius, Carl Levin e Rafael Peralta; base marittima di spedizione Miguel Keith

Oceano Indiano: Sei cacciatorpediniere — Mustin, Princeton, Higgins, Wayne Meyer, Michael Murphy e Delbert Black; Mar Rosso: Cacciatorpediniere Jason Dunham e Gonzalez; Mediterraneo orientale: Cacciatorpediniere Roosevelt e Oscar Austin.

Dal 7 al 16 ottobre, gli israeliani hanno reso noto 6 episodi distinti in cui sono stati lanciati intercettori nel nord, oltre all’impiego di un pallone da ricognizione termica. Hanno classificato tutti e 6 gli eventi come falsi allarmi, dovuti allo scambio di volatili per minacce. Anche i 3 soldati israeliani rimasti uccisi nel sud del Libano questo mese, insieme ai 16 feriti, sono stati descritti come vittime di “incidenti operativi”.

I soldati israeliani documentano e condividono abitualmente foto che li ritraggono accanto a detenuti palestinesi ammanettati e denudati, costretti in condizioni degradanti; si tratta di una reiterata ostentazione di dominio e umiliazione, che avviene in seguito al loro dispiegamento o durante le incursioni.

Secondo il Nasser Medical Complex, due bambini sono rimasti uccisi in un attacco aereo israeliano a Qizan Abu Rashwan, a Khan Yunis.

La polizia israeliana ha aggredito dei lavoratori palestinesi a Rahat, nel sud della palestina. Le forze israeliane arrestano diversi palestinesi durante un’incursione nel campo profughi di Al-Fawwar, a sud di Hebron, Cisgiordania. Coloni israeliani hanno dato fuoco a un veicolo palestinese a Beit Ummar, a nord dial-Khalil, in Cisgiordania.

Un proiettile di artiglieria israeliano ha colpito la periferia della città di Barachit, nel sud del Libano; l’episodio è avvenuto in concomitanza con raffiche di mitragliatrice dirette verso il quartiere di Al-Deir. Un drone quadricottero israeliano avrebbe sganciato un razzo sul tetto di un edificio nel quartiere Al-Rajm, a Meidfoun, nel Libano meridionale. Secondo quanto riferito, l’edificio era già stato preso di mira in precedenza.

Velivoli militari americani hanno pattugliato i cieli sopra Baghdad, Mosul e Diyala. Attacco ancora non rivendicato a un deposito di armi delle PMU.

Il 18 e il 19 ottobre, esplosioni ad Abha, Dammam, Gedda in Arabia Saudita: attacco del gruppo yemenita Ansar Allah. sospese le operazioni di volo presso l’Aeroporto Internazionale Re Abdulaziz. Il 19 ottobre registrate esplosioni a Jizan, in Arabia Saudita. Le forze armate yemenite prendono di mira Najran, sei persone sono rimaste ferite.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno concordato di riprendere la propria partecipazione al conflitto in Yemen e di riavviare i pagamenti a favore di alcune forze governative che combattono nel sud contro gli Houthi, sostenuti dall’Iran. In cambio, l’Arabia Saudita fornirà supporto aereo alle forze che si oppongono agli Houthi.

Le autorità sanitarie di Sana’a riferiscono di 536 vittime civili — tra cui donne e bambini — uccise o ferite a seguito dell’aggressione contro lo Yemen guidata dall’Arabia Saudita, dall’inizio dell’escalation il 3 settembre.

Le forze armate yemenite sono entrate nel distretto di Majzar, situato a nord della città di Marib, riferisce Al Arabiya. Quest’area collega le province di Al-Jawf e Sana’a e costituisce una via d’accesso fondamentale verso la città di Marib; di conseguenza, tale offensiva potrebbe modificare la situazione lungo la linea del fronte.

Gli Houthi sostengono di aver abbattuto un elicottero AH-64 appartenente all’aeronautica militare saudita. Diffuso un video che riprende il momento in cui un elicottero AH-6i, appartenente all’aeronautica militare saudita, è stato distrutto.

In Yemen, si segnalano decine di soldati morti in seguito a un attacco condotto con tre missili — lanciati dagli Houthi — contro un complesso di addestramento nella località di Sabwa, nella provincia di Hajjah. Nella offensiva militare Houthi è stato preso il castello di Al-Rahn ad Azzan, a sud dell’area di Najada, sul Jabal Saber a Taiz. Le aree di Anqaba, Al-Waqaa e Jabal Al-Jumaima, a ovest del distretto di Mashra’a e Hadnan, nel Jabal Sabr (governatorato di Taiz). nNel pomeriggio è arrivata la conferma di oltre 100 morti in un micidiale attacco missilistico contro il campo di saudita di Al-Ilm, nel governatorato di Shabwa.

Una petroliera ha urtato una mina nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz, riferisce l’agenzia di stampa Fars, citando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran. In seguito all’impatto, si è verificata un’esplosione nella sala macchine, che ha provocato un incendio. L’IRGC ha precisato che la petroliera stava attraversando lo stretto con i sistemi di navigazione e posizionamento spenti.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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