
Il crescente problema dei rifiuti a Johannesburg di fatto è un riflesso di una sfida più ampia che coinvolge l’intera Africa. Città in rapida espansione, come Lagos, Dakar e Accra, producono rifiuti a un ritmo ben superiore alla capacità di molte municipalità di raccoglierli, riciclarli o smaltirli in modo sicuro.
Secondo un rapporto congiunto pubblicato l’anno scorso da OCSE, Banca Africana di Sviluppo, Cities Alliance e United Cities and Local Governments of Africa, si prevede che la popolazione urbana africana raddoppierà entro il 2050, raggiungendo 1,4 miliardi di persone, riporta AP.
Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente stima che oltre il 90% dei rifiuti prodotti in Africa venga smaltito in discariche abusive o non controllate, spesso accompagnato dalla pratica di bruciare i rifiuti all’aperto. La Banca Mondiale prevede che la produzione di rifiuti nell’Africa subsahariana aumenterà del 124% da qui al 2050: il tasso di crescita più elevato tra tutte le regioni del mondo.
In Sudafrica, nella township di Alexandra, a Johannesburg — un’area densamente popolata — Pikitup, l’azienda municipalizzata responsabile della gestione dei rifiuti, ha individuato oltre 2.000 punti critici di scarico abusivo e ha stanziato 115 milioni di rand (6,4 milioni di dollari) per il biennio 2025-2026 al fine di affrontare il problema.
La Johannesburg Crisis Alliance ha attribuito i disservizi a controversie sindacali, vincoli finanziari e all’invecchiamento del parco veicoli.
L’irregolarità del servizio di raccolta rifiuti ha alimentato la domanda di operatori informali per il trasporto dei rifiuti.
Lo smaltimento legale richiede la registrazione e il pagamento di tariffe di conferimento in discarica; ciò spinge alcuni operatori informali a scaricare illegalmente i rifiuti in aree come Kya Sands, provocando inquinamento di aria, suolo e acqua
Nelle discariche abusive i rifiuti vengono anche bruciati per fare spazio ad altri, inquinando aria, suolo e acqua ed esponendo le comunità vicine a sostanze tossiche. Il Council for Scientific and Industrial Research (CSIR) del Sudafrica, ha affermato che i rifiuti gestiti in modo inadeguato attirano anche animali nocivi e possono ostruire i canali di scolo delle acque piovane, aumentando il rischio di allagamenti. «Siamo davvero molto vicini al punto di non ritorno»
La bozza della Strategia nazionale per la gestione dei rifiuti del Sudafrica avverte che lo spazio disponibile nelle discariche si sta esaurendo a un «ritmo insostenibile». La pressione è già evidente a Johannesburg, dove solo due delle quattro discariche municipali accettano ancora rifiuti generici.
In media, le discariche di Johannesburg abbiano una capacità di smaltimento residua inferiore a un anno. Costruire semplicemente altre discariche è difficile, poiché i terreni idonei scarseggiano e le normative ambientali sono rigorose.
Si stima che fino all’80% dei rifiuti di Johannesburg potrebbe essere sottratto alla discarica tramite il riciclaggio e il trattamento della frazione organica, a condizione che famiglie e imprese effettuino la raccolta differenziata alla fonte.
Anche Pikitup sta promuovendo la differenziazione alla fonte per preservare lo spazio sempre più esiguo nelle discariche, con piani per espandere le infrastrutture di riciclaggio e collaborare con gli operatori del recupero rifiuti.
La bozza della Strategia nazionale per la gestione dei rifiuti del Sudafrica avverte che lo spazio disponibile nelle discariche si sta esaurendo a un «ritmo insostenibile». La pressione è già evidente a Johannesburg, dove solo due delle quattro discariche municipali accettano ancora rifiuti generici.
Maddalena Ingrao
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